#InsegnamentodellaVia #BarlumiLilith °RenéGuénon °LEsoterismodiDante
<<Ciò che è molto meno discutibile, è l’identificazione delle figure simboliche viste da Dante: la croce nel cielo di Marte, l’aquila in quello di Giove, la scala in quello di Saturno. Si può sicuramente avvicinare questa croce a quella che, dopo essere stata il segno distintivo degli Ordini di cavalleria, serve ancora di emblema a parecchi gradi massonici;
e, se è posta nella sfera di Marte, non è forse per un’allusione dal carattere militare di questi Ordini, loro ragione d’essere apparente, e alla parte che rappresentarono esteriormente nelle spedizioni guerriere delle Crociate [Si può anche notare che il cielo di Marte è rappresentato come il soggiorno dei «martiri della religione»; vi è anzi qui, su Marte e martiri, una specie di gioco di parole di cui si potrebbe trovare altrove altri esempi:
è così che la collina di Montmartre fu una volta il Monte di Marte prima di diventare il Monte dei Martiri. Noteremo di sfuggita, a tal proposito, un altro fatto abbastanza strano: i nomi dei tre martiri di Montmartre, Dionysos, Rusticus e Eleuthéros, sono tre nomi di Bacco. Inoltre, san Dionigi, considerato come il primo vescovo di Parigi, è comunemente identificato a san Dionigi l’Areopagita, e, ad Atene, l’Areopago era anche il Monte di Marte]?
In merito agli altri due simboli, è impossibile non riconoscervi quelli del Kadosch Templare; e, nello stesso tempo, l’aquila, che l’antichità classica attribuiva già a Giove come gli indù l’attribuiscono a Vishnu [Il simbolismo dell’aquila nelle differenti tradizioni richiederebbe solo esso tutto uno studio speciale], fu l’emblema dell’antico Impero romano (il che ricorda la presenza di Traiano nell’occhio dell’aquila), ed è restato quello del Santo Impero.
Il cielo di Giove è il soggiorno dei «principi saggi e giusti»: «Diligite justitiam, qui judicatis terram» [Paradiso, XVIII, 91-93], corrispondenza che, come tutte quelle che dà Dante per gli altri cieli, si spiega interamente con ragioni astrologiche; e il nome ebraico del pianeta Giove è Tsedek, che significa «giusto». Abbiamo già parlato della scala dei Kadosch: la sfera di Saturno essendo situata immediatamente al di sopra di quella di Giove,
si perviene al piede di questa scala per la Giustizia (Tsedakah) ed alla sua cima per la Fede (Emounah). Questo simbolo della scala sembra essere d’origine caldaica ed essere stato apportato in Occidente con i misteri di Mithra: vi erano allora sette scalini ed ognuno era formato di un metallo differente secondo la corrispondenza dei metalli con i pianeti; d’altra parte, si sa che, nel simbolismo biblico, si trova ugualmente la scala di Giacobbe, che, unendo la terra ai cieli,