Come si fa a non volere bene a un popolo che mette #panchine dappertutto? A #Tbilisi e #Batumi ce ne sono ovunque, a mucchi, di legno, di metallo, di stili diversi a pochi metri di distanza. Le strade sono vive, vivissime, di giorno, di notte, fino a tardi (ma non presto: negozi e uffici aprono alle 10am) e le persone si siedono, fumano (tantissimo), si fanno i fatti loro, ma in modo quieto, nessunə urla. Già mi mancano

#Georgia #PuntAway ex post

@zeppe "nessunə urla"
è la caratteristica che noto di più quando esco dai confini italiani (non ho fatto tantissimi viaggi all'estero quindi non generalizzo, ma in quelli fatti finora l'ho notato in tutti) e che mi rende più difficile il rientro a casa

@rapitadaglialieni
Quando sono stato in Norvegia ero con le lacrime agli occhi per il calmo silenzio di Oslo, città comunque vivissima e animata.

Quando ci lamentiamo del tunisino che urla al telefono dovremmo pensare che facciamo lo stesso noi, credo sia proprio un fatto culturale della mediterraneità l'essere rumorosi...
Anche in letteratura, ad esempio, si citano sempre i "rumorosi bazar", la mamma latina di Tonio Kröger che parla a voce alta, contrapposti alla freddezza nordica.

@zeppe

@zeppe se ci sono anche le fontanelle è il paradiso

@autunnomia

ce ne sono ma, confesso, non ce la siamo sentita di provarle anche perché non ci beveva quasi nessunə

@zeppe sono stato da poco in Romania, a Cluj, e anche lì molte panchine e nessuna col divisore in mezzo. Nel parco principale ce n'erano così tante vicine (pure troppo per i miei gusti) che ho dovuto fare una foto