"È un abominio a livello visivo vedere un gigantesco essere di metallo che si impadronisce del territorio e della vista. Detesto il meccanismo che c'è dietro tutto questo" dice Manu Invisibile, street artist cagliaritano. Sta parlando delle pale eoliche di prossima installazione, non della raffineria Saras (un obbrobio visibile da Cagliari di notte pur distando 15 km) da cui nel 2019 fa si è fatto commissionare un murales con la scritta "Consapevolezza".
#speculazioneeolica #eolico #saras
Più o meno da quando la Todde ha vinto le regionali l'Unione Sarda è entrata a piè pari nella battaglia contro "l'invasione eolica". Lo ha fatto soprattutto attraverso gli articoli di Mauro Pili, ex presidente di regione in quota Forza Italia poi fondatore del partito identitario sardo Unidos (senza che la sua precedente occupazione gli impedisse di tuonare contro "i poteri italiani"), poi giornalista dai toni populisti, che infarcisce gli articoli di castronerie e complottismi
La cosa puzza perché in genere l'Unione Sarda non fa' nulla per nulla. Anche a chi crede che la modalità attuale di impianto di rinnovabili in Sardegna sia un processo fondamentalmente speculativo viene da storcere il naso. La proprietà dell'Unione Sarda è anche quella di Videolina e Sardegna Uno, le principali televisioni dell'isola. Se le accendete troverete uno spot contro le pale eoliche a ogni stacco pubblicitario e almeno 4 servizi contro "l'assalto eolico" in ogni telegiornale
In un editoriale del 16 giugno il direttore dell'Unione Sarda si rivolge direttamente a LEI ("Cara Giorgia, (ri)dateci il futuro") per lamentarsi, oltre che dell'assalto eolico, della mancata realizzazione del #GALSI, metanodotto che dall'Algeria dovrebbe arrivare sul continente attraversando l'isola. Il proprietario del giornale, Sergio Zuncheddu, interviene direttamente il 26 giugno per ribadire il concetto con un articolo del giornale
https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cara-giorgia-ridateci-il-futuro-p478ecg3
https://www.unionesarda.it/news-sardegna/no-allassalto-eolico-leditore-de-lunione-sarda-se-non-per-amore-per-convenienza-ei7uoi92
Cara Giorgia, (ri)dateci il futuro

L'editoriale di Emanuele Dessì

L'Unione Sarda.it
Il metano è un vecchio amore dell'US. Negli anni passati la campagna per il GALSI è stata martellante. Le infrastrutture per il trasporto del metano vengono spacciate come ideali per la transizione all'idrogeno. Ricordiamo che attualmente il 97% dell'idrogeno viene ricavato dagli idrocarburi con conseguente produzione di CO2. In genere quindi quando si parla di idrogeno e del suo utilizzo su vasta scala, allo stato attuale, si intende il metano
#idrogeno
Coerentemente con l'amore per il gas, nella proposta di legge "#Pratobello24", scritta anche da l'Unione Sarda e descritta e pubblicizzata come una legge per bloccare la speculazione energetica, c'è una clausola che esclude gli impianti per la produzione e lo stoccaggio di idrogeno dal blocco imposto a tutti gli impianti di produzione di energia rinnovabile.
Si scrive Pratobello e si legge GALSI? Ecco perché la Sardegna non è l’unica vittima di una transizione ingiusta - Il Manifesto Sardo

[Antonio Fronteddu] Con la nascita di nuovi sistemi di produzione energetica green, basati su sole e vento, ci era stato promesso un futuro diverso. L’idea era di passare dall’energia come merce inquinante, acquistata da paesi ricchi di petrolio in un mercato funzionale a guerre e conflitti geopolitici, verso sistemi energetici sostenibili. Si sperava che questi […]

Il Manifesto Sardo