4 libri per una 4° liceo scientifico: 152 euro = 300.000 lire. Libri che ovviamente a settembre 2024 varranno un decimo del prezzo, che verranno letti per un 20% e che non è possibile prendere usati perché gli account online sono già stati attivati e serve la versione digitale.
#Zanichelli, #Pearson, #Mondadori: dovete vergognarvi e fallire subito.
@ustianollo mio fratello è andato in una scuola in cui i libri venivano imprestati dalla scuola allu studentu, che si impegnavano a restituirli in buono stato. Certo, non ci potevi prendere appunti ma facevi risparmiare alle famiglie un sacco di soldi. E responsabilizzavi le persone. Questo modello è replicabile? ci sono degli ostacoli tecnici?
@phobeus Nel nostro caso l'ostacolo tecnico è la necessità di avere l'accesso al libro in digitale, la scuola usa ipad e strumenti digitali. Il libro usato al 99% ha già attivato l'account che ovviamente non è cedibile. E' stata una scelta della scuola che noi abbiamo accettato, ma sono i prezzi del singolo volume che sono fuori di ogni logica.
@ustianollo capisco. Considerazioni volanti, giusto per confrontarsi:
- pirateria informatica? Materiali non rilevanti e quindi non ci sono?
- nel caso si cementasse tra i professori la responsabilità del peso economico, potrebbero proporre un modello "comunista/bibliotecario" come quello che ho descritto prima? o siamo arrivati a dei momenti in cui, ad esempio con una sovra-ingegnerizzazione che ci porta ad usare ipad quando non servono, i copyright regna dispotico e sovrano?
@phobeus Analisi difficile, ma stimolante. :) Dare ai figli un libro che sanno essere piratato mi sembra diseducativo. Magari si trova anche, ma vorrei evitare. Non credo sia un problema dei professori, ma di poca scelta editoriale. Ormai è un cartello, i libri in digitale li fanno in pochi, anche i prof si adeguano. L'uso dell'ipad non è male di per sè, durante il lockdown tutta la classe aveva già gli strumenti per fare lezione da remoto. IMHO sono proprio gli editori che se ne approfittano.
@ustianollo sulla pirateria informatica ammetto di avere delle posizioni, aehm, peculiari. Banalmente sto scrivendo la tesi grazie a una pirata kazaka. Come dici tu, non credo che cercare di sabotare un cartello editoriale sia diseducativo, tutt'altro. All'atto pratico non si fa del male a nessuno, al massimo qualche ricca famiglia distribuirà un po' meno dividendi (in realtà non è neanche tanto vero perché i segmenti "pirati informatici" e "acquirenti" coincidono in piccolissima parte)
@phobeus Qui mi permetto di dissentire. Un conto è cercare in rete per me un libro magari fuori catalogo o un volume nuovo solo per consultare poche pagine, che poi magari posso anche comprare, un conto è far vedere ai figli che si possono ottenere beni gratis a prescindere. Il messaggio educativo è sbagliato. Credo sia giusto pagare il giusto per beni e servizi. E lo devo dimostrare ai loro occhi. Magari anche lamentandomi che non ritengo giusto il prezzo, ma craccare a prescindere non mi va.