Oggi 20 gennaio è la #Giornatamondialedelcinemaitaliano: festeggio con una mini-maratona con tre (almeno tre, se non ho sonno anche di più) film italiani molto diversi tra loro.

Partiamo con una cosa che altrimenti non avrei MAI visto: “Calabria, terra mia” di Gabriele Muccino.

- Ma lo sai che frutto è questo?
- Un limone?
- No: è un bergamotto. È l’oro della Calabria.
- Si mangia il bergamotto?
- Anche, però in realtà lo usano per i prodotti di bellezza.

Gabriele Muccino ok i profumi va bene, ma CON IL BERGAMOTTO CI SI FA IL TÈ EARL GREY SANTO CIELO.

Madonnasanta che monnezza, monnezzaaa, calabresi rivoltatevi a questa roba vi prego.

Segnalo il reparto recensioni su Letterboxd perché sono affidabilissime e io leggendole ho molto riso (per la cronaca, gli ho messo 1 stelletta per pura pietà cristiana): https://boxd.it/sq60

Calabria, terra mia (2020)

A loving couple spends a vacation among the beauty of Calabria.

#Giornatamondialedelcinemaitaliano, secondo film: “Piccole avventure romane”, cortometraggio promozionale per la Rinascente realizzato da Paolo Sorrentino.

Non è malvagio, l’atmosfera sorrentiniana c’è e Lidia Vitale come «regina di Roma» è splendida, ma è un po’ inconcludente.

#Giornatamondialedelcinemaitaliano, terzo film o meglio antologia: ho trovato quest’interessante raccolta di cortometraggi animati pubblicata dall’Ambasciata italiana a Cipro in collaborazione con ASIFA in occasione della #SLIM2020 e contenente opere rare. https://youtu.be/-52c02kd4YE
Corti di animazione italiani / Italian animated short film

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#Giornatamondialedelcinemaitaliano, il quarto film è il pezzo forte della serata: “#Allegronontroppo” di Bruno Bozzetto, ovvero la risposta italiana a “Fantasia”.
Più che la risposta italiana a “Fantasia”, “#Allegronontroppo” ne è una sorta di complemento: da una parte il serio, dall’altra il faceto, da una parte la qualità tecnica, dall’altra quella contenutistica, da entrambi le parti veramente grande arte e capacità di comunicarla.
#Giornatamondialedelcinemaitaliano: sono le due di notte, quindi per chiudere cosa c’è di meglio di un bel thriller di Dario Argento? Approfitto per continuare la mia retrospettiva integrale, che avevo messo in pausa, e guardo “#4moschedivellutogrigio” (sì, si scrive col numero).
Oreste Lionello e Bud Spencer nel cast, Pino Locchi e Vittoria Febbi fra i doppiatori italiani, location in mezza Italia incluso l’EUR a Roma, e anche colonna sonora di Ennio Morricone: questo film è davvero il modo migliore per chiudere questa giornata. #4moschedivellutogrigio

Possibile che sempre e chiunque nel mondo abbia la lampada Arco di Castiglioni meno io? La desidero tantissimo, prima o poi* sarà mia. #4moschedivellutogrigio

* = quando mi avanzeranno €2’500.

La band musicale, l’ombra notturna, il fondo nero, il teatro, le tende, il coltello, il volto perturbante, la donna alla finestra, il silenzio, il macro sui dettagli, l’agguato nel buio, il sussurro minaccioso: gli elementi di “#Profondorosso” ci sono già. #4moschedivellutogrigio
Spero che esistano dei saggi accademici, che vorrei davvero leggere, sul ruolo dei personaggi queer nei film di Dario Argento perché l’argomento è molto ricorrente e a volte centrale per lo svolgimento dei film stessi. #4moschedivellutogrigio
Nei film di Dario Argento le utilitarie scassate sono le fonti per le best gag ever nell’intera storia del cinema italiano. #4moschedivellutogrigio
Della trilogia degli animali, forse il primo “#Luccellodallepiumedicristallo” resta ancora il migliore per via del geniale colpo di scena e per la bellissima messinscena, ma anche questo terzo “#4moschedivellutogrigio” è ottimo. Alla fine solo “#Ilgattoanovecode” è stato debole.