Odessa è nata in quel di Strasburgo nel 1944
I nazisti erano consapevoli che i beni della Germania sarebbero, presto, caduti nelle mani del nemico che si stava avvicinando rapidamente, se non fossero stati trasferiti e nascosti. Le ricchezze della Nazione, in gran parte acquisite attraverso il saccheggio dei Paesi invasi e della loro popolazione, dovevano essere trasferite in modo da essere fuori dalla portata giudiziaria internazionale, ma accessibili per finanziare un movimento futuro allo scopo di far risorgere il Partito e costruire un nuovo Reich.
I principali funzionari nazisti temevano anche la vendetta degli Alleati e, piuttosto che affrontare una sicura punizione per i loro crimini di guerra, decisero di cercare rifugi sicuri al di fuori della Germania, e al di là della portata della giustizia.
Nella riunione, in merito a ciò, furono quindi presi provvedimenti per camuffare tali leader come esperti tecnici delle varie filiali delle imprese tedesche che sarebbero sorte successivamente alla guerra.
Il Partito era disposto a prestare ingenti somme di denaro agli industriali per consentire ad ognuno di loro di creare un’azienda segreta postbellica all’estero e come garanzia richiedeva che i principali magnati mettessero a disposizione le risorse acquisite all’estero, in modo da ricreare un Reich dopo la fine della Guerra. In breve tempo, Odessa costruì una rete ampia ed affidabile con lo scopo di raggiungere i suoi scopi e strategie di espansione.
Le rotte (denominate in codice sia da chi le adoperava sia da chi cercava di sgominarle, Ratline) furono mappate ed i contatti stabiliti.
I nazisti più influenti scomparvero quando furono fatti sapientemente scappare dalla Germania e furono aiutati a crearsi nuove vite con nomi falsi in Paesi stranieri come l’Argentina, il Paraguay ed il Brasile.
Alla fine della guerra, solo alcuni funzionari nazisti di alto rango furono processati. Molti di coloro che si resero colpevoli di crimini di guerra riuscirono a fuggire con l’aiuto di Odessa (che come vedremo nei dettagli, riuscirà ad espandersi e si costituirà in sub organizzazioni dallo stesso impianto come quella che verrà diretta dal Presidente argentino, Juan Domingo Perón e da alcuni Paesi Alleati). Alcuni criminali di guerra rimasero in Germania e assunsero nuove identità, riuscendo a fuggire di nascosto solo dopo il caos prodotto alla fine delle ostilità. Una rete sotterranea chiamata Die Spinne (Il Ragno) forniva documenti falsi e passaporti, case sicure e contatti che permettevano ai criminali di guerra di attraversare i confini svizzeri non controllati: questa Rete era una ramificazione importante di Odessa che nel corso del tempo si è andata adattandosi alle circostanze. Una volta in Svizzera, i fuggiaschi si trasferivano rapidamente in Italia, utilizzando alcune delle principali Ratline.
Alcuni preti cattolici romani, specialmente i francescani, aiutarono Odessa a spostare i fuggiaschi da un monastero all’altro fino a quando raggiungevano Roma. Wiesenthal, molteplici storici accreditati e le fonti emerse in riferimento ad alcune personalità appartenenti alla Chiesa, mostrano come molti monasteri funzionassero da stazioni di transito per i nazisti. Questa connivenza della Chiesa è tuttora molto discussa in quanto la posizione ufficiale rimane quella di attribuire certe azioni a singoli e non allo Stato del Vaticano come tale <9.
Nonostante le posizioni contraddittorie, certi fatti sono stati provati dagli stessi protagonisti come il vescovo di Graz Alois Hudal, il segretario della confraternita di San Girolamo dei Croati Krunoslav Draganović ed il cardinale di Genova Giuseppe Siri. Con l’aiuto di pochi esponenti della Chiesa, i fuggiaschi riuscivano ad ottenere un rifugio sicuro fino a quando, attraverso il Porto di Genova e con la collaborazione di alcuni membri del Comitato della Croce Rossa Internazionale (che garantiva nuovi e falsi titoli di viaggio), potevano lasciare l’Europa e fuggire in altri Paesi, dove già erano stati presi dei contatti sicuri con lo scopo di dare nuove vite ai criminali di guerra. Oltre ai personaggi più conosciuti (che vedremo in seguito) ci sono anche altri nazisti di minore importanza che, attraverso i permessi di viaggio concessi dalla Comitato della Croce Rossa Internazionale, riuscirono a sfuggire alla giustizia internazionale. Fra di essi vorrei ricordare l’aiutante del numero due del Reich Paul Joseph Goebbels, Erich Friedrich Otto Karl Müller che ottenne un documento con il nome di Francesco Noelke. <10
Alcuni Paesi sicuramente non conoscevano il passato dei loro nuovi immigrati in quanto alle loro frontiere ricevevano masse di rifugiati dall’Europa dilaniata e non potevano distinguere tra i reali richiedenti rifugio ed i criminali fuggiaschi. Altri, compresi i Governi degli Stati Uniti e dell’Argentina, hanno cercato di sfruttare la conoscenza e la capacità tecnico-scientifica dei nazisti che sarebbero risultate utili per i propri scopi (gli USA, per esempio, videro fondamentale la conoscenza degli scienziati nazisti alla luce dello scontro con l’URSS di cui si ebbero i primi segnali fin subito dopo la fine della seconda guerra mondiale).
I governi filofascisti, come la Spagna sotto Franco, così come quelli in Sud America, diventarono dei paradisi sicuri per i molteplici ricercati internazionali. L’istituzione dello Stato di Israele dopo la seconda guerra mondiale portò alcune Nazioni arabe ad accogliere i nazisti che condividevano l’avversità per gli ebrei (anche se in modi diversi) nella speranza che avrebbero usato le loro esperienze in settori come la missilistica, la tecnologia e la chimica per bilanciare l’equilibrio nel conflitto arabo-israeliano <11.
La realtà dei fatti è che non ci si può limitare a pensare ad Odessa come ad un’unica organizzazione ma bensì va vista come un insieme di reti che si sono strutturate ed evolute sulla base di quanto stabilito a Strasburgo. Infatti le Ratline (quelle vie che facevano parte del piano iniziale dei nazisti da percorrere per raggiungere porti sicuri) sono cambiate, aumentate ed abolite a seconda delle necessità e degli ostacoli incontrati. A questo proposito, molti membri dell’originale Odessa (quella fondata presso l’hotel francese) hanno intrapreso delle strade diverse a seconda, a volte, dei propri interessi personali andando a strutturare nuovi organizzazioni e compagini ricordando quanto stabilito dai “padri fondatori della fuga” dall’Europa. Seppure le realtà ed i contesti in cui tali organizzazioni sono sorte e sviluppate, risulta interessante vedere come esse abbiano condiviso molte delle metodologie, percorsi e contatti stabiliti con la prima Odessa. Chiamarle tutte Odessa potrebbe forse risultare erroneo, però da quanto si evince dal loro sviluppo si può notare come la prima Odessa abbia implementato e stabilito un “Modello Odessa” con cui esse si sono andate identificandosi.
Quindi, si può sintetizzare dicendo che Odessa è nata in quel di Strasburgo nel 1944 ed è stata funzionale per la creazione di sub-organizzazioni che hanno sfruttato le strutture, i fondi, le personalità, i contatti e le idee dell’Odessa originale. Quest’ultima, infatti, è nata per poi fondersi ed evolversi in molteplici altre organizzazioni.
L’erede più importante e diretta è stata quella del Vaticano <12, anche se quella che faceva capo all’ex Presidente dell’Argentina, Juan Domingo Perón, è riuscita, a mio avviso, a portare a termine la sua missione ed aver accolto non solo nazisti, ma anche fascisti, ustascia, rexisti, militanti di Paesi fascisti e di estrema destra come quelli del Governo di Vichy e dell’Ucraina nazionalista. Nel mio lavoro ho approfondito, principalmente, questa Odessa perché reputo, dalle fonti a mia disposizione, sia stata la più incisiva e la più interessante sotto un profilo storiografico.
Come ho già detto, il quadro è ulteriormente complicato da quelle Ratline che sono state supportate e create da tutti quei Paesi che, almeno di facciata, erano avversi ad Hitler, Mussolini e Governi a loro alleati. Infatti, con la mia ricerca ho ricavato fonti fondamentali per sostenere che Stati Uniti e Gran Bretagna abbiano giocato un ruolo di primo piano per la fuga dei principali criminali di guerra, migliaia di militari dei Governi nazionalisti ed autori di atrocità.
Nei capitoli successivi approfondirò il ruolo avuto da ogni Paese per la riuscita della fuga. È importante ricordare che i nazisti, gli ustascia ed altri cittadini dei Paesi satellite nazi-fascisti erano considerati un fattore determinante per fronteggiare il crescente strapotere comunista che era concepito (soprattutto da alcune frange della Chiesa) come un fantasma terribile che metteva in pericolo la sopravvivenza dell’Europa cristiana. In merito a ciò basti pensare alla teoria secondo cui alcuni esponenti del Vaticano abbiano giocato un ruolo importante per l’attentato ad Hitler: ciò fu progettato non per uccidere un terribile assassino, ma perché ormai dichiarato troppo debole per fronteggiare la Russia comunista e l’ideologia stessa all’interno dell’Europa <13.
Per condurre la mia tesi, oltre ad aver reperito importantissimi documenti presso gli archivi online ed attraverso la richiesta di digitalizzazione di quelli che non erano presenti in rete, mi sono recato, inizialmente, presso l’Archivio Federale di Berna e l’Archivio del Comitato della Croce Rossa Internazionale (ICRC) a Ginevra.
In queste sedi ho trovato documenti che mettono in luce il processo e le modalità di fuga dei criminali di guerra attraverso i Titoli di Viaggio provvisti dall’ICRC (sottolineando, ovviamente, che l’ICRC era insieme all’IRO, l’unico ed il solo organismo legittimo a concedere titoli di viaggio ai rifugiati dopo la Seconda Guerra Mondiale). Presso l’Archivio Federale di Berna ho potuto reperire i rapporti e le statistiche, redatti dal Capo della Polizia svizzera Heinrich Rothmund in collaborazione con il Ministro di Giustizia e Polizia Eduard von Steiger, che evidenziano una loro complicità con le autorità naziste in merito al diniego dell’ingresso alla popolazione di religione ebraica in Svizzera ed alla sua conseguente deportazione verso i campi di concentramento. I due funzionari svizzeri, inoltre, erano dei tasselli fondamentali per il processo di facilitazione della fuga dei criminali di guerra verso l’Argentina.
[NOTE]
9 Wiesenthal, S., Justice Not Vengeance, Groove, New York, 1990; Levy A., Nazi Hunter: The Wiesenthal File. How Simon Wiesenthal hunted down the Nazi war criminals, Robinson Publishing, Londra, 2002; Aarons M. M., Loftus J., Ratline, Newton & Compton, Roma, 1993
10 Applicazione per la Croce Rossa per il titolo di viaggio di Francesco Noelke, Italian Croce Rossa a Genova, 09 settembre 1950, ICRC, Ginevra, Archivio, ‘Titres de Voyage CICR 1945–1993’, applicazione 100, 958
11 Wiesenthal, S., Justice Not Vengeance, Groove, New York, 1990, pp. 18-47
12 Per sintesi ho utilizzato il termine Vaticano in quanto gli esponenti principali di essa erano prelati, preti e cardinali. Ciò non significa che il Vaticano come tale appoggiasse le fughe dei criminali di guerra: erano solo alcuni membri della Chiesa Cattolica, seppure eminenti in alcuni casi, che avevano intrapreso certe azioni.
13 Aarons M. M., Loftus J., Ratlines, Newton & Compton, Roma, 1993
Sarah Anna-Maria Lias Ceide, ODEUM Roma. L’Organisation Gehlen in Italia agli inizi della guerra fredda (1946-1956), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2022
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