Accumulo di Risorse Russe per Offensiva a Pokrovsk

L'esercito ucraino riferisce di un accumulo di risorse da parte delle forze russe nella regione di Pokrovsk, con l'intenzione di intensificare un'offensiva all'inizio della primave

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Damasco riconquista il campo petrolifero di al Omar

La Siria è stata teatro di un conflitto duraturo che ha lasciato profonde cicatrici sul suo territorio. Tra le conseguenze più significative, la riconquista da parte delle forze go

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Russia: Negoziati Ucraina Avanzano, Cremlino Critica "Guerrafondai" Europei - Notizie Buzz!

Il Cremlino ha recentemente segnalato progressi nei negoziati relativi al conflitto in Ucraina, pur esprimendo critiche nei confronti di quelle che definisce "forze guerrafondaie"

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Pakistan: Elicotteri e droni per sedare scontro nel deserto, 58 morti

Le forze di sicurezza pakistane hanno impiegato droni ed elicotteri per riprendere il controllo di una cittadina nel sud-ovest del paese, teatro di una battaglia durata tre giorni

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Ucraina riconquista parte di Pokrovsk, la difesa prosegue

Aggiornamento Strategico dal Comando Supremo Ucraino Il Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrskyi , ha fornito un aggiornamento cruciale sulla situazione ope

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Oleksandrivka: 2 Soldati Ucraini Catturano 6 Russi, Video Esclusivo

Un'operazione di successo della 67ª Brigata Meccanizzata ucraina nel settore di Oleksandrivka segna un nuovo capitolo nel conflitto Nel contesto della guerra in Ucraina, due soldat

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Le Forze Armate italiane nella NATO: dottrine e compiti

Prima ancora che la NATO adottasse ufficialmente la dottrina della “difesa avanzata”, le caratteristiche geostrategiche del fronte italiano resero obbligata la scelta di condurre la difesa aeroterrestre al Brennero e tra i fiumi Isonzo e Tagliamento, a ridosso del confine nordorientale, che appariva come il meglio difendibile: la sua estensione non superava i 70 km, dunque era ridotta, poggiava per gran parte sull’arco alpino o su terreno collinare adatto alla difesa, salvo che nella piana di Gorizia, la quale peraltro avrebbe potuto essere fortificata. Inoltre, i pochi assi di penetrazione percorribili dall’Ungheria, vale a dire dalla linea di attacco più prevedibile delle forze sovietiche e dei loro alleati, erano particolarmente vulnerabili all’offesa aerea e all’impiego di armi nucleari.
La scelta di soluzioni alternative, per contro, avrebbe comportato lo sbocco dell’aggressore nella pianura padana, dove la resistenza delle forze di difesa italiane si sarebbe rivelata ben più difficile. Infatti, nell’eventualità in cui fosse riuscito a stabilizzare una linea di difesa sull’Appennino e le Alpi occidentali, l’aggressore avrebbe rescisso il collegamento tra il fronte centrale e quello meridionale della NATO, si sarebbe impadronito di tre quarti del potenziale bellico nazionale (concentrato nel triangolo Milano-Torino-Genova) e avrebbe potuto creare un governo collaborazionista; ipotesi quest’ultima che, considerata la forza e il seguito del Partito comunista italiano, era tutt’altro che peregrina.
I perni della struttura difensiva italiana erano dunque il Brennero, il sistema Cadore-Carnia, la zona prealpina di Udine, la zona collinare e di pianura tra l’Isonzo e il Tagliamento, il Carso e Trieste, la Laguna veneta <84.
Per quanto concerne invece i compiti assegnati alle varie forze, essi erano i seguenti. Per l’Esercito, difendere soltanto con le proprie forze la frontiera orientale in attesa delle forze aeree statunitensi che avrebbero potuto raggiungere lo scacchiere orientale italiano, ad esempio decollando da portaerei in navigazione nel Mediterraneo. Questa capacità di resistenza avrebbe dovuto esercitarsi per tutto il tempo necessario a consentire la mobilitazione delle forze americane e di quelle NATO, una parte delle quali sarebbe stata destinata a supportare direttamente le truppe italiane sul fronte orientale della penisola. Oltre a questo compito prioritario, all’Esercito italiano era richiesto, come compito secondario, di tenere il controllo di tutto il Paese dal punto di vista dell’ordine pubblico. Per quanto concerne invece la Marina, ad essa era affidato l’incarico di operare come scorta dei convogli alleati nel Mediterraneo e di garantire la difesa costiera della penisola, oltre a supportare, in funzione comprensibilmente subalterna, il mantenimento del dominio navale alleato nell’area mediterranea e a consentire l’esplicazione del potere aeronavale alleato. L’Aeronautica, infine, dal momento che all’epoca era la Forza Armata più debole e antiquata di tutte, non avrebbe avuto altri compiti se non quello di concorrere, con mezzi limitati, all’azione delle altre forze <85.
Fu in questo periodo iniziale di partecipazione italiana all’Alleanza che si dimostrarono determinanti gli aiuti economici e militari statunitensi intesi ad accelerare la ricostruzione delle strumento militare italiano e, al tempo stesso, il suo ammodernamento <86.
Tutto questo sostegno non era ovviamente casuale, ma intendeva significare, in concreto, l’attenzione che gli Stati Uniti e, in subordine, la NATO attribuivano all’Italia quale caposaldo dello schieramento atlantico in Europa, un caposaldo che non intendevano assolutamente perdere e che anzi erano decisi a difendere dalle posizioni più avanzate possibili, in quanto perfettamente consapevoli del fatto che, se un’eventuale offensiva sovietica fosse riuscita a sfondare e a dilagare nella pianura padana, l’intero fianco Sud della NATO avrebbe rischiato di essere aggirato e la difesa occidentale sarebbe stata spinta all’indietro, fino alla penisola iberica, con conseguenza gravissime <87.
Su questo sfondo, resta ovviamente irrisolta la diatriba tra chi riteneva che l’allineamento atlantico del nostro Paese fosse una scelta determinata dalla volontà o imposta dalla necessità e chi riteneva invece che, pur partecipando allo schieramento atlantico, sarebbe stato preferibile, per l’Italia, adottare un atteggiamento meno passivamente prono agli interessi degli alleati e in particolar modo degli americani e più attento, per contro, alla tutela dell’interesse nazionale, senza peraltro dimenticare il fatto che, in quel periodo, non pareva chiaro né alla dirigenza politica né a quella militare quale fosse realmente il nostro interesse nazionale <88.
A livello dottrinale, vale a dire di elaborazione della dottrina operativa delle Forze Armate italiane <89, le prime pianificazioni postbelliche riguardarono l’organizzazione difensiva (1948), le operazioni combinate avioterrestri (1949), la difesa su ampi fronti (1950) e la cooperazione avioterrestre (1951).
La prima serie dottrinale dell’Esercito fu la 3000, elaborata a cavallo tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, che fu anche l’ultima delle concezioni dottrinali ispirate a una visione del conflitto di tipo esclusivamente convenzionale <90.
La regolamentazione successiva, che risale al 1958-60 (circolari della serie dottrinale 600), rifletteva invece i principi della dottrina NATO della “rappresaglia massiccia”, adottata dall’Alleanza nel 1954. Si prevedeva infatti la costituzione di due posizioni difensive, poste a distanza di 50-90 km l’una dall’altra, il cui compito era quello di attirare le forze attaccanti nei punti più vulnerabili al fuoco nucleare. Non era prevista, peraltro, una manovra controffensiva su larga scala, il che la dice lunga su quello che era considerato il ruolo delle forze italiane, relegato di fatto a compiti di mera resistenza passiva, da esercitare fino a che non si sarebbe manifestato, sul terreno, il supporto militare alleato, soprattutto americano.
La serie dottrinale 600, approvata nell’aprile del 1958, fu comunque molto apprezzata, soprattutto negli USA, dove fu addirittura oggetto di studio e di insegnamento. Si trattava, infatti, della prima normativa di impiego elaborata da un esercito occidentale che prevedeva l’uso di armi atomiche e cercava di valutarne concretamente gli effetti tanto per chi difendeva quanto per chi attaccava <91. Come tale, era certamente ricca di spunti dottrinali di interesse non trascurabile, anche perché enormi erano gli interrogativi che gravavano sulla reale possibilità di condurre operazioni efficaci in ambiente pesantemente contaminato. Ogni contributo dottrinale in tal senso, quindi, era il benvenuto, anche se tutti parevano complessivamente alquanto ottimistici sul tema dell’operatività dei reparti dopo uno scambio di fuoco nucleare, in quanto era difficilissimo individuare l’entità delle distruzioni che avrebbero avuto luogo.
[NOTE]
84 Virgilio Ilari, Storia militare della Prima Repubblica…, cit., p. 79 sg.
85 Enea Cerquetti, Le Forze armate italiane dal 1945 al 1975…, cit., p. 97.
86 Ibidem, p. 99 sg.
87 Enea Cerquetti, Le Forze armate italiane dal 1945 al 1975…., cit., p. 118.
88 Ibidem, p. 150 sg.
89 La dottrina militare è una delle due diverse e fondamentali fonti della tattica militare (l’altra fonte sono gli ordini di operazione), fornisce gli orientamenti per l’impiego delle forze nei casi medi. È contenuta in circolari e pubblicazioni delle serie dottrinali, il cui aggiornamento consegue o ad una mutata visione strategica ovvero a profondi cambiamenti nell’organizzazione delle Forze Armate. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Tattica_militare
90 Enea Cerquetti, Le Forze Armate italiane dal 1945 al 1975…, cit., p. 107.
91 Ibidem, p. 186 sgg.
Roberto Pistoia, L’Italia e la NATO dal 1949 al 1989, Tesi di laurea, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2012-2013

Nelle prospettive della NATO, la flotta all’inizio era considerata una struttura di sostegno rispetto all’enfasi sulle forze di terra, impegnate a contrastare l’armata rossa per mantenerla quanto più possibile distante dalle regioni occidentali, alle quali si richiedeva di garantire le linee di comunicazione e l’azione di ricognizione.
Questo disegno strategico si fondava sul convincimento che il controllo delle regioni europee avrebbe determinato le sorti d’ogni conflitto con Mosca.
Perciò, la marina insisteva perché la linea di difesa si concretizzasse quanto più possibile ad est dei confini della cortina di ferro e la flotta costituisse una percentuale considerevole di tutta la forza militare degli Alleati; tuttavia, per rendere effettiva la deterrenza, si confermò la centralità del sistema difensivo terrestre, affiancato però da un consistente concentramento di forze aeree e navali.
La scelta indusse ad approfondire le strategie per coordinare meglio tutti i soggetti impegnati nel teatro, di conseguenza, si incominciò a considerare con maggiore attenzione il Mediterraneo e la sesta flotta, rimasta sempre sotto comando statunitense.
Alessia Cherillo, I rapporti tra l’Unione Europa e la NATO, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Anno Accademico 2011-2012

#1948 #1951 #1954 #1958 #Aeronautica #AlessiaCherillo #armate #dottrina #esercito #forze #Marina #militare #NATO #RobertoPistoia

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Dzisiaj ostatni dzien fazy Challengerow #BLASTParisMajor

Z ekip z Polakami w skladzie pewne awansu jest #ENCE, natomiast #OG pozegnalo sie z turniejem wczoraj. Dzisiaj o awans lub koniec przygody graja:
- 11:30 - #GamerLegion vs #FORZE
- 15:30 - #Monte vs. #paiN

Oprocz tego, do fazy Legend awansowalo #Apeks, ktorego trenerem jest #kuben - ten sam, ktory trenowal polski sklad #VirtusPro

Transmisje:
https://www.twitch.tv/blastpremier
https://www.twitch.tv/izakooo

#csgo #esport @esport

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#EsportowyRozkladJazdy

Pora na 2. dzien #BLASTParisMajor. Wczorajszy dzien byl najlepszy dla #ENCE, ktorzy wygrali oba swoje mecze, #Monte i #OG maja bilans 1-1, #GamerLegion niestety 0-2 i sa o krok od wypadniecia z rozgrywek juz na tym etapie.

Dzisiejsze mecze z udzialem Polakow:
- 13:00 - #FORZE vs #Monte
- 13:00 - #NiP vs. #OG
- 14:30 - #ENCE vs. #FaZe
- 18:30 - #GamerLegion vs. #MOUZ

Transmisje:
- https://www.twitch.tv/blast
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- https://www.twitch.tv/izakooo

#esport #csgo @esport
(btw., grupa jak i caly serwer gup.pe przestaje dzialac z koncem maja, wiec polecam obserwowac # )

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#Sudan, la tregua non regge. Combattimenti in tutto il paese

Gli scontri tra esercito locale e #Forze di supporto rapido proseguono a #Khartoum e nei dintorni della capitale, mentre si entra nella terza settimana dallo scoppio del conflitto. Il capo delle forze paramilitari ha detto che non considererà trattative finché l’offensiva dell’esercito nemico proseguirà

29-4-2023 11:58 #Domani https://www.editorialedomani.it https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/sudan-la-tregua-non-regge-combattimenti-in-tutto-il-paese-p7w1k1uu

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