Dal numero 75 di Cenerentola (marzo 2006, disponibile su cenerentola.info alla sezione archivio) un'intervista a Cathy Marchand del Living Theatre
"Ci condussero in un piccolo appartamento dove dormimmo in 4 per letto, poi alle 10 del mattino facemmo l’Antigone in una taverna tra i tavoli e le birre, in totale clandestinità, con la possibilità che entrasse la polizia per arrestarci tutti… Per me fu il massimo"
(Su uno spettacolo a Praga nel 1980)
"Nel 1985 andammo a Berna sulla tomba di Bakunin, dove Julian lesse un poema dedicato all’anarchico russo fumando la sua ultima sigaretta di hashish. Noi facevamo delle scene bio-meccaniche intorno alla tomba, fu una cosa molto surreale… Julian voleva lasciare l’ultima immagine legata a questo senso puro, etereo, vitale, non-violento dell’anarchia"
(Sulla morte di Julian Beck)
"Eravamo veramente una comunità anarchica: Julian e Judith guadagnavano i nostri stessi soldi, Julian faceva da mangiare per tutti, Judith convocava delle riunioni molto spesso per condividere le decisioni, anche quelle sue personali. L’idea era quella di creare un’allegra comunità anarchica in grado di trasmettere un messaggio di amore e di corpo gioioso, magari anche torturato ma alla fine liberato”
(Sulla vita nel Living Theatre)
#teatro #livingtheatre #cathymarchand #judithmalina #julianbeck #antigone #bakunin #anarchia
"Ci condussero in un piccolo appartamento dove dormimmo in 4 per letto, poi alle 10 del mattino facemmo l’Antigone in una taverna tra i tavoli e le birre, in totale clandestinità, con la possibilità che entrasse la polizia per arrestarci tutti… Per me fu il massimo"
(Su uno spettacolo a Praga nel 1980)
"Nel 1985 andammo a Berna sulla tomba di Bakunin, dove Julian lesse un poema dedicato all’anarchico russo fumando la sua ultima sigaretta di hashish. Noi facevamo delle scene bio-meccaniche intorno alla tomba, fu una cosa molto surreale… Julian voleva lasciare l’ultima immagine legata a questo senso puro, etereo, vitale, non-violento dell’anarchia"
(Sulla morte di Julian Beck)
"Eravamo veramente una comunità anarchica: Julian e Judith guadagnavano i nostri stessi soldi, Julian faceva da mangiare per tutti, Judith convocava delle riunioni molto spesso per condividere le decisioni, anche quelle sue personali. L’idea era quella di creare un’allegra comunità anarchica in grado di trasmettere un messaggio di amore e di corpo gioioso, magari anche torturato ma alla fine liberato”
(Sulla vita nel Living Theatre)
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