"Il colore del nome", viaggio nelle identità non univoche - DINAMOpress

Vittorio Longhi racconta il percorso attraverso le proprie origini e appartenenze, e allo stesso tempo ci porta in un viaggio che unisce il colonialismo italiano nel Corno d’Africa con il presente in cui viviamo: le migrazioni e le stragi del mare, le cittadinanze negate, le “primavere arabe” e il G8 di Genova

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“Barack Obama è meticcio come gli italoeritrei”, intervista a Vittorio Longhi - DINAMOpress

L’autore de “Il colore del nome” parla del suo libro, del perché usa la parola meticcio, di come ha scoperto a Bruxelles di essere italiano (e italoeritreo), dei tanti luoghi che ha attraversato – inclusa Genova, luglio 2001. Per provare a capire come «la rimozione del colonialismo influenzi ancora oggi la nostra percezione del sud globale».

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La dimensione sensoriale del mio nome - DINAMOpress

Leggere “Il colore del nome” di Vittorio Longhi pensando al proprio passato, alle identità multiple, all’appartenenza, sentendo l’esistenza nello stesso corpo di due vite separate.

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