Domani: Trump debole e ingestibile. Una parabola che fa paura

Il tycoon raramente è stato così debole nella sua parabola politica: dal 1945 ad oggi nessun presidente è stato così impopolare dopo meno di un anno dall’arrivo alla Casa Bianca. Debole e, all’apparenza, ingestibile: tra le due cose – debolezza e ingestibilità - pare esservi una stretta, e invero spaventevole, correlazione

Trump is weak and unmanageable. A frightening parable.

The tycoon has rarely been so weak in his political trajectory: from 1945 to today, no president has been as unpopular after less than a year in the White House. Weak and, seemingly, unmanageable: there appears to be a tight connection, and indeed a frightening one, between weakness and unmanageability.

#theWhiteHouse

https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/trump-debole-e-ingestibile-una-parabola-che-fa-paura-i9velz0r

Trump debole e ingestibile. Una parabola che fa paura

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Domani
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LA NOTIZIA: L’amministrazione Trump perde i pezzi: si dimette il segretario della Marina, John Phelan, per i continui contrasti con Hegseth

L’amministrazione statunitense di Donald Trump perde i pezzi. Con un annuncio a sorpresa, per di più giunto durante il blocco navale contro l’Iran, il segretario della Marina John Phelan si è dimesso “con effetto immediato” dal proprio incarico. A prendere il suo posto ad interim è il sottosegretario Hung Chao.
La decisione è stata resa nota dal Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti (ossia l’ex Pentagono), guidato dal controverso segretario alla Difesa Pete Hegseth, con un breve e asettico comunicato. Alla base del passo indietro di Phelan, miliardario collezionista d’arte e finanziatore della campagna che ha portato Donald Trump al bis alla Casa Bianca, ci sarebbero i continui contrasti proprio con Hegseth e con il suo vice, Steve Feinberg.
L’amministrazione Trump perde i pezzi: si dimette il segretario della Marina, John Phelan, per i continui contrasti con Hegseth
Sempre secondo i media statunitensi, il principale terreno di scontro tra Phelan e Hegseth riguarderebbe il mancato rilancio della cantieristica nazionale per la produzione di navi da guerra, droni navali e missili. Un ritardo che l’amministrazione ha scaricato proprio sul segretario della Marina uscente, di fatto spingendolo alle dimissioni.
Quel che è certo è che l’uscita di Phelan si inserisce in un contesto più ampio di tensioni e avvicendamenti ai vertici del Pentagono guidato da Hegseth. Proprio quest’ultimo, infatti, negli ultimi mesi ha promosso una serie di rimozioni ai massimi livelli militari che ha destato l’allarme dei democratici, secondo cui sarebbe in corso una deriva bellicista.
Leggi anche: Hegseth ne combina un’altra: dice di citare un versetto della Bibbia, ma in realtà è una frase tratta dal film Pulp Fiction
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The Trump administration is falling apart: Navy Secretary John Phelan resigns due to ongoing disputes with Hegseth.

The United States administration of Donald Trump is falling apart. With a surprise announcement, moreover arriving during the naval blockade against Iran, Secretary of the Navy John Phelan resigned “with immediate effect” from his position. Hung Chao, the Undersecretary, has taken his place on an interim basis.

The decision was made known by the United States Department of Defense (formerly the Pentagon), led by controversial Secretary of Defense Pete Hegseth, with a brief and aseptic statement. At the base of Phelan’s withdrawal, a billionaire art collector and financier of the campaign that brought Donald Trump back to the White House, there would be the ongoing disagreements with Hegseth and his vice, Steve Feinberg.

The Trump administration is falling apart: Secretary of the Navy John Phelan resigns due to ongoing disagreements with Hegseth

According to U.S. media, the main area of contention between Phelan and Hegseth would concern the failure to relaunch national shipbuilding for the production of warships, naval drones and missiles. A delay that the administration has blamed on the outgoing Secretary of the Navy, effectively pushing him to resign.

What is certain is that Phelan’s departure fits into a broader context of tensions and personnel changes at the top of the Pentagon led by Hegseth. Indeed, this latter has in recent months promoted a series of dismissals at the highest military level, which has alarmed the Democrats, according to which a bellicose drift is underway.

Read also: Hegseth does it again: says he is quoting a verse from the Bible, but in reality it is a phrase from Pulp Fiction

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#JohnPhelan #Hegseth #UnitedStates #DonaldTrump #HungChao #Pentagon #PeteHegseth #Phelan #theWhiteHouse #SteveFeinberg #Hegseth #Democrats #Bible #PulpFiction #first #LANOTIZIA

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L'amministrazione Trump perde i pezzi | LA NOTIZIA

L'amministrazione Trump perde i pezzi: si dimette il segretario della Marina, John Phelan, per i continui contrasti con Hegseth

LA NOTIZIA

Domani: Menozzi: «Il papa ha messo in crisi il ruolo di Trump come capo della religione politica americana»

Il professore, uno dei maggiori storici della Chiesa, docente emerito di storia contemporanea dell’università Normale di Pisa, parla dello scontro fra Santa sede e Casa Bianca apertosi in queste settimane

Menozzi: “The pope has jeopardized Trump’s role as head of the political religion of America.”

The professor, one of the greatest historians of the Church, emeritus professor of contemporary history at the University of Pisa, is speaking about the clash between the Holy See and the White House that has opened up in recent weeks.

#Menozzi #Trump #America #Church #theUniversityofPisa #theWhiteHouse

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Menozzi: «Il papa ha messo in crisi il ruolo di Trump come capo della religione politica americana»

Il professore, uno dei maggiori storici della Chiesa, docente emerito di storia contemporanea dell’università Normale di Pisa, parla dello ... Scopri di più!

Domani

Adnkronos - ultimoratop: Usa, almeno 10 scienziati morti o scomparsi: indaga Fbi. Coinvolti laboratori nucleari e Nasa

(Adnkronos) - La Casa Bianca ha confermato che le agenzie federali stanno lavorando per verificare eventuali collegamenti tra i casi, includendo anche l’ipotesi — ancora non supportata da evidenze — di possibili interferenze esterne o accessi a informazioni sensibili

Use at least 10 dead or missing scientists: FBI investigation. Nuclear labs and NASA are involved.

(Adnkronos) - The White House has confirmed that federal agencies are working to investigate any connections between the cases, including the hypothesis — still not supported by evidence — of possible external interference or access to sensitive information.

#TheWhiteHouse

https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/scienziati-americani-scomparsi-nucleare-spazio-fbi-indagini_3IY6s1q9Qtlot70KzYo3U0

Morti e sparizioni tra scienziati americani, coinvolti laboratori nucleari e Nasa: si muove l'Fbi

Almeno 10 ricercatori legati a programmi sensibili su nucleare e aerospazio sono deceduti o scomparsi negli ultimi anni. Fbi e Congresso avviano verifiche, ma al momento non emergono prove di un nesso tra gli episodi.

Adnkronos

L'Unità: Trump, retromarcia sul cessate il fuoco con l’Iran: via libera unilaterale alla tregua dopo le minacce, negoziati in stallo

Una prova di forza dell’Iran, una di evidente debolezza della Casa Bianca. Martedì sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’estensione del cessate il fuoco con la Repubblica Islamica, che sarebbe scaduto oggi, mercoledì 22 aprile.
Una tregua nei combattimenti senza una fine certa, con Trump che ha sottolineato col solito post sul suo social Truth che il cessate il fuoco durerà fino a quando le discussioni con l’Iran non saranno concluse “in un modo o nell’altro”, termini a dir poco criptici.
Trump ha motivato l’annuncio dicendo che al momento l’Iran è troppo diviso per negoziare un accordo stabile: si tratta di una considerazione confermata da numerose indiscrezioni che danno il regime particolarmente diviso al suo interno, con l’ala più dura formata dai Guardiani della rivoluzione, i Pasdaran, contrari ad accordi con la Casa Bianca, e l’ala più “riformista” formata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e dal presidente Masoud Pezeshkian a favore di una linea più “conciliante” con gli Stati Uniti.
Si tratta in ogni caso di una mossa unilaterale da parte di Washington, dato che l’estensione del cessate il fuoco è stata dichiarata esclusivamente dagli Stati Uniti e non è stata concordata con l’Iran, che per tutta la giornata di martedì ha fatto attendere una sua presa di posizione ufficiale sul secondo round di colloqui di pace da tenere ancora una volta a Islamabad, in Pakistan, decidendo alla fine di non presentarsi.
La scelta di Trump smentisce le ripetute dichiarazioni dello stesso presidente degli Stati Uniti, che per giorni ha ripetuto che la Casa Bianca avrebbe ripreso a bombardare pesantemente l’Iran in caso non si fosse trovato un accordo con Teheran.
Da parte sua la Repubblica Islamica ha ribadito ancora una volta la sua condizione chiave per sedersi al tavolo delle trattative in Pakistan: l’eliminazione da parte americana del blocco navale fuori lo stretto di Hormuz. L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite Amir Saeid Iravani lo ha definito “una violazione del cessate il fuoco”, sottolineando che appena verrà tolto “ci saranno nuovi incontri a Islamabad”.

Trump reverses ceasefire with Iran: unilateral truce approved after threats, negotiations stalled.

A test of strength for Iran, one of obvious weakness for the White House. On Tuesday evening, United States President Donald Trump announced the extension of the ceasefire with the Islamic Republic, which was due to expire today, Wednesday, April 22nd.

A truce in the fighting without a definite end, with Trump emphasizing, as usual, in a post on his social media platform Truth, that the ceasefire will last until discussions with Iran are concluded “in one way or another,” terms decidedly cryptic.

Trump justified the announcement by saying that at the moment Iran is too divided to negotiate a stable agreement: a consideration confirmed by numerous leaks indicating that the regime is particularly divided internally, with the hardline wing made up of the Revolutionary Guard, the Pasdaran, opposed to agreements with the White House, and the more “reformist” wing made up of Iranian Foreign Minister Abbas Araghchi and President Masoud Pezeshkian in favor of a more “conciliatory” line with the United States.

In any case, it is a unilateral move by Washington, given that the extension of the ceasefire was declared exclusively by the United States and was not agreed upon with Iran, which throughout Tuesday had waited for an official statement on the second round of peace talks to be held once again in Islamabad, Pakistan, deciding in the end not to attend.

Trump’s choice contradicts the repeated statements of the same United States president, who for days had repeated that the White House would resume heavy bombing of Iran if no agreement were found with Tehran.

On its part, the Islamic Republic reiterated once again its key condition for sitting at the negotiating table in Pakistan: the removal by the Americans of the naval blockade outside the Strait of Hormuz. Iranian Ambassador to the United Nations Amir Saeid Iravani called it “a violation of the ceasefire,” emphasizing that as soon as it is lifted “there will be new meetings in Islamabad.”

#theWhiteHouse #UnitedStates #DonaldTrump #theIslamicRepublic #Pasdaran #Iranian #AbbasAraghchi #MasoudPezeshkian #theUnitedStates #Washington #second #Islamabad #Pakistan #Tehran #Americans #theStraitofHormuz #theUnitedNations #AmirSaeidIravani

https://www.unita.it/2026/04/22/trump-proroga-cessate-il-fuoco-iran-negoziati/

Trump, retromarcia sul cessate il fuoco con l'Iran: via libera unilaterale alla tregua dopo le minacce, negoziati in stallo

Una prova di forza dell’Iran, una di evidente debolezza della Casa Bianca. Martedì sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’estensione del cessate il fuoco con la Repubblica Islamica, che sarebbe scaduto oggi, mercoledì 22 aprile. Una tregua nei combattimenti senza una fine certa, con Trump che ha sottolineato col solito post […]

L'Unità

Il Fatto Quotidiano: “Trump tratta l’invio in Congo di oltre mille afghani: tra loro ci sono 400 bimbi”

Le opzioni a cui sta pensando l’amministrazione di Donald Trump sono due: o tornare a casa a una vita sotto il dominio dei talebani e l’invio in Congo, un Paese che sta affrontando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. Dopo aver sospeso il programma americano di reinsediamento per gli afghani che avevano sostenuto lo sforzo bellico Usa, il capo della Casa Bianca è in trattative per inviarne fino a 1.100 nella Repubblica democratica del Congo, inclusi 400 bambini. Una destinazione tra le più infauste sul pianeta.
Secondo il New York Times, il gruppo comprende interpreti per le forze armate statunitensi, ex membri delle forze per le operazioni speciali afghane e familiari di militari americani. Gli afghani vivono in un limbo in Qatar da più di un anno, dopo essere stati evacuati dagli Stati Uniti per la loro sicurezza in quanto avevano sostenuto le forze americane durante la guerra contro i talebani, iniziata nel 2001.
Shawn VanDiver, presidente del gruppo umanitario AfghanEvac, ha riferito di essere stato informato del piano relativo al Congo da funzionari del Dipartimento di Stato, aggiungendo che agli afghani sarebbe offerta anche la possibilità di tornare a casa. In un regime che, sapendo che hanno collaborato con le forze Usa, non gli lascerebbe via di scampo.
L'articolo “Trump tratta l’invio in Congo di oltre mille afghani: tra loro ci sono 400 bimbi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Trump sends more than a thousand Afghans to the Congo: among them are 400 children.

The options being considered by the Donald Trump administration are two: to return home to a life under the dominion of the Taliban and the sending to the Congo, a country facing one of the world’s worst humanitarian crises. After suspending the American resettlement program for Afghans who had supported the US military effort, the head of the White House is in negotiations to send up to 1,100 of them to the Democratic Republic of Congo, including 400 children. One of the most infamous destinations on the planet.

According to the New York Times, the group includes interpreters for US armed forces, former members of Afghan special operations forces, and families of American military personnel. The Afghans live in limbo in Qatar for more than a year, after being evacuated by the United States for their safety as they had supported American forces during the war against the Taliban, which began in 2001.

Shawn VanDiver, president of the humanitarian group AfghanEvac, reported being informed of the plan for the Congo by State Department officials, adding that Afghans would also be offered the opportunity to return home. In a regime that, knowing they had collaborated with US forces, would leave them with no escape.

The article “Trump negotiates sending over 1,000 Afghans to Congo: among them 400 children” comes from Il Fatto Quotidiano.

#Afghans #Congo #DonaldTrump #Taliban #American #theWhiteHouse #theNewYorkTimes #Afghan #Qatar #theUnitedStates #ShawnVanDiver #StateDepartment #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/21/trump-invio-congo-afghani-bimbi-avevano-aiutato-usa-contro-talebani/8362689/

“Trump tratta l’invio in Congo di oltre mille afghani: tra loro ci sono 400 bimbi”

La notizia pubblicata dal New York Times. Si tratta di persone che hanno sostenuto lo sforzo Usa nella guerra contro i talebani. In alternativa, pare gli sia stato offerto di tornare a casa, costretti a una vita sotto il dominio dei fondamentalisti

Il Fatto Quotidiano

Domani: Stallo totale a Islamabad: Vance “sospeso”, l’Iran tace e il tycoon parla di bombe

Annunci e notizie che si contraddicono a ritmo vertiginoso, a Islamabad l’attesa infinita delle delegazioni nonostante il via libera di Khamenei. Il vicepresidente alla Casa Bianca pe «ulteriori incontri strategici» con il presidente. L’alta rappresentante Ue Kaja Kallas allarmata: «La scadenza del cessate il fuoco si avvicina, rischi enormi se i negoziati non ripartono»

Complete standstill in Islamabad: Vance “suspended,” Iran remains silent, and the tycoon talks about bombs.

Announcements and news that contradict each other at a dizzying pace, in Islamabad the endless wait of the delegations despite Khamenei’s green light. The vice-president at the White House for “further strategic meetings” with the president. EU High Representative Kaja Kallas alarmed: “The ceasefire deadline is approaching, enormous risks if negotiations do not restart.”

#Islamabad #Vance #Khamenei #theWhiteHouse #KajaKallas

https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/iran-stati-uniti-guerra-cessate-il-fuoco-tregua-jd-vance-islamabad-trattativa-pdkow0y3

Stallo totale a Islamabad: Vance “sospeso”, l’Iran tace e il tycoon parla di bombe

Annunci e notizie che si contraddicono a ritmo vertiginoso, a Islamabad l’attesa infinita delle delegazioni nonostante il via libera di Khamenei. ... Scopri di più!

Domani

Today: Trump si aspetta un accordo con l'Iran entro martedì sera

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si aspetta che "domani sera in Pakistan" sarà firmato l'accordo con l'Iran. Lo ha annunciato la giornalista di Fox News, Maria Bartiromo, rivelando in diretta tv di aver parlato con il capo della Casa Bianca."Mi ha detto che si aspetta che l'Iran...

Trump expects a deal with Iran by Tuesday evening.

The President of the United States, Donald Trump, expects that “an agreement with Iran” will be signed “tomorrow evening in Pakistan.” This was announced by Fox News journalist Maria Bartiromo, revealing live on TV that she had spoken with the head of the White House. “He told me that he expects Iran…

#Trump #theUnitedStates #DonaldTrump #Pakistan #FoxNews #MariaBartiromo #theWhiteHouse

https://www.today.it/mondo/trump-si-aspetta-un-accordo-con-l-iran-entro-martedi-sera.html

Guerra in Iran, ultime notizie in diretta. La Casa Bianca: "Sulla tregua decide Trump, non c'è scadenza". Il segretario della Marina Usa lascia l'incarico. L'Iran sequestra due portacontainer Msc

L'attacco preventivo contro l'Iran lanciato sabato 28 febbraio da Stati Uniti e Israele aveva l'intento di far cadere il regime, ma ora l'intera regione del Golfo Persico è nel caos. Il blocco dello stretto di Hormuz getta nello scompiglio i mercati globali

Today

Il Tempo: Formigli choc su Trump: “È pazzo e demente”. E difende l'Iran: Usa i veri barbari

“Noi siamo nelle mani dei barbari, ma i barbari non sono gli iraniani. I barbari sono gli americani” Corrado Formigli attacca Donald Trump. Ospite di In altre parole su La 7, il volto della rete dice la sua sul presidente americano e si lancia in commenti tutt'altro che positivi nel salottino di Massimo Gramellini durante la puntata di sabato 18 aprile. A iniziare dai comportamenti dell'inquilino della Casa Bianca: “Io sono convinto che quello è talmente pazzo che è capace che risponde pure a me se ci provo a chiamarlo – esordisce –. Non sa quello che fa, questo è il problema. Noi siamo nelle mani dell'uomo più potente del mondo, che è chiaramente anche in una china di demenza gravissima”.

Il conduttore di Piazzapulita parla della guerra in Iran: “Purtroppo il meccanismo si è rotto perché Trump è riuscito nel miracolo di far scoprire all'Iran l'enorme forza della sua vera arma atomica, che è Hormuz – sottolinea – che nemmeno loro probabilmente pensavano avrebbe funzionato in modo così deflagrante”. L'analisi di Formigli va nel dettaglio mentre il conduttore Gramellini lo ascolta: “Hanno scoperto quali sono gli oscuri meccanismi dell'economia del petrolio – dice riferendosi agli iraniani – oggi i disagi del petrolio sono molto minori di quelli che probabilmente subiremo”. Il volto La 7 entra nel dettaglio della sua teoria: “Moltissime navi che stanno portando il petrolio ora nel mondo sono quelle che sono uscite da Hormuz prima del blocco”.

“Sono navi che hanno fatto la circumnavigazione dell'Africa, sono tanker da 5-6 milioni di barili che viaggiano molto lentamente e stanno portando ora l'ultimo petrolio nel mondo”. Infine un attacco durissimo al presidente americano: “L'effetto sarà a valanga e noi siamo nelle mani dei barbari, ma i barbari non sono gli iraniani, i barbari sono gli americani”.

Shock claims about Trump: “He’s crazy and demented.” And defends Iran: “It uses the real barbarians.”

We are in the hands of barbarians, but the barbarians are not the Iranians. The barbarians are the Americans.” Corrado Formigli attacks Donald Trump. Guest on In Altre Parole on La 7, the face of the network speaks out about the American president and launches decidedly negative comments in Massimo Gramellini’s salon during the Saturday, April 18th broadcast. Starting with the behavior of the occupant of the White House: “I am convinced that he is so crazy that he is capable of responding to me if I try to call him – he begins –. He doesn’t know what he’s doing, that’s the problem. We are in the hands of the most powerful man in the world, who is clearly also in a very serious state of dementia.”

The host of Piazzapulita discusses the war in Iran: “Unfortunately, the mechanism has broken down because Trump has succeeded in discovering to the Iranian people the enormous strength of their true atomic weapon, which is Hormuz – he emphasizes – that they probably didn't even think would work in such a dramatic way.” Formigli’s analysis goes into detail while host Gramellini listens: “They have discovered what the dark mechanisms of the oil economy are – he says, referring to the Iranians – today the inconveniences of oil are much smaller than those we will probably experience.” The face of La 7 delves into the details of his theory: “Many ships that are now bringing oil into the world are those that came out of Hormuz before the blockade.”

“These are ships that have circumnavigated Africa, they are tankers carrying 5-6 million barrels that travel very slowly and are now bringing the last oil in the world.” Finally, a harsh attack on the American president: “The effect will be a landslide and we are in the hands of barbarians, but the barbarians are not the Iranians, the barbarians are the Americans.”

#Trump #Iranians #Americans #CorradoFormigli #DonaldTrump #AltreParole #American #MassimoGramellini’s #theWhiteHouse #Piazzapulita #Iranian #Hormuz #Formigli #Gramellini #Africa

https://www.iltempo.it/personaggi/2026/04/19/news/in-altre-parole-corrado-formigli-donald-trump-barbari-usa-pazzo-demente-iran-guerra-47341866/

In altre parole, Formigli choc su Trump: “È pazzo e demente”. E difende l'Iran

“Noi siamo nelle mani dei barbari, ma i barbari non sono gli iraniani. I barbari sono gli americani” Corrado Formigli attacca Donald Trump...