Sebastiano #Maffettone pensa che chi è buono abbia facoltà di violare il #dirittointernazionale, rimanendo buono: https://xcancel.com/francofontana43/status/2030871612472295564

Dev'essere un'epidemia: «Il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente» https://www.avvenire.it/politica/intervista-a-metsola-lescalation-in-iran-va-fermata-subito-serve-uneuropa-piu-forte_105398

Ora:

  • il diritto internazionale regola i rapporti fra gli stati
  • il diritto statale regola l'ordinamento interno di ciascun singolo stato
  • una costituzione pessima, anche se a qualcuno non piace, non viola il diritto internazionale
  • una guerra per cambiare il regime di un altro stato invece sì, lo viola
  • che qualcuno preferisca o no vivere in un certo stato è una questione di diritto pubblico interno, non internazionale - almeno finché quello stato non viene bombardato per "convincerlo" a cambiare la sua costituzione.
  • Per il diritto internazionale moderno era un'idea talmente ovvia che Kant, in un progetto utopico come la "Pace perpetua", trattava questa norma come immediatamente applicabile (V articolo preliminare: https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s11.xhtml#cinqueprelcom).

    Anche nel diritto internazionale cattivo è chi cattivo fa, come in Forrest Gump. Ma ben altre e interessate aquile stanno oggi appollaiate sugli scranni.

    "abbiamo poche informazioni su come i milioni di decisioni algoritmiche apparentemente minori che modellano i flussi di informazioni ogni secondo potrebbero alterare il nostro comportamento collettivo. Ma, e questo è motivo di grande cautela, per quel che ne sappiamo la formazione del soggetto è sociale e dipende evolutivamente anche dall’interazione effettiva tra persone"
    #Decidim #Partecipazione #Algoretica
    Di Paolo #Benanti e Sebastiano #Maffettone sul #Corriere
    https://www.corriere.it/opinioni/21_luglio_26/algoritmi-nuovi-strumenti-partecipazione-politica-501a6630-ee23-11eb-b806-66e6aa5ff564.shtml
    Algoritmi e nuovi strumenti di partecipazione politica

    Piattaforme digitali: l’ultimo esperimento è catalano, si chiama «Decidim» ed è già usato dalla pubblica amministrazione, anche dal comune di Milano. Partiti e movimenti ci stanno pensando