32 anni fa moriva Ilaria Alpi. (Mogadiscio 20 marzo 1994)
Di #AlicePorta
In questi giorni in cui si parla dell'opportunità o meno che la Meloni vada ai Podcast occorre ricordare cosa sia il Giornalismo.
Scritto così: maiuscolo.
Perché non è tanto invitare la Meloni ad un Podcast molto seguito, o il fatto che siano stati politicamente sciocchi coloro invece che non ci sono andati, ma capire che questo non è giornalismo.
Ilaria Alpi è morta a Mogadiscio, insieme al suo collega Miran Hrovatin, in una esecuzione con arma da fuoco perché stava indagando sul traffico di armi e rifiuti tossici, durante la guerra civile in Somalia. Un traffico illecito perpetrato dal Governo. Il nostro Governo.
Questo fa un giornalista: studia, si prepara, si pone come contraddittorio reale. Non fa le domande scomode, che blastano, che asfaltano. Perché sappiate che un politico non lo fotti con queste domande qui: è il suo lavoro parare colpetti e far sembrare che si è un pelino cacato addosso. Un occhio vigile lo vede che in realtà non è per niente così.
Ad un politico devi fare le domande giuste, sennò fai il suo gioco.
E non c'entra da che parte stai, vale per ogni colore politico.
Ecco perché esistono delle regole (di tempistiche, argomenti, pause e minutaggi) quando si intervista un politico: perché nessuna opinione prevalga in modo scorretto. Esiste il pluralismo. Un giornalista lo sa.
Un giornalista sa di essere dialetticamente l'unico in grado di competere con un politico nello stesso campo da gioco. E mentre un politico tenta di trasformare il dibattito in un giga spot su di sè, un giornalista riporta la palla al centro del campo. Rispettando lui stesso le regole.
E davvero non è per la questione della Meloni che parla oltre un'ora, a due giorni dal referendum; perché di cose così di ogni colore se ne vedono ogni giorno. Il sistema dell'informazione è diventato grottesco, il problema va oltre il podcast e le Meloni.
Il giornalismo è finito quando è nato il clickbait e quando chiunque ha pensato di poter essere giornalista.