L'ossessione di Andrea Kimi Antonelli. Oggi, mentre portava a casa il GP di Monaco, sentivo i cronisti spaventarsi del suo continuare a cercare il giro veloce. Così fanno i fuoriclasse.
Penso ad Andrew Neiman in Whiplash. Le mani che sanguinano sulle bacchette; il dolore fisico annullato dalla ricerca ossessiva del tempo perfetto. Non suona per il pubblico; suona per divorare se stesso. Un'agonia necessaria per sfiorare l'assoluto.
Tra letteratura, arte, cinema, filosofia, un modo per guardare lo sport da un'altra prospettiva, alla ricerca dell'ultima finta, dell'ultimo gesto estetico che ancora sopravvive alla cultura del risultato.























