Scientists discover 5 million-year-old whale graveyard stretching for hundreds of miles in the Indian Ocean

Researchers have discovered a "megasite" of dead whales along with new species of marine life feasting on the corpses.

https://www.livescience.com/animals/whales/scientists-discover-5-million-year-old-whale-graveyard-stretching-for-hundreds-of-miles-in-the-indian-ocean

#TopNews #News #theDiamantinaZone #theIndianOcean #Godfrey

Sicilianews24.it: Rilascio delle restrizioni sulla pesca del tonno nell’Oceano Indiano per preoccupazioni sostenibili.

Ristrutturazione delle Misure di Gestione per il Tonno Pinna Gialla
Durante la sua riunione annuale di questo mese, la Commissione dell’Oceano Indiano per il Tonno (IOTC) ha rivisitato le misure di gestione per il tonno pinna gialla dopo aver stabilito che lo stato delle popolazioni di questa specie è migliorato. I rappresentanti del settore hanno accolto la decisione con favore, mentre i conservazionisti esprimono preoccupazioni sollecitando cautela, in considerazione della lunga storia di pesca eccessiva del tonno pinna gialla e della difficoltà nel monitorare e contenere l’eccessivo sfruttamento. L’IOTC ha anche adottato regolamenti per la pesca della spada nell’Oceano Indiano, stabilendo limiti di cattura vincolanti per i membri.

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Release of restrictions on tuna fishing in the Indian Ocean due to sustainable concerns.

Restructuring of Management Measures for Yellowfin Tuna
During its annual meeting this month, the Indian Ocean Tuna Commission (IOTC) revisited the management measures for yellowfin tuna after determining that the status of populations of this species had improved. Industry representatives welcomed the decision, while conservationists expressed concerns, urging caution, given the long history of overfishing of yellowfin tuna and the difficulty in monitoring and controlling overexploitation. The IOTC also adopted regulations for swordfish fishing in the Indian Ocean, establishing binding catch limits for members.

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#theIndianOcean #first

https://www.sicilianews24.it/rilascio-delle-restrizioni-sulla-pesca-del-tonno-nelloceano-indiano-per-preoccupazioni-sostenibili-830063.html

Rilascio delle restrizioni sulla pesca del tonno nell'Oceano Indiano per preoccupazioni sostenibili.

Ristrutturazione delle Misure di Gestione per il Tonno Pinna Gialla Durante la sua riunione annuale di questo mese, la Commissione dell'Oceano Indiano per

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Il Tempo: Meloni-Modi, articolo a doppia firma: "Corridoio india-Europa sarà realtà"

Un rapporto solido quello tra l'Italia e l'India e che è destinato a crescere e durare. Nel giorno della visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Italia lui e la premier Giorgia Meloni hanno diffuso un articolo a doppia firma sul rapporto tra le due democrazie. "In effetti, stiamo assistendo all'emergere di ciò che potrebbe essere definito l'Indo-Mediterraneo, un corridoio cruciale per il commercio, la tecnologia, l'energia, i dati e le idee che unisce l'Oceano Indiano all'Europa. È proprio all'interno di questo spazio interconnesso che il nostro legame si evolve naturalmente in un partenariato strategico speciale, capace di gettare un ponte tra due continenti e di plasmare nuove dinamiche globali", è un dei passaggi dell'articolo a doppia firma pubblicato sul sito del premier indiano.

Meloni e Modi scrivono: "In questo contesto, il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa rappresenta una visione volta a collegare le nostre regioni attraverso infrastrutture e trasporti moderni, reti digitali, sistemi energetici e catene di approvvigionamento resilienti. L'India e l'Italia si impegnano inoltre a collaborare con gli altri partner per trasformare questa visione in realtà".

Meloni-Modi, double-signed article: “The India-Europe Corridor will be a reality”

The relationship between Italy and India is a solid one and destined to grow and endure. On the day of Indian Prime Minister Narendra Modi’s visit to Italy, he and Premier Giorgia Meloni published an opinion piece on the relationship between the two democracies. “In fact, we are witnessing the emergence of what could be defined as the Indo-Mediterranean, a crucial corridor for trade, technology, energy, data, and ideas that connects the Indian Ocean to Europe. It is precisely within this interconnected space that our bond naturally evolves into a special strategic partnership, capable of bridging two continents and shaping new global dynamics,” is one of the passages from the dual-authored article published on the Indian Prime Minister’s website.

Meloni and Modi write: “In this context, the India-Middle East-Europe Economic Corridor represents a vision to connect our regions through modern infrastructure and transport, digital networks, energy systems and resilient supply chains. India and Italy also commit to collaborating with other partners to turn this vision into reality.”

#Meloni-Modi #Italy #India #Indian #NarendraModi’s #GiorgiaMeloni #theIndianOcean #Europe

https://www.iltempo.it/politica/2026/05/20/news/giorgia-meloni-modi-articolo-a-doppia-firma-corridoio-india-europa-sara-realta-47799917/

Meloni-Modi, articolo a doppia firma: "Corridoio india-Europa sarà realtà"

Un rapporto solido quello tra l'Italia e l'India e che è destinato a crescere e durare. Nel giorno della visita del primo ministro indi...

Il Tempo: Iran, Meloni: "Viviamo in un tempo di 'policrisi'. Serve cooperazione strategica"

"Noi europei non siamo stati gli unici a prendere coscienza delle nostre vulnerabilità quando gli shock hanno colpito il sistema internazionale. Se la guerra in Ucraina ha scosso anzitutto l'Europa, le tensioni che attraversano il Medio Oriente e le minacce alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz hanno posto anche le Nazioni del Golfo davanti alla necessità di confrontarsi con nuove fragilità e nuove incertezze. È quello il tempo della 'policrisi': uno scenario nel quale crisi differenti, anche lontane tra loro per origine e natura, finiscono per sommarsi, amplificarsi reciprocamente e produrre effetti sempre più profondi sugli equilibri globali. Ed è proprio per questo che serve una capacità nuova di cooperazione strategica, fondata non soltanto sulla gestione delle emergenze, ma sulla condivisione di una visione di lungo periodo". La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all'Europa Gulf Forum di Navarino, in Grecia, delinea lo scenario a cui l'Europa è il mondo si trovano a far fronte. Per poi fare il punto sulla crisi che richiede una più rapida soluzione: la guerra in Medio Oriente.
"Siamo convinti - afferma Meloni - che una soluzione sostenibile alla crisi debba poggiare su alcuni pilastri. Il primo è la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o restrizioni discriminatorie, perché è dalla libertà di navigazione che passa la prosperità non solo del Mediterraneo e del Golfo, ma di tutto il mondo". "L'Italia è pronta a fare la propria parte per contribuire, non appena ve ne saranno le condizioni, alla sicurezza della navigazione" nello Stretto di Hormuz, "nel solco di quanto già fatto nel Mar Rosso e nell'Oceano Indiano con le missioni Aspides e Atalanta". E nell'ambito della cooperazione internazionale lunedì 18 maggio, alle 10.30 la premier incontrerà a Palazzo Chigi il presidente della Repubblica di Polonia Karol Nawrocki mentre per venerdì 22 maggio, sempre a palazzo Chigi alle 15.30, ricevetà il primo Ministro d'Irlanda Micheál Martin.

Iran, Meloni: "We are living in a ‘policrisis’ time. Strategic cooperation is needed."

We Europeans were not the only ones to realize our vulnerabilities when shocks hit the international system. While the war in Ukraine initially shook Europe, the tensions in the Middle East and the threats to freedom of navigation in the Strait of Hormuz also forced the Gulf States to confront new fragility and new uncertainties. This is the time of the “polycrisis” scenario – one in which different crises, even those distant in origin and nature, end up adding to each other, amplifying each other, and producing increasingly profound effects on global balances. And that’s why a new capacity for strategic cooperation is needed, based not only on emergency management, but on sharing a long-term vision. Prime Minister Giorgia Meloni, at the Europa Gulf Forum in Navarino, Greece, outlines the scenario that Europe and the world are facing. Then she assesses the crisis that requires a more rapid solution: the war in the Middle East.

“We are convinced – Meloni states – that a sustainable solution to the crisis must be based on several pillars. The first is the reopening of the Strait of Hormuz, without tolls or discriminatory restrictions, because it is through freedom of navigation that the prosperity of not only the Mediterranean and the Gulf, but of the whole world, passes.” “Italy is ready to do its part to contribute, as soon as the conditions allow, to the security of navigation in the Strait of Hormuz, “following the example already taken in the Red Sea and the Indian Ocean with the Aspides and Atalanta missions.” And within the framework of international cooperation, on Monday, May 18th at 10:30 am, the Prime Minister will meet with the President of Poland Karol Nawrocki at Palazzo Chigi, while on Friday, May 22nd, also at Palazzo Chigi at 3:30 pm, she will receive the Prime Minister of Ireland, Micheál Martin.

#Meloni #Europeans #Ukraine #Europe #theMiddleEast #theStraitofHormuz #theGulfStates #GiorgiaMeloni #theEuropaGulfForum #Navarino #Greece #first #Mediterranean #Italy #theRedSea #theIndianOcean #Aspides #Atalanta #Poland #KarolNawrocki #PalazzoChigi #Ireland #MicheálMartin

https://www.iltempo.it/politica/2026/05/16/news/iran-meloni-viviamo-in-un-tempo-di-policrisi-serve-cooperazione-strategica--47755617/

Iran, Meloni: "Viviamo in un tempo di 'policrisi'. Serve cooperazione strategicla"

"Noi europei non siamo stati gli unici a prendere coscienza delle nostre vulnerabilità quando gli shock hanno colpito il sistema internazi...

Il Tempo: Maldive, il giallo della grotta: morto un sommozzatore impegnato nelle ricerche

Tragedia senza fine alle Maldive. Dopo la notizia della scomparsa dei 5 sub italiani nel corso di un'escursione nelle acque dell'isola di Alimathà, oltre i cinquanta metri di profondità, un nuovo dramma si è materializzato nelle acque cristalline dell'Oceano Indiano. Uno dei soccorritori delle Forze nazionali di difesa delle Maldive, impegnato nelle operazioni di ricerca dei corpi dei quattro sub italiani ancora dispersi, è morto durante le operazioni. A darne annuncio è stato lo stesso comando del Mndf sui propri profili social.
“Il sergente maggiore delle Forze di difesa nazionali delle Maldive (Mndf), Mohammed Mahdi, è deceduto durante un'immersione nell'ambito di un'operazione di ricerca e salvataggio condotta dalle Mndf” hanno scritto i militari. 

Operazioni di recupero dei corpi che stanno continuando anche se in mezzo a grosse, grossissime difficoltà viste le condizioni meteo nella zona. All'appello mancano i corpi di 4 delle vittime e solo uno, quello di Gianluca Benedetti, è stato recuperato. La guardia costiera delle Maldive, in coordinamento con la Farnesina e le autorità diplomatiche in loco, stanno lavorando affinché tutti vengano recuperati e riportati in Italia.

In mare sarebbero al momento 8 i sommozzatori maldiviani che si alternano nelle ricerche e nelle operazioni di recupero. Un lavoro tutt'altro che semplice visto che i primi operatori del gruppo dovranno segnalare il punto di ingresso della serie di caverne in cui sarebbero scomparsi i sub e successivamente gli altri sommozzatori del gruppo dovranno alternarsi per individuare i corpi e infine riportarli in superficie.

Maldives, the yellow of the cave: diver dies during search operations

Tragedy continues in the Maldives. Following the news of the disappearance of the five Italian divers during an excursion in the waters of Alimathà island, over 50 meters deep, a new drama has materialized in the crystal-clear waters of the Indian Ocean. One of the rescuers from the Maldives National Defence Force, involved in the search for the bodies of the four Italian divers still missing, died during the operations. This was announced by the Mndf command itself on its social media profiles.

“Sergeant Major of the National Defence Forces of the Maldives (Mndf), Mohammed Mahdi, died during a dive as part of a search and rescue operation conducted by the Mndf,” the military wrote.

Recovery operations of the bodies are continuing, albeit amidst great difficulty given the weather conditions in the area. The bodies of 4 of the victims are still missing, and only one, that of Gianluca Benedetti, has been recovered. The Maldives Coast Guard, in coordination with the Farnesina and local diplomatic authorities, is working to recover and return all of them to Italy.

At sea, there are currently 8 Maldivian divers taking turns in the searches and recovery operations. A far from simple task, as the first operators of the group will have to mark the point of entry into the series of caves where the divers disappeared and subsequently the other divers in the group will have to alternate to locate the bodies and finally bring them to the surface.

#Maldives #Italian #over50meters #theIndianOcean #MohammedMahdi #GianlucaBenedetti #Farnesina #Italy #first

https://www.iltempo.it/esteri/2026/05/16/news/maldive-giallo-della-grotta-sommozzatore-impegnato-nelle-ricerche-47752766/

Maldive, il giallo della grotta: morto un sommozzatore impegnato nelle ricerche

Tragedia senza fine alle Maldive. Dopo la notizia della scomparsa dei 5 sub italiani nel corso di un'escursione nelle acque dell’isola di Al...

Agi: Maldive: Alimathà, meta per i sub di tutto il mondo

AGI - Alimathà, piccola isola situata nell'Atollo Vaavu, è considerata una delle mete più apprezzate delle Maldive per gli appassionati di immersioni subacquee. Raggiungibile in circa un'ora di motoscafo da Malè, l'isola offre accesso diretto ad alcuni dei fondali più spettacolari dell'Oceano Indiano.
L'atollo dei Kandu
L'Atollo Vaavu, noto anche come Felidhoo Atoll, è celebre tra i sub per i cosiddetti "kandu", i canali naturali che collegano la laguna interna al mare aperto e che generano correnti capaci di attirare una ricchissima fauna marina. In queste acque è frequente incontrare squali grigi di barriera, squali pinna bianca, squali nutrice, aquile di mare, barracuda, tonni e, in alcune stagioni, anche mante e squali martello.
Le grotte
Le "grotte di Alimatha'" non sono cavità terrestri, ma grandi anfratti corallini, tunnel e passaggi naturali presenti soprattutto nei siti di immersione dell'atollo. Il più famoso è Fotteyo Kandu, considerato da molti uno dei migliori dive site delle Maldive grazie alle sue pareti ricoperte di coralli molli, canyon e cavità popolate da una straordinaria varietà di pesci tropicali. Le immersioni sono possibili durante tutto l'anno, ma il periodo compreso tra novembre e aprile è generalmente considerato il migliore per visibilità e condizioni del mare.

Maldives: Alimathà, a paradise for divers worldwide.

AGI - Alimathà, a small island located in the Vaavu Atoll, is considered one of the most highly regarded diving destinations in the Maldives for diving enthusiasts. Accessible in about an hour by speedboat from Malé, the island offers direct access to some of the most spectacular reefs in the Indian Ocean.

The Kandu Atoll
The Vaavu Atoll, also known as the Felidhoo Atoll, is famous among divers for the so-called “kandu,” natural channels that connect the inner lagoon to the open sea and which generate currents capable of attracting a very rich marine fauna. It is common to encounter gray reef sharks, hammerhead sharks, nurse sharks, seabirds, barracuda, tuna, and, in some seasons, even rays and hammerhead sharks in these waters.

The Caves
The “caves of Alimatha” are not terrestrial caves, but large coral enclosures, tunnels and natural passages present especially in the atoll’s diving sites. The most famous is Fotteyo Kandu, considered by many to be one of the best dive sites in the Maldives thanks to its walls covered in soft corals, canyons and cavities populated by a remarkable variety of tropical fish. Diving is possible throughout the year, but the period between November and April is generally considered the best for visibility and sea conditions.

#Maldives #Alimathà #theVaavuAtoll #theIndianOcean #theFelidhooAtoll #FotteyoKandu

https://www.agi.it/estero/news/2026-05-14/maldive-sub-immersioni-alimatha-37057682/

Agi: Immersioni, l'esperto: "La profondità è un fattore chiave"

AGI - Non sono ancora chiare le cause della morte dei cinque sub alle Maldive ma secondo i media locali, a causarne il decesso sarebbe stata "la tossicità dell'ossigeno". "È un fenomeno che può succedere quando si scende molto in profondità", spiega all'AGI l'esperto Maurizio Uras dive master di lungo corso e titolare del dive center 'L'Argonauta' in Sardegna, a Cala Gonone. "Se la miscela della bombola non è adeguata, l'ossigeno a certe profondità diventa tossico" afferma Uras.
Ogni 10 metri aumenta la percentuale di ossigeno che si respira tramite l'erogatore
"Normalmente le immersioni vengono fatte con le bombole e 1,4-1,6 bar, ossia con precise percentuali di ossigeno - continua - e ciò significa che se si scende molto oltre il limite dei 18 metri, che sarebbe quello previsto per chi consegue il brevetto di primo livello, la percentuale di ossigeno contenuta nella bombola deve essere ridotta. Normalmente le bombole sono caricate con aria compressa che ha ossigeno al 21%. Quindi, se si eccedono i 70 m di profondità si respira o ossigeno oltre gli 1,4 bar e comincia ad essere tossico". A quel punto, bisognerebbe diminuire la percentuale nella bombola di ossigeno e di azoto e aumentare quella di un altro gas, come l'elio. "È un punto molto importante" in quanto il rischio di calarsi cosi' in profondità con una miscela 'sbagliata' è quello di "avere crampi, e di mandare in sofferenza tutti i muscoli e quindi anche il cuore".
Prima di immergersi, quindi, un sub esperto deve controllare con l'ossimetro la miscela contenuta nella bombola e ovviamente valutare prima la profondità che si vuole raggiungere. "Il fatto che mi stupisce - osserva Uras - è che si possano essere sentiti male tutti e cinque assieme nello stesso momento. Ma consideriamo anche che non sappiamo cosa sia successo. Certo, se erano esperti mi sembra strano che non si siano accertati prima di queste importanti variabili". Poi c'è un altro fattore di rischio: "Le condizioni meteorologiche sono importanti e bisogna considerare anche che l'Oceano Indiano non è il Mediterraneo che tutto sommato è un mare tranquillo. Lì ci sono correnti fortissime che, immagino, possano tirare da una parte all'altra. Un vero pericolo".

Diving, the expert: "Depth is a key factor."

AGI - The causes of death for the five divers in the Maldives are not yet clear, but according to local media, “oxygen toxicity” was to blame. “It’s a phenomenon that can occur when you go very deep,” explains expert Maurizio Uras, a long-standing dive master and owner of the ‘L’Argonauta’ dive center in Cala Gonone, to AGI. “If the mix in the cylinder is not adequate, the oxygen at certain depths becomes toxic,” Uras states.

Every 10 meters increases the percentage of oxygen breathed via the regulator. “Normally, dives are done with cylinders and 1.4-1.6 bar, that is, with precise percentages of oxygen – continues – and this means that if you go much beyond the 18-meter limit, which is the one foreseen for those who obtain the first-level certificate, the oxygen percentage in the cylinder must be reduced.” Normally, cylinders are loaded with compressed air that has oxygen at 21%. Therefore, if depths exceed 70 meters, oxygen is breathed beyond 1.4 bar and becomes toxic. At that point, the percentage in the oxygen and nitrogen cylinder should be decreased and that of another gas, such as helium, should be increased. “It’s a very important point” because the risk of descending so deeply with the wrong mix is to “have cramps and to send all the muscles, and therefore also the heart, into distress.”

Before diving, an experienced diver must check with an oximeter the mix in the cylinder and, of course, assess the depth they want to reach. “What surprises me – observes Uras – is that five people could have felt unwell all together at the same time. But let’s also consider that we don’t know what happened. Of course, if they were experienced, it seems strange that they didn’t verify these important variables beforehand.” There is another risk factor: “Weather conditions are important and it must also be considered that the Indian Ocean is not the Mediterranean, which is, in any case, a calm sea. There are very strong currents there that, I imagine, can pull in one direction or another. A real danger.”

#Maldives #MaurizioUras #CalaGonone #10meters #14-16 #18-meter #first #70meters #theIndianOcean #Mediterranean

https://www.agi.it/cronaca/news/2026-05-14/maldive-sub-immersioni-37057740/

Il Tempo: Hormuz, gli Ayatollah ora chiedono un canone per usare i cavi sottomarini

L'Iran sta valutando di imporre un canone alle aziende internazionali per l'utilizzo dei cavi sottomarini in fibra ottica posati nello Stretto di Hormuz. Se dovrà rinunciare ai dazi da far pagare alle navi per arrivare ad un accordo di pace, come chiedono gli Stafi Uniti, Teheran ha in serbo un altro progetto una volta terminata la guerra. Secondo quanto riportato dal quotidiano Iran International la Repubblica islamica potrebbe iniziare a imporre un corrispettivo alle società che fanno passare dati Internet attraverso i cavi sottomarini. L'agenzia Tasnim, che ha legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione, sostiene che i cavi potrebbero diventare un'importante fonte di reddito per l'Iran in un momento in cui il Paese, sottoposto a sanzioni, è alla ricerca di nuove fonti di guadagno e di un maggiore controllo sullo Stretto di Hormuz.
Secondo quanto riportato, la Repubblica islamica potrebbe iniziare a chiedere alle aziende straniere di versare canoni annuali per l'utilizzo delle rotte di comunicazione che collegano il Golfo Persico al resto del mondo. Il meccanismo potrebbe generare ulteriori entrate concedendo alle imprese iraniane il controllo esclusivo sulla riparazione e manutenzione dei cavi. E i vantaggi potrebbero andare oltre l'aspetto puramente economico, poiché gli Ayatollah potrebbero imporre ai giganti della tecnologia, tra cui Amazon e Meta, di operare in conformità con la legge iraniana se desiderano accedere al mercato. Con una tesi simile, l'agenzia di stampa Fars afferma che l'Iran ha il diritto di esercitare la propria sovranità sullo Stretto, compresi i cavi in ​​fibra ottica qui posati, e che il diritto di transito non modifica tale diritto.
Le affermazioni pubblicate dai media iraniani sembrano rappresentare l'ultimo tentativo della Repubblica islamica di trarre profitto dallo Stretto di Hormuz, una rotta marittima fondamentale attraverso la quale transita il 20% del petrolio e del gas naturale. Dall'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio scorso, l'Iran ha imposto una chiusura quasi totale dello Stretto che collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano e ha chiesto alle navi in ​​transito il pagamento di una tariffa per poterlo attraversare. Gli Usa si sono opposti organizzando un "blocco navale", poi revocato.

Hormuz, the ayatollahs now demand a fee for using the undersea cables.

Iran is considering imposing a fee on international companies for the use of fiber optic cables laid in the Strait of Hormuz. If it must relinquish the right to impose tariffs on ships to reach a peace agreement, as the United States requests, Tehran has another project in store once the war is over. According to the Iranian International newspaper, the Islamic Republic could begin to demand a fee from companies that transmit internet data through the submarine cables. The Tasnim agency, which has ties to the Revolutionary Guard Corps, claims that the cables could become an important source of income for Iran at a time when the country, subject to sanctions, is seeking new sources of revenue and greater control over the Strait of Hormuz.

According to reports, the Islamic Republic could begin asking foreign companies to pay annual fees for the use of communication routes connecting the Persian Gulf to the rest of the world. The mechanism could generate additional revenue by granting Iranian companies exclusive control over the repair and maintenance of the cables. And the benefits could go beyond the purely economic aspect, as the Ayatollahs could impose on technology giants, including Amazon and Meta, to operate in accordance with Iranian law if they wish to access the market. With a similar thesis, the Fars news agency states that Iran has the right to exercise its sovereignty over the Strait, including the fiber optic cables laid here, and that the right of transit does not modify such a right.

The claims published by Iranian media appear to be the latest attempt by the Islamic Republic to profit from the Strait of Hormuz, a maritime route through which 20% of oil and natural gas transits. Since the beginning of the war with the United States and Israel, on February 28th, the Iran has imposed almost total closure of the Strait connecting the Persian Gulf to the Indian Ocean and has asked ships transiting to pay a tariff to cross it. The US opposed this by organizing a “naval blockade”, which was later revoked.

#Hormuz #theStraitofHormuz #theUnitedStates #Tehran #Iranian #theIslamicRepublic #thePersianGulf #Amazon #Strait #Israel #theIndianOcean

https://www.iltempo.it/esteri/2026/05/10/news/hormuz-gli-ayatollah-ora-chiedono-un-canone-per-usare-i-cavi-sottomarini-47661441/

Hormuz, gli Ayatollah ora chiedono un canone per usare i cavi sottomarini

L'Iran sta valutando di imporre un canone alle aziende internazionali per l'utilizzo dei cavi sottomarini in fibra ottica posati nello Stretto...

Il Tempo: Portaerei George Bush arrivata in Medio Oriente

La portaerei americana Uss George H.W. Bush (CVN-77) è entrata nell'area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) nel Medio Oriente, accompagnata da tre cacciatorpediniere classe Arleigh Burke e da una nave di supporto logistico, nell'ambito di un gruppo d'attacco navale. Nel dispositivo sono inclusi i cacciatorpediniere USS Ross (DDG-71), USS Donald Cook (DDG-75) e USS Mason (DDG-87), oltre alla nave di supporto rapido USNS Arctic (T-AOE-8).

Intanto la Marina statunitense ha attualmente 19 navi in Medio Oriente tra cui 2 portaerei e 7 navi nell'Oceano Indiano, ha dichiarato un funzionario statunitense. Il 13 aprile le forze armate statunitensi hanno iniziato ad applicare un blocco navale ai porti iraniani, impiegando gran parte di queste risorse e, fino a oggi, hanno già deviato il traffico di almeno 33 navi. Le forze statunitensi hanno inoltre abbordato almeno tre navi, di cui due nell'Oceano Indiano, a circa 2.000 miglia dal Golfo Persico. L'abbordaggio più recente è avvenuto nella notte, quando le forze statunitensi hanno abbordato una "nave apolide soggetta a sanzioni" che trasportava petrolio dall'Iran nell'Oceano Indiano, come annunciato dal Dipartimento della Difesa. Le due portaerei attualmente presenti nella zona sono la USS Abraham Lincoln e la USS Gerald R.Ford.

George Bush's aircraft carrier arrives in the Middle East.

The U.S. aircraft carrier USS George H.W. Bush (CVN-77) has entered the area of responsibility of the U.S. Central Command (Centcom) in the Middle East, accompanied by three Arleigh Burke-class destroyers and a logistics support ship, as part of a naval attack group. The group includes the destroyers USS Ross (DDG-71), USS Donald Cook (DDG-75) and USS Mason (DDG-87), along with the fast combat support ship USNS Arctic (T-AOE-8).

Meanwhile, the U.S. Navy currently has 19 ships in the Middle East, including two aircraft carriers and seven ships in the Indian Ocean, a U.S. official said. On April 13, U.S. forces began implementing a naval blockade of Iranian ports, deploying a significant portion of these assets and, to date, have diverted the traffic of at least 33 ships. U.S. forces have also seized at least three ships, two in the Indian Ocean, approximately 2,000 miles from the Persian Gulf. The latest boarding occurred overnight when U.S. forces seized a “sank-compliant vessel subject to sanctions” transporting oil from Iran into the Indian Ocean, as announced by the Department of Defense. The two aircraft carriers currently in the area are the USS Abraham Lincoln and the USS Gerald R. Ford.

#GeorgeBushs #theMiddleEast #USSGeorgeHWBush #theUSCentralCommand #Centcom #ArleighBurke- #USSRoss #USSDonaldCook #USSMason #USNSArctic #theUSNavy #theIndianOcean #Iranian #thePersianGulf #theUSSGeraldRFord

https://www.iltempo.it/esteri/2026/04/23/news/portaerei-george-bush-arrivata-medio-oriente-47407868/

Portaerei George Bush arrivata in Medio Oriente

La portaerei americana Uss George H.W. Bush (CVN-77) è entrata nell'area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti (C...

RaiNews: Gli USA abbordano una petroliera legata a Teheran, il video

Operazione nell’Oceano Indiano, i militari Usa sulla "Majestic X", nave sanzionata senza bandiera che trasportava petrolio iraniano

The US is addressing a tanker linked to Tehran, the video.

Operation in the Indian Ocean, U.S. military personnel aboard the "Majestic X," a sanctioned ship without a flag transporting Iranian oil.

#Tehran #theIndianOcean #the"MajesticX #Iranian

https://www.rainews.it/video/2026/04/usa-fermata-una-petroliera-legata-a-teheran-il-pentagono-pubblica-il-video-dellabbordaggio-0cba8eaf-ecea-4245-9a36-37588bf35775.html

Gli USA abbordano una petroliera legata a Teheran, il video

Operazione nell’Oceano Indiano, i militari Usa sulla "Majestic X", nave sanzionata senza bandiera che trasportava petrolio iraniano

RaiNews