LA NOTIZIA: Pallottole contro pietre

Il maggiore generale Avi Bluth, comandante del Comando Centrale israeliano in Cisgiordania, ha dichiarato il 4 maggio a Haaretz che i soldati non sparano ai coloni ebrei che lanciano pietre perché farlo «ha profonde conseguenze sociologiche». Ai palestinesi si applicano norme di ingaggio allentate per creare un «effetto deterrente». Ha aggiunto: «Stiamo uccidendo come non uccidevamo dalla fine del 1967».
Ha parlato con un giornalista, non in sede riservata. Ha usato il 1967 come metro del fuoco attuale in Cisgiordania. Ha chiamato «monumenti zoppicanti nei villaggi» i palestinesi menomati in modo permanente: segnale deliberato del prezzo da pagare. Nessuna affermazione è stata smentita dall’esercito israeliano.
Amnesty International documenta che sparare a chi lancia pietre non è risposta proporzionata: il diritto internazionale ammette la forza letale solo davanti a minaccia imminente di morte o ferimento grave. Il Consiglio per i diritti umani ONU ha registrato dal 28 febbraio 2026 almeno 22 palestinesi uccisi in Cisgiordania da forze israeliane o coloni. Bluth non contesta: rivendica.
Il 9 aprile la Commissione d’inchiesta ONU sui Territori Palestinesi Occupati ha avvertito che Israele «continua a perpetrare atti genocidari a Gaza» e che la crisi cisgiordana è oscurata dall’attenzione internazionale. Il comandante ha scelto questo momento per esporre sulla stampa una dottrina di fuoco che discrimina per nazionalità.
Flotilla Sumud: il tribunale di Ashkelon ha prorogato al 5 maggio la detenzione di Thiago Avila e Saif Abukeshek. Il team legale ha depositato ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia come Stato di bandiera. La flottiglia si prepara a ripartire da Creta.
Haaretz, 4 maggio 2026: «Stiamo uccidendo come non uccidevamo dalla fine del 1967».
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Bullets against stones

Major General Avi Bluth, commander of the Central Command of the Israel Defense Forces in the West Bank, stated on May 4th to Haaretz that soldiers do not shoot Jewish settlers who throw stones because doing so “has profound sociological consequences.” Relaxed engagement rules are applied to Palestinians to create a “deterrent effect.” He added: “We are killing as we had not killed since the end of 1967.”

He spoke with a journalist, not in an off-the-record setting. He used 1967 as a benchmark for the current situation in the West Bank. He called the permanently disabled Palestinians “crippled monuments in the villages”: a deliberate signal of the price to be paid. No statement was denied by the Israeli military.

Amnesty International documents that shooting at those who throw stones is not a proportionate response: international law admits lethal force only in the face of an imminent threat of death or serious injury. The UN Human Rights Council has recorded at least 22 Palestinians killed in the West Bank by Israeli forces or settlers since February 28, 2026. Bluth does not contest: he claims it.

On April 9th, the UN Commission of Inquiry on the Palestinian Territories Occupied warned that Israel “continues to perpetrate genocidal acts in Gaza” and that the West Bank crisis is overshadowed by international attention. The commander chose this moment to expose in the press a fire doctrine that discriminates by nationality.

Flotilla Sumud: The Ashkelon court extended the detention of Thiago Avila and Saif Abukeshek until May 5th. The legal team has filed an urgent appeal to the European Court of Human Rights against Italy as the flag state. The flotilla is preparing to depart from Crete.

Haaretz, May 4, 2026: “We are killing as we had not killed since the end of 1967.”

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Pallottole contro pietre | LA NOTIZIA

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https://www.today.it/mondo/gli-usa-fermano-8-petroliere-nello-stretto-di-hormuz-il-blocco-navale-e-completamente-attuato.html

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