Nuove scoperte a Castelseprio: lo scavo riporta in luce una tomba dell’età del Ferro, un’iscrizione romana e i resti di un edificio di epoca gota
Elena Percivaldi
Il Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, continua a riscrivere la propria storia. Le indagini archeologiche condotte nel 2025 dall’équipe dell’Università di Padova, diretta da Alexandra Chavarría Arnau con la consulenza di Gian Pietro Brogiolo, hanno portato a rinvenimenti eccezionali che arricchiscono la conoscenza del sito, già riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO all’interno del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.
Dalla fortezza tardoantica alla chiesa longobarda
Gli scavi, realizzati tra settembre e ottobre nell’ambito del progetto Castelseprio centro di potere, hanno permesso di ricostruire nuove fasi edilizie nella zona della chiesa di San Giovanni, il principale edificio di culto del sito, celebre per la sua monumentalità e per il battistero annesso.
Contrariamente a quanto ritenuto finora, la chiesa non risale al periodo tardoantico ma fu edificata all’inizio del VII secolo, in piena epoca longobarda. Prima della sua costruzione, l’area ospitava un grande edificio civile del V-VI secolo, quindi di epoca gota: di esso sono emersi due muri perimetrali, fosse e tracce di attività artigianali, accompagnate da ceramiche tardoantiche.
Foto: ©Università di Padova
Una sepoltura dell’età del Ferro: Castelseprio più antico di quanto si pensasse
Fra i reperti più sorprendenti emersi durante la campagna 2025 vi è una sepoltura dell’età del Ferro, databile al VI secolo a.C..
La tomba, costituita da una grande fossa con urna funeraria, frammenti ceramici e resti di metallo fuso, rappresenta una scoperta straordinaria: conferma che Castelseprio era frequentato già in epoche protostoriche, ben prima della fondazione della fortificazione tardoantica.
Foto: ©Università di Padova
La stele romana reimpiegata nel Medioevo
Un altro rinvenimento di rilievo è una stele funeraria romana di grandi dimensioni, con iscrizione leggibile, dedicata a un soldato dell’età imperiale. La lastra, oggi esposta nell’Antiquarium del Parco, era stata reimpiegata in epoca altomedievale per coprire una sepoltura, con la scritta rivolta verso il terreno. Il riuso di materiali romani – spolia – è una pratica ben documentata nei siti medievali del territorio di Castelseprio e Torba, dove il passato romano si intreccia simbolicamente con la nuova cultura longobarda.
La professoressa Chavarria con la stele appena scoperta (Foto: ©Università di Padova)
Sepolture e storie di comunità
Gli archeologi di Padova hanno inoltre proseguito l’indagine nel cimitero interno alla chiesa, individuando numerose sepolture che saranno oggetto di analisi antropologiche, isotopiche e paleogenetiche. Questi studi permetteranno di ricostruire le abitudini di vita, la dieta e le origini della popolazione sepolta tra l’Alto e il Basso Medioevo, offrendo un quadro sempre più preciso delle comunità che abitarono il Seprio.
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Una sorpresa continua
«Castelseprio continua a sorprenderci», ha dichiarato il sindaco Silvano Martelozzo. «Ogni scoperta è una finestra sulla nostra storia e un motivo d’orgoglio per tutta la comunità».
Foto: ©Università di Padova
Le nuove ricerche confermano il valore unico del sito, dove tracce protostoriche, romane e medievali convivono in un racconto continuo che attraversa più di duemila anni di storia. Castelseprio si conferma così uno dei laboratori più importanti dell’archeologia medievale italiana, luogo in cui la ricerca scientifica dialoga con la memoria collettiva e con la valorizzazione del territorio attraverso visite aperte alla cittadinanza, turisti e attività con le scuole del Varesotto.
Nelle prossime settimane, la Direzione del Parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium.
La prima data sarà domenica 2 novembre, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al Direttore del Parco Luca Polidoro (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it).
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