Outfit of the Day by Paola Moretti

Outfit ispirato al personaggio Kate Sharma di Bridgerton, realizzato con i brand: Elie Saab, Rinascimento, Sergio Rossi, Morellato, Gianni Carità, Giorgio Armani, Revolution Relove

Perfettamente Chic

Giorno della fine del Medioevo

Se pensavi che il Medioevo fosse finito “così, a sentimento”, preparati: esiste davvero una giornata dedicata alla fine ufficiale del Medioevo. Si chiama

End of the Middle Ages Day

e si celebra ogni 29 maggio. Una data precisa, scelta non a caso, che profuma di storia, battaglie epiche, studiosi in fuga e… un pizzico di ironia, perché decidere quando finisce un’epoca non è mai semplice come spegnere la luce.

Secondo gli storici (quelli che amano le date nette e le timeline ordinate), il 29 maggio ricorda un evento che ha cambiato la storia europea: la caduta di Costantinopoli nel 1453, quando gli Ottomani guidati da Mehmed II conquistarono la capitale dell’Impero Bizantino. Questo episodio è considerato da molti il vero spartiacque tra Medioevo e Rinascimento.

Perché proprio il 29 maggio?

Il 29 maggio 1453, dopo un assedio durato quasi due mesi, Costantinopoli cadde. L’ultimo imperatore, Costantino XI Paleologo, morì combattendo sulle mura, mentre gli studiosi bizantini fuggivano verso l’Italia portando con sé manoscritti preziosi, idee, testi greci e un entusiasmo culturale che avrebbe alimentato il Rinascimento.

Insomma: un impero cade, un altro mondo nasce. E gli storici, che adorano i simboli, hanno deciso che questo era il momento perfetto per dire:

Signori, il Medioevo è ufficialmente finito.

Chi ha inventato questa giornata?

Qui arriva la parte divertente: non esiste un’istituzione ufficiale che abbia proclamato la giornata. Non è stata l’UNESCO, né un consorzio di storici riuniti in un castello gotico. La ricorrenza è stata popolarizzata da siti internazionali dedicati alle giornate mondiali, come Days of the Year e National Today, che hanno scelto il 29 maggio come data simbolica per ricordare la transizione dal Medioevo all’età moderna. La prima comparsa documentata online risale ai primi anni 2000, quando queste piattaforme hanno iniziato a raccogliere e catalogare “giornate particolari” da tutto il mondo. Da lì, la festa è diventata un piccolo cult per appassionati di storia, insegnanti e… blogger curiosi.

Quando si è festeggiata per la prima volta?

Non esiste un “anno zero” ufficiale, ma la giornata compare stabilmente nei calendari digitali e nei portali dedicati alle ricorrenze almeno dal 2010, quando le piattaforme internazionali hanno iniziato a inserirla tra le celebrazioni culturali.

È una festa giovane, insomma: il Medioevo è durato mille anni, la sua festa… poco più di dieci. Ironico, no?

Cosa si celebra davvero?

Più che la fine di un’epoca, si celebra l’inizio di un mondo nuovo:

  • la diffusione della stampa grazie a Gutenberg (1450)
  • la fine della Guerra dei Cent’Anni (1453)
  • l’arrivo di Colombo nelle Americhe (1492)
  • la nascita del pensiero umanista
  • la rivoluzione artistica del Rinascimento
  • la fine della peste nera e la trasformazione della società europea

È una giornata che invita a riflettere su come le grandi crisi (pandemie, guerre, rivoluzioni tecnologiche… ti ricorda qualcosa?) possano generare nuove epoche.

Curiosità chic e un po’ folli da tutto il mondo

📜 1. In Inghilterra alcuni insegnanti organizzano “Medieval Break-Up Parties”. Con tanto di torte decorate con castelli che crollano e studenti vestiti da cavalieri che appendono la spada al chiodo. Sì, esiste davvero.

🏰 2. In Germania alcuni musei fanno “la notte del Medioevo che finisce”. Alle 23:59 si spengono le luci gotiche e si accendono quelle rinascimentali. Transizione estetica immediata.

📚 3. In Grecia si leggono ad alta voce testi bizantini. Per ricordare gli studiosi che fuggirono verso l’Italia portando con sé la cultura classica.

🎭 4. In Italia? Beh, noi italiani celebriamo il Rinascimento ogni giorno senza bisogno di una data precisa. Ma il 29 maggio è un’ottima scusa per:

  • visitare un museo
  • guardare un film storico
  • fare un aperitivo “post-medievale” (vino rosso, pane rustico, formaggi… e via verso il Rinascimento)

🛡️ 5. In alcuni forum di appassionati di storia si fa il “Medieval Bingo”. Caselle tipo:

  • “peste nera”
  • “cavalieri in armatura”
  • “monasteri”
  • “Gothic vibes” Chi completa la griglia vince… gloria eterna.

Perché festeggiarlo oggi?

Perché il Medioevo non è solo un periodo storico: è un immaginario. È l’epoca dei castelli, dei manoscritti miniati, dei misteri, delle leggende, dei cavalieri e delle dame. Celebrarne la fine significa anche celebrare l’inizio della modernità, della scienza, dell’arte, della stampa, dei viaggi e delle idee che hanno plasmato il mondo in cui viviamo. E poi, ogni scusa per una festa tematica è sempre benvenuta.

Come festeggiare in stile Perfettamente Chic

  • Dress code: un tocco medievale (una treccia, un mantello, un anello “da casata”) e un dettaglio rinascimentale (un fiore, un velluto, un gioiello dorato).
  • Playlist: musica medievale che sfuma in madrigali rinascimentali.
  • Cibo: pane rustico, formaggi stagionati, olive, vino rosso… e un dolce “umanista” per chiudere.
  • Attività: scegli un libro o un film ambientato nel passaggio tra Medioevo e Rinascimento.
  • Ironia obbligatoria: ogni volta che qualcuno dice “era meglio nel Medioevo”, si brinda.

L’End of the Middle Ages Day è una celebrazione simbolica, allegra e un po’ nerd, perfetta per chi ama la storia ma anche per chi cerca un pretesto per festeggiare qualcosa di insolito.

Il 29 maggio non segna solo la fine di un’epoca, ma l’inizio di un mondo nuovo: più luminoso, più curioso, più umano.

E allora… buon “fine Medioevo” a tutti! Che il Rinascimento abbia inizio. ✨

Autore: Lynda Di Natale
Fonte: web
Immagine: AI #1453 #29Maggio #aneddotiMedievali #articoliDiStoriaLeggera #assedioDiCostantinopoli #blogDiLifestyleCulturale #cadutaDiCostantinopoli #celebrazioniCulturali #celebrazioniStoriche #CostantinoXI #culturaMedievale #culturaPopMedievale #curiositàDalMondo #curiositàMedievali #curiositàStoriche #dateSimboliche #DaysOfTheYear #EndOfTheMiddleAgesDay #epocaModerna #epocheStoriche #eventiDelPassato #eventiStorici #festeATemaMedievale #festeInsolite #fineDelMedioevo #fineDiUnEpoca #giornateMondialiCuriose #giornateParticolari #ImperoBizantino #manoscrittiAntichi #medievalParty #medioevo #MedioevoERinascimento #MedioevoInEuropa #MedioevoSpiegato #MehmedII #museiMedievali #NationalToday #PerfettamenteChic #ricorrenzeDigitali #ricorrenzeInternazionali #rinascimento #RinascimentoItaliano #storiaBizantina #storiaConIronia #storiaCulturale #storiaDel29Maggio #storiaDelMondo #storiaDivertente #storiaECultura #storiaEuropea #storiaMedievale #storiaPerAppassionati #storiaPerTutti #storiaRaccontataFacile #studiosiBizantini #timelineStorica #tradizioniStoriche #transizioneStorica
Il dedalo della sghimbescia Moreton, cittadella sotto un solo tetto ai margini della vecchia torbiera

Uno dei più drammatici momenti di transizione sul finire del periodo medievale inglese fu la dissoluzione di monasteri, sistematica serie di processi e conseguenti provvedimenti legali di confisca messa in moto per volere del sovrano Enrico VIII per il tramite del suo primo ministro, il laico Thomas

Il blog di Jacopo Ranieri

Lucca, nel Tempietto del Volto Santo riemerge una cappella medievale nascosta | FOTO E VIDEO

S&A

Una croce dipinta medievale, rimasta nascosta per secoli, è riemersa durante il restauro degli interni del Tempietto del Volto Santo nella Cattedrale di San Martino. La scoperta rappresenta uno degli esiti più rilevanti dell’intervento appena concluso, che ha interessato l’edicola rinascimentale progettata da Matteo Civitali tra il 1482 e il 1484.

-Tempietto del Volto Santo di Lucca, croce dipinta dopo il restauro
Courtesy: Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, photo Ottaviano Caruso

L’affresco, sconosciuto fino a oggi, si trovava sulla parete di fondo, completamente occultato da depositi e rivestimenti successivi. La sua presenza conferma l’esistenza di una precedente cappella medievale, finora nota solo attraverso fonti indirette.

Tempietto del Volto Santo, parete dietro il Volto Santo prima del restauro
Courtesy: Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, photo Giorgia Uraghi

Un fondale pittorico per il Volto Santo

La pittura riportata alla luce raffigura una croce ocra realizzata ad affresco con rifiniture a secco, incorniciata da motivi vegetali e decorazioni asimmetriche. Questi elementi richiamano da vicino i pattern della produzione tessile lucchese medievale, in particolare quelli legati alla lavorazione della seta.

Le dimensioni e la posizione indicano chiaramente che la croce fu concepita come fondale scenografico per il Volto Santo, il celebre crocifisso ligneo del IX secolo oggi conservato nello stesso spazio. L’intervento di Civitali non cancellò questa testimonianza più antica, ma la inglobò nel nuovo assetto architettonico.

Il restauro rivela strati nascosti della decorazione rinascimentale

La rimozione di elementi aggiunti in epoca moderna, come pannellature e rivestimenti in velluto, ha permesso di individuare anche tracce della decorazione originaria quattrocentesca.

Sulle lunette sono emersi frammenti pittorici con panneggi e mani che reggono cartigli, sui quali si leggono parzialmente nomi di figure dell’Antico Testamento, probabilmente profeti o re. Si tratta di resti preziosi, sopravvissuti sotto una ridipintura più recente che imitava un cielo stellato.

Tempietto del Volto Santo, frammenti della decorazione rinascimentale
Courtesy: Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, photo Ottaviano Caruso

Anche il tamburo della cupola ha restituito elementi inattesi: sotto le finte specchiature marmoree è comparsa una decorazione attribuibile a un artista della cerchia di Civitali, caratterizzata da candelabre, cherubini e lumeggiature dorate, segno di un linguaggio pienamente rinascimentale.

Tempietto del Volto Santo, cupola interna
Courtesy: Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, photo Ottaviano Caruso

Un’occasione unica: il tempietto senza il crocifisso

Le indagini sono state possibili grazie a una circostanza eccezionale: la temporanea rimozione del Volto Santo di Lucca, sottoposto a restauro tra il 2022 e il 2025 (ne avevamo parlato QUI).

Leggi anche: Legni dalla Terrasanta e veste blu: il restauro svela i segreti del Volto Santo di Lucca

https://storiearcheostorie.com/2023/09/17/legni-dalla-terrasanta-e-veste-blu-il-restauro-svela-i-segreti-del-volto-santo-di-lucca/

Per la prima volta dopo secoli, l’edicola è rimasta priva del crocifisso, consentendo un’analisi diretta delle superfici interne e dell’architettura. Questo ha reso possibile un’indagine approfondita con strumenti diagnostici aggiornati, portando alla luce decorazioni fino ad ora invisibili.

L’ interno trasformato nei secoli

Se l’esterno del tempietto conserva sostanzialmente l’aspetto voluto da Civitali, l’interno rifletteva fino a oggi un assetto settecentesco, legato alla realizzazione del grande altare progettato da Filippo Juvarra.

Il restauro. Courtesy: Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, photo Giorgia Uraghi

A questa fase appartengono le specchiature marmoree policrome e le paraste lignee dorate, mentre il cielo stellato della volta è un intervento ancora più recente, databile tra XIX e XX secolo. Il restauro ha quindi restituito una lettura più complessa, mettendo in evidenza le diverse stratificazioni storiche.

Il capolavoro di Civitali e il culto del Volto Santo

Il tempietto, a pianta ottagonale, rappresenta uno dei capolavori di Matteo Civitali, artista centrale del Quattrocento lucchese. Realizzato come scrigno monumentale per il crocifisso, è decorato con festoni, mascheroni e elementi ispirati all’antico.

Video: Lucca, ecco com’era il Tempietto del Volto Santo

Animazione: Culturanuova

https://youtu.be/egt6Oir9yBY

Il Volto Santo di Lucca, simbolo identitario della città, è una delle più antiche sculture lignee monumentali d’Occidente. Nel Medioevo fu oggetto di una devozione amplissima, attirando pellegrini da tutta Europa e contribuendo alla centralità di Lucca nei percorsi della cristianità.

Visite e prospettive future

In via eccezionale, gli interni del tempietto – ancora privi del crocifisso – sono visitabili fino al 19 aprile 2026, offrendo al pubblico la possibilità di osservare da vicino le nuove scoperte.

La ricollocazione del Volto Santo è prevista a partire da maggio, con conclusione entro giugno. Nel frattempo, sono allo studio soluzioni per rendere visibili anche in futuro le decorazioni emerse.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, Arcidiocesi di Lucca, Fondazione CariLucca ✅

Immagine in apertura: Cattedrale di Lucca. Courtesy: Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, photo Luca Lupi

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Stile Opulento – Opulent Fashion – Luxury Maximalism

Lo stile Opulento, a livello internazionale conosciuto come Opulent Fashion o Luxury Maximalism, è tutto incentrato su grandezza, sfarzo e celebrazione della ricchezza attraverso l’abbigliamento. È uno stile che enfatizza materiali pregiati, dettagli intricati, motivi audaci e silhouette drammatiche, spesso ispirato all’aristocrazia storica, all’estetica barocca e alle tradizioni dell’alta moda. In sostanza, è la moda che dice

più è meglio

Origini e Contesto Storico

Lo stile Opulento non ha un’origine unica, ma si è sviluppato come risposta alla cultura del lusso e all’influenza aristocratica nel corso della storia:

  • XVII–XVIII secolo: L’aristocrazia europea prediligeva tessuti riccamente ricamati, fili d’oro, broccati e accessori sfarzosi. Questo periodo ha gettato le basi per l’amore dello stile Opulento per i dettagli.
  • Primi del XX secolo: Le case di alta moda di Parigi, come Chanel e Dior, introdussero tessuti di lusso e dettagli elaborati nelle collezioni prêt-à-porter, mantenendo viva la tradizione dello sfarzo.
  • Fine XX secolo – oggi: Lo stile Opulento moderno fonde influenze storiche con il lusso contemporaneo, infusioni di streetwear e tendenze maximaliste viste in marchi come Balmain, Dolce & Gabbana e Gucci.

Lo stile ha guadagnato grande attenzione internazionale negli anni 2000 e 2010, alimentato dalla cultura delle celebrità, dai red carpet e dall’era di Instagram, dove l’opulenza è diventata sinonimo di status e influenza.

Caratteristiche Chiave dello Stile Opulento

  • Tessuti e Texture: Velluto, seta, raso, broccato, pizzo, pelliccia sintetica, paillettes e fili metallici. Sovrapporre texture è comune.

  • Palette di Colori: Toni gioiello intensi (smeraldo, rubino, zaffiro), oro, argento, neri profondi e occasionalmente pastelli di lusso.

  • Decorazioni: Ricami intricati, perle, strass, piume, dettagli metallici e accessori oversize.

  • Silhouette: Drammatiche, strutturate, spesso voluminose; includono abiti da ballo, cappotti-cappa, gonne stratificate, blazer sartoriali e mantelli statement.

  • Riferimenti Culturali: Spesso si ispira a periodi storici (Rinascimento, Barocco, Rococò) o a motivi etnici di lusso da tutto il mondo.

  • Pezzi Essenziali in un Guardaroba Opulento

    • Abiti da Sera e Gown Statement: Riccamente ricamati, decorati o con tulle stratificato.

    • Giacche e Capi Sartoriali Statement: Con bottoni metallici o tessuti in broccato.

    • Accessori di Lusso: Gioielli oversize, scarpe ricamate, clutch con decorazioni.

    • Capi Outerwear: Cappotti in pelliccia sintetica, trench decorati, lunghe vesti in velluto.

    • Calzature: Tacchi alti, stivali al ginocchio, mocassini ornati o slippers in velluto.

    Stilisti Celebri che Abbracciano lo Stile Opulento

    • Dolce & Gabbana: Ricami ispirati alla Sicilia, dettagli dorati e tessuti ricchi.

    • Balmain: Opulenza con influssi militari, sartorialità precisa e dettagli sfarzosi.

    • Gucci (era Alessandro Michele): Approccio maximalista, mix di vintage e lusso flamboyant.

    • Elie Saab: Maestro dei red carpet con abiti intricati e fluenti.

    • Valentino: Opulenza romantica, pizzi, ricami e drammaticità elegante.

    Confronto con Altri Stili di Moda

    Lo stile Opulento condivide alcune caratteristiche con altri stili, soprattutto per l’amore per il dettaglio, il dramma e il lusso.

    Stile di ModaSomiglianze con lo Stile OpulentoDifferenzeBarocco / RococòTessuti ricchi, ricami, silhouette drammaticheAutenticità storica vs reinterpretazione modernaGlam / GlamourAudace, lussuoso, focalizzato sulle celebritàIl Glam può essere più minimal rispetto al maximalismo OpulentoMaximalismoStratificazione, mix di pattern e texture, accessori sfarzosiIl Maximalismo può includere streetwear o casual; l’Opulento è orientato al lusso puroHaute CoutureLusso fatto a mano, dettagli intricatiLo stile Opulento può essere più accessibile o adattato al prêt-à-porter

    Sottogruppi o Varianti

    Lo stile Opulento può essere considerato sia uno stile principale sia un sottogruppo maximalista all’interno della moda di lusso. All’interno dello stile Opulento, esistono sottocategorie basate sull’ispirazione e sull’approccio:

    Opulento Storico: Ispirato a periodi specifici (Barocco, Rococò, Rinascimento). Focus sull’autenticità e ricami dettagliati.

    Opulento Moderno: Lusso contemporaneo, con elementi di streetwear, tessuti tecnologici e maximalismo.

    Opulento Culturale: Integra elementi di lusso da tradizioni non occidentali (es. ricamo zardozi indiano, metallici mediorientali).

    Opulento da Red Carpet: Abiti drammatici e accessori statement, pensati per eventi e celebrità.

    Come riconoscere i sottogruppi:

    Storico: Dettagli autentici del periodo, ricami pesanti, volant, silhouette voluminose.

    Moderno: Linee pulite con materiali di lusso, mix di texture inaspettate e colori audaci.

    Culturale: Motivi tradizionali adattati alla moda di lusso, palette multiculturale.

    Red Carpet: Alta drammaticità, silhouette appariscenti, gioielli e decorazioni maximaliste.

    CaratteristicaStile Opulento (base)Opulento StoricoOpulento ModernoOpulento CulturaleOpulento Red CarpetIspirazioneLusso, grandiosità, maximalismoPeriodi storici: Barocco, Rococò, RinascimentoLusso contemporaneo, mix streetwear e tessuti innovativiTradizioni non occidentali (India, Medio Oriente, Asia)Eventi, celebrità, alta moda da tappeto rossoMaterialiTessuti pregiati: velluto, seta, broccato, paillettesBroccati, velluti storici, ricami storiciTessuti moderni di lusso, mix texture innovativeRicami tradizionali, tessuti etnici di lussoStoffe preziose, paillettes, tulle, materiali da alta sartoriaColoriToni gioiello, oro, argento, nero intensoToni storici ricchi e profondiPalette audace e contemporanea, mix inaspettatiColori e motivi culturali tipiciToni luminosi e appariscenti, spesso metallici o glamourSilhouetteDrammatica, strutturata, voluminosaVoluminosa, dettagliata, con rouches, mantelli, gonne ampieLinee pulite con volumi calibrati, mix di streetwear e drammaVarie, ma con elementi tradizionali evidentiAltamente drammatica e scenografica, fatta per impatto visivoDecorazioniRicami, perle, strass, piume, accessori oversizeRicami storici autentici, bottoni e dettagli d’epocaMinimalismo funzionale combinato con dettagli maximalistiRicami etnici, motivi tradizionali, metallici o perlineGioielli statement, paillettes, strass, dettagli luminosiOccasioni tipicheTutte, dal lusso quotidiano agli eventiRicreazioni storiche, haute couture ispirata al passatoLusso moderno, eventi fashion, streetwear di lussoEventi culturali o fashion, occasioni tradizionali adattateRed carpet, gala, sfilate e cerimonie di lussoRiconoscibilitàMassimalismo, ricchezza, grande impatto visivoDettagli storici, autenticità storicaFusione lusso contemporaneo e innovazioneMotivi culturali chiari e tradizionali adattati al lussoAbiti scenografici, accessori oversize e massimalisti

    Definizione Internazionale

    A livello globale, lo stile Opulento è generalmente chiamato “Opulent Fashion”, “Luxury Maximalism” o talvolta “High Maximalist Couture”, enfatizzando la sua natura lussuosa, elaborata e orientata allo status. Questi termini sono riconosciuti in pubblicazioni di moda come Vogue, Harper’s Bazaar ed Elle, e dai designer nei mercati europei e nordamericani.

    Lo stile Opulento è una celebrazione di lusso, dramma e grandiosità. Attrae ispirazioni storiche pur rimanendo contemporaneo, abbracciando il maximalismo in ogni tessuto, accessorio e silhouette. Che sia sul red carpet, nelle collezioni couture o in adattamenti ready-to-wear, lo stile Opulento resta il simbolo massimo di sfarzo e sofisticatezza.

    Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI #abbigliamentoBaroccoModerno #abbigliamentoLussuoso #abbigliamentoTeatrale #AbitiDaSera #AbitiDiLusso #abitiRicamati #accessoriLuxury #accessoriOversize #altaModa #Balmain #barocco #broccato #cappottiOversize #culturaFashion #designerOpulenti #dettagliElaborati #DolceGabbana #ElieSaab #fashionIcon #fashionInspiration #fashionMaximalism #fashionStatement #fashionTrends2026 #gioielliStatement #glamourFashion #Gucci #HauteCouture #lookOpulento #lookSofisticato #lookSontuoso #lussoContemporaneo #lussoMassimo #luxuryLifestyle #luxuryStyle #mantelli #maximalistFashion #metallici #ModaElegante #modaInternazionale #modaMaximalista #modaOpulenta #modaStorica #outfitDrammatico #outfitSfarzoso #paillettes #piume #RedCarpet #redCarpetLook #Ricami #rinascimento #Rococò #seta #silhouetteVoluminosa #stileAristocratico #stileOpulento #stileScenografico #streetwearDiLusso #tessutiLussuosi #tessutiPregiati #Valentino #velluto #vestitiGlamour #vestitiRicchi

    170 milioni di nuovi lavori entro il 2030. 92 milioni che spariscono. Sulla carta sono numeri da movimento tellurico, la terra che si rimescola. Il saldo? Sempre sulla carta, positivo. Ma, ammettendo che sia vero, funzionerà solo se capiamo che dobbiamo usare l'AI per recuperare il tempo di pensare davvero. Di domandare e immaginare, invece di eseguire.

    Tu, nel frattempo, cosa pensi che farai mentre la macchina lavora?

    https://www.futuroprossimo.it/2026/02/cercasi-rinascimento-il-riscatto-umano-ai-tempi-dellai

    #rinascimento #intelligenzaartificiale

    Rinascimento (Mario Gangi 1923 - 2010)

    Una esecuzione al liutochitarra realizzato dal liutaio Gianni Angelo Pedrini, del brano "Rinascimeto" del maestro Mario Gangi.

    #mariogangi #rinascimento #gianniangelopedrini #liutochitarra #mattiagiovanetti #musica #musicaclassica #music #classicmusic #luteguitar

    REPOST: 🏛️✨𝗨𝗻 𝗰𝗮𝗽𝗼𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗲𝗿à 𝗮 𝘀𝗽𝗹𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲

    Alla Certosa di Pavia prende il via il restauro del Portale delle Duchesse, straordinaria sequenza di ritratti femminili scolpiti da Gian Cristoforo Romano tra Quattrocento e Cinquecento.

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    ➡️ Leggi tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-bRl

    https://storiearcheostorie.com/2025/12/23/restauro-portale-delle-duchesse-certosa-di-pavia/