Il 21 marzo a Praga decine di migliaia di persone sono scese in piazza contro la deriva del governo Babiš: tagli alla difesa, pressioni sui media pubblici e strette sulle ONG.
Con loro ovviamente c’era anche Volt Czechia, per difendere la democrazia e il futuro europeo del Paese.

#Praga #RepubblicaCeca #Babis #Democrazia #Europa #Volt #VoltItalia

Quando ero in quinta liceo ci hanno portato in gita a Praga. Io mi sono portato la fedele reflex e appena potevo, sgattaiolavo via dal gruppo in cerca di scorci caratteristici, ma ho fotografato anche i monumenti principali :) Non so quale spirito/divinità ringraziare per non essermi perso nei vicoli. #Praga #repubblicaceca #fotografia #streetphotography #biancoenero #reportage
Qua in #RepubblicaCeca è cominciato il secondo governo #AndrejBabiš (che si ispira a Trump), questa volta supportato da partiti che non nascondono simpatie neonaziste: per la prima volta ci sono state retate di polizia nella metropolitana di #Praga Ovviamente basate sulla profilazione razziale: fermavano tutti i neri e le donne dalla pelle troppo bianca (ucraine).
Il 40% dei sussidi della Pac va all'1% più ricco. Il report di Greenpeace e il caso dell'Italia

Dal 2005 al 2024 non c’è stato un anno in cui gli agricoltori non abbiano ricevuto almeno 50 miliardi di euro, con un picco di 59,1 miliardi nel 2020. Tra i maggiori beneficiari di una distribuzione sempre più distorta c'è anche il gruppo Agrofert del primo ministro designato ceco Andrej Babiš. Nel nostro Paese spicca BF. Secondo l'organizzazione i fondi potrebbero essere spesi meglio per "sostenere i piccoli agricoltori e incentivare la sostenibilità"

Altreconomia

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Centinaia di monete d’oro e d’argento, gioielli in bronzo e reperti mai visti sono stati scoperti in un sito che, per ora, rimane segreto.
Ma un assaggio dei ritrovamenti è in mostra fino al 30 novembre.

👉 Tutti i particolari su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-ax4

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https://storiearcheostorie.com/2025/10/05/tesori-celti-boemia-mostra-monete-gioielli/

Tesori celti in Boemia: scoperte centinaia di monete nel sito "segreto"

Celti, scoperta straordinaria nella Boemia settentrionale: centinaia di monete, gioielli in bronzo e lingotti d’oro, ora esposti in mostra.

Storie & Archeostorie

Centinaia di monete e gioielli: ecco i tesori celtici mai visti, scoperti in un sito “segreto” della Boemia

Elena Percivaldi

Centinaia di monete d’oro e d’argento, alcune delle quali pezzi unici prici di confronti noti. E ancora, fibbie di bronzo, decine di preziosi oggetti metallici e persino una statuetta a forma di cavallo. Sono questi i tesori riportati alla luce dagli archeologi in un “misterioso” sito celtico della Repubblica Ceca, rigorosamente tenuto segreto per timore dell’azione nefasta dei tombaroli. Per ora si sa solo che si trova nella regione di Plzeň (Pilsen), nella Boemia occidentale, mentre i reperti, tutti risalenti al tardo periodo di Hallstatt e di La Tène (VI-I secolo a.C.), sono attualmente esposti a a Kralovice, piccolo “assaggio” di una grande mostra prevista nel prossimo futuro.

Una scoperta straordinaria

Gli archeologi del Archeologický ústav AV ČR (l’Istituto Archeologico dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca) di Praga e del Muzeum a galerie severního Plzeňska v Mariánské Týnici di Kralovice stanno indagando dal 2021 l’area, delle dimensioni comprese tra 12 e 16 ettari circa. Il sito era fino a quel momento sconosciuto, né si sospettava che potesse “nascondere” i resti di un insediamento celtico strutturato. Per evitare possibili saccheggi da parte di curiosi e amatori armati di metal detector, gli studiosi hanno preferito mantenere le coordinate esatte del luogo nel più stretto riserbo. Una cosa però l’hanno confermata, e cioè che il sito è davvero eccezionale: non solo per la gran quantità di reperti ritrovati, ma anche perché sono perfettamente conservati, essendo il tutto rimasto inviolato per oltre duemila anni.

Una delle monete ritrovate (foto: ©Archeologický ústav AV ČR)

Centinaia di monete d’oro e d’argento e tanti gioielli

Tra i reperti più vistosi spiccano le centinaia di monete d’oro e d’argento (in tutto parliamo di circa 500 pezzi), molte delle quali pezzi unici mai catalogati finora, completamente sconosciute ai repertori già pubblicati. La scoperta è dunque eccezionale perché potrebbe fornire nuovi elementi cruciali per la comprensione della monetazione nella Boemia antica.

Un momento dello scavo Una delle monete ritrovate (foto: ©Archeologický ústav AV ČR)

Ma c’è di più. Oltre alle monete, il sito ha restituito svariati lingotti d’oro e argento e un gran numero di gioielli e oggetti preziosi in bronzo: fibule, spilloni, bracciali, pendagli e una bellissima figurina a forma di cavallo.
Notevole è soprattutto un ricco corredo di gioielli in oro riferibile all’epoca halstattiana, che testimonia l’alto grado di raffinatezza raggiunto dalla lavorazione dei metalli e ci conferma l’elevato status sociale dell’individuo che lo possedeva.

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Emporio commerciale o luogo stagionale?

Ma c’è un piccolo mistero. Sul sito non sembrano essere state rinvenute, almeno finora, tracce di grosse strutture edilizie permanenti, il che ha indotto gli archeologi a ipotizzare che il sito non fosse un oppidum (cittadella fortificata), ma un luogo di dimensioni limitate frequentato solo stagionalmente o per determinate funzioni, in particolare lo scambio di merci e il conio di monete.

In zona conosciamo l’esistenza di centri commerciali di grandi dimensioni: un esempio ben noto è Němčice nad Hanou, in Moravia, luogo di produzione e distribuzione di merci a livello sovraregionale. Tuttavia le dimensioni ampie, il fattoi che fosse un importante centro di potere e il contesto in cui sorgeva, lungo il sentiero dell’ambra, lo assegnano ad una fattispecie ben diversa. Quello appena ritrovato, dunque, sarebbe un nuovo tipo di sito, non ancora documentato archeologicamente nella regione settentrionale di Plzeň. Il che ne accresce senza dubbio il fascino e l’interesse.

Una delle strutture in pietra in fase di scavo Una delle monete ritrovate (foto: ©Archeologický ústav AV ČR)

Secondo David Daněček, archeologo del Museo e coordinatore del progetto di scavo, la produzione occasionale di piccoli oggetti — e in particolare di monete — ben si accorda con la presenza attività mercantili intense ma non svolte in maniera continuativa. Gli stessi lingotti qui rinvenuti potrebbero essere stati utilizzati direttamente come merce di scambio oppure attendevano in loco di essere trasformati in monete, previa autorizzazione da parte delle autorità locali.

La mostra e il futuro dei reperti

La mostra «Nejasná zpráva o Keltech na severním Plzeňsku» (titolo che si può tradurre all’incirca con “Notizie incerte sui Celti nella regione settentrionale di Pilsen”) è allestita nel Muzeum a galerie severního Plzeňska v Mariánské Týnici di Kralovice dal 3 settembre al 30 novembre 2025. Per ora, espone soltanto una parte dei reperti: i pezzi più preziosi restano “blindati” in tutta sicurezza, in attesa di essere sottoposti a studi accurati.

Nel futuro si prevede comunque di realizzare una esposizione permanente che possa offrire al pubblico una visione più ampia e dettagliata non solo del “misterioso” sito, ma più in generale della presenza celtica nella regione e in Boemia. Non resta dunque che armarsi di pazienza e aspettare.

Foto: ©Archeologický ústav AV ČR

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