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audiodifferx non sostituisce pod al popolo

audiodifferx non sostituisce pod al popolo, che resta il deposito & dispositivo più ampio, principale. diciamo che lo affianca con materiali più ‘volatili’, estemporanei, e che tentativamente non vogliono gravare sulla piattaforma wordpress, usando (almeno per ora) solo spreaker. buon ascolto:

(n.b.: il canale spreaker era nato nel 2020 e ospita da allora alcuni episodi; viene riattivato ora) 

audiodifferx.
rapporti. sulle situazioni.
https://www.spreaker.com/podcast/differx–4249216
scritture di ricerca, materiali verbali e sonori, frammenti

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audiodifferx: presentazione del podcast di differx_ 17 dic. 2025 | differx

Dipendenza da pornografia sintetica: caratteristiche, sintomi e conseguenze

La recente e repentina crescita delle capacità di modelli di intelligenza artificiale (IA) ha permesso un sempre crescente aumento della creazione della pornografia sintetica (o “pornografia artificiale” o “pornografia digitale“)cioè di contenuti erotici e pornografici generati tramite modelli di intelligenza artificiale, capaci di creare immagini e video estremamente realistici a partire da volti o corpi reali. Un utente può facilmente, a casa propria e con strumenti anche gratuiti, reperire foto di persone famose o anche di persone conosciute (ad esempio amiche, parenti, conoscenti, ex partner, minori…) e, grazie all’IA, generare da esse una sorta di corpo fantoccio con le sembianze della persona desiderata. Tale corpo fantoccio può essere successivamente usato come “base” per generare foto e video dal contenuto pornografico, utili all’utente per la masturbazione. La pornografia sintetica produce stimoli sessuali illimitati, personalizzati e iperrealistici, capaci di alterare profondamente i circuiti della ricompensa e favorire comportamenti compulsivi nei giovani, in misura maggiore rispetto alla pornografia “tradizionale”. La sessualità reale viene sostituita da un’intimità virtuale che favorisce isolamento, distorsioni affettive e disfunzioni sessuali oltre a determinare, nei casi più gravi, ad alterato funzionamento in campo sociale, professionale e relazionale. La dipendenza da pornografia sintetica è, di fatto una super-forma di dipendenza sessuale.

Caratteristiche della dipendenza da pornografia sintetica

Il racconto che sento fare più spesso è quello di un soggetto, anche molto giovane come un adolescente, più spesso di sesso maschile, che reperisce facilmente in rete – con uno smartphone o un pc – le foto della persona “bersaglio” e le dà in pasto a vari siti specializzati in modifiche grafiche grazie all’IA, generando un vero e proprio corpo “fantoccio” a cui può far fare qualsiasi cosa, come ad esempio mettere in posizioni provocanti, far indossare vestiti “sexy”, sovrapporre con programmi di fotoritocco organi sessuali (ad esempio un pene) con programmi di fotoritocco o far apparire uomini che toccano la persona ritratta.
Il soggetto tende a spendere molto tempo e risorse in questa pratica di generazione di materiale erotico/pornografico sintetico e nella masturbazione. Può arrivare ad utilizzare per ore e ore programmi di nudificazione gratuiti (o a pagamento, col rischio di spendere ben oltre le proprie disponibilità economiche), eccitandosi anche solo nel creare nuovo materiale erotico.
Il soggetto può masturbarsi, spesso per ore con la tecnica dell’edging, sia durante la creazione di tale materiale, che nel visionarlo successivamente. Il soggetto può arrivare ad isolarsi, tralasciando obblighi scolastici o professionali ed ignorando ogni forma di rapporto sociale che possa rubare tempo alla sua attività di creazione di nuovo materiale erotico/pornografico sintetico e di masturbazione compulsiva.
Ad aggravare la situazione possono concorrere altre dipendenze comportamentali o da sostanza, come dipendenza da gioco d’azzardo, la dipendenza da smartphone, la dipendenza da videogiochi o l’alcolismo. Si può delineare quindi il disturbo da interazione di più dipendenze. Per approfondire, leggi: Disturbo da interazione di più dipendenze: cause, caratteristiche, diagnosi e terapie

Sintomi della dipendenza da pornografia sintetica

Sul piano clinico, la dipendenza da pornografia sintetica si manifesta con sintomi analoghi alle altre forme di dipendenze comportamentali, come dipendenza dai videogiochi, dal gioco d’azzardo o dal sesso, e alle forme di dipendenza da sostanze legali (farmaci) o illegali (droghe). Il soggetto riferisce perdita di controllo, tolleranza, progressivo aumento del tempo dedicato alla fruizione, compromissione delle attività sociali/scolastiche/professionali/relazionali, alterazioni del ritmo sonno-veglia e marcata difficoltà nel vivere la sessualità reale. In molti casi emergono anche ansia, senso di colpa e un quadro di isolamento affettivo cronico, fino a veri e propri stati depressivi e ideazioni suicidarie.

Conseguenze neurologiche, psicologiche e sociali della pornografia sintetica

Le conseguenze neurologiche e comportamentali includono alterazioni della memoria di lavoro, ridotta attività della corteccia prefrontale (andando a richiamare alcuni quadri di ipofrontalità) e compromissione dei processi decisionali. Queste modificazioni, osservate anche in altre dipendenze comportamentali, derivano da un adattamento neuroplastico a stimoli ipergratificanti e ripetitivi. L’esposizione prolungata a contenuti erotici sintetici determina una ridefinizione dei circuiti della motivazione e del controllo cognitivo, con effetti che si estendono oltre la sfera sessuale.

1. Conseguenze neurologiche

L’attivazione dopaminergica cronica nel circuito mesolimbico produce un fenomeno di downregulation dei recettori D2, con ridotta sensibilità alla ricompensa naturale. Parallelamente, studi di neuroimaging funzionale mostrano un’ipoperfusione della corteccia prefrontale dorsolaterale e del cingolo anteriore, aree coinvolte nel controllo inibitorio e nel giudizio morale. Ciò comporta una diminuzione della capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni e una tendenza all’impulsività che può sfociare in veri e propri comportamenti criminali attuati per ottenere sempre maggiori picchi di dopamina (ad esempio violenza sessuale).
La memoria di lavoro e la flessibilità cognitiva risultano compromesse, con difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti complessi o a pianificare comportamenti a lungo termine. L’elevata frequenza di stimolazione erotica artificiale crea inoltre una forma di overfitting neurocognitivo: il cervello si adatta a rispondere a pattern visivi altamente specifici, perdendo la capacità di reagire in modo fisiologico a stimoli reali e non digitali.

2. Conseguenze psicologiche e affettive

Sul piano psicologico, la pornografia reale altera profondamente la percezione del corpo e dell’intimità. Con la pornografia sintetica, tale percezione viene alterata ancor di più. L’utente tende a costruire aspettative sessuali irrealistiche, basate su modelli artificiali privi di limiti biologici o emotivi. Ciò genera frustrazione e disinteresse verso i partner reali, spesso percepiti come meno “stimolanti” o imprevedibili rispetto ai partner digitali, eccitanti e rassicuranti.
Si osservano inoltre sentimenti di colpa, vergogna e ansia sociale, associati alla consapevolezza di un comportamento percepito come deviante ed egodistonico, non controllabile. Nei casi più gravi, si sviluppano sintomi depressivi legati all’isolamento, alla riduzione della motivazione e alla perdita di significato relazionale, con ideazione suicidaria.
Dal punto di vista affettivo, la pornografia sintetica sostituisce l’intimità autentica con una pseudo-intimità virtuale, priva di reciprocità ma percepita come emotivamente rassicurante. Questo meccanismo, definito attaccamento sostitutivo digitale, riduce la capacità di empatia e compromette la costruzione di nuovi legami stabili o può distruggere i legami pre-esistenti. Il soggetto può creare la propria “fidanzata virtuale“, esteticamente e caratterialmente secondo le sue volontà, e smettere di ricercare un rapporto con un partner in carne ed ossa.
Un aspetto quasi paradossale della vicenda è che la pornografia sintetica tende a sostituire perfino la pornografia reale, che può apparire una “minestra riscaldata”. In parole semplici, il dipendente dalla sessualità sintetica non si eccità più con la pornografia fatta da attori reali, ma ha sviluppato una tale tolleranza da aver bisogno di pornografia sintetica, magari generata usando foto di persone reali (amiche, ex partner, minori…) per raggiungere un livello minimo di soddisfazione. Se pensiamo che già la pornografia reale nelle ultimi decadi aveva sostituito l’intimità autentica con una intimità virtuale e prodotto milioni di dipendenti sessuali nel mondo, possiamo intuire come con la pornografia sintetica si raggiunga un ulteriore livello di dipendenza sessuale e di distacco dalla realtà e da una sessualità sana vissuta con un vero partner.

3. Conseguenze sessuali

La stimolazione eccessiva e ripetitiva può condurre a disfunzioni sessuali, in particolare a calo del desiderio verso partner reali, anorgasmia o disfunzione erettile (impotenza) situazionale. L’eccitazione sessuale diventa progressivamente dipendente da stimoli specifici generati dall’intelligenza artificiale, difficilmente replicabili in contesti reali.
Questo fenomeno, noto come desensibilizzazione erotica digitale, riflette un condizionamento neurocomportamentale: la risposta sessuale si associa esclusivamente a pattern visivi e contestuali artificiali, riducendo la capacità di provare attrazione genuina per persone reali. L’eccesso di dopamina generata da stimoli sempre più coinvolgenti ed eccitanti, può, in parole semplici, far apparire il rapporto con un partner reale, molto poco eccitante e, se il partner è lo stesso da anni, farlo apparire come una sorta di “minestra riscaldata” che non eccita più.

4. Conseguenze sociali e relazionali

L’uso intensivo di pornografia sintetica è correlato a isolamento, calo del rendimento scolastico/lavorativo e progressivo disinvestimento sociale/relazionae. Nei giovani, può interferire con la maturazione delle competenze affettive e comunicative, ostacolando l’acquisizione di una sessualità integrata e relazionale.
L’abitudine a consumare o creare immagini sessualizzate di persone conosciute – amiche, ex partner, compagne di scuola – introduce inoltre un rischio concreto di comportamenti persecutori (stalking), revenge porn e diffusione non consensuale di materiale falsificato. Queste condotte, pur percepite inizialmente come “giochi” o “fantasie private”, possono evolvere in veri e propri reati come la violenza sessuale e l’omicidio, con gravi conseguenze legali e psicologiche per vittime e autori.
La pornografia sintetica mina anche la fiducia collettiva nella veridicità delle immagini digitali. La possibilità che un contenuto pornografico sia artificiale ma verosimile indebolisce la distinzione tra verità e falsificazione, alimentando un clima di sospetto che danneggia la reputazione e la percezione pubblica del corpo.

5. Conseguenze evolutive e sociali di lungo periodo

Su scala sociale, la normalizzazione della pornografia sintetica rischia di ridefinire i parametri culturali del desiderio e della bellezza. Il corpo reale, imperfetto e soggetto ai limiti biologici, viene progressivamente sostituito da un corpo virtuale standardizzato, immune al tempo e alle emozioni. Questo processo di iperidealizzazione algoritmica può avere effetti duraturi sulla percezione di sé e degli altri, soprattutto nelle nuove generazioni cresciute in ambienti digitali saturi di immagini artificiali.
In prospettiva evolutiva, la pornografia sintetica potrebbe rappresentare una delle principali minacce alla sessualità umana relazionale, intesa come spazio di scambio emotivo, vulnerabilità e crescita reciproca. Il rischio non è solo individuale, ma collettivo: una progressiva disconnessione tra sessualità e affettività, mediata da algoritmi che ottimizzano il piacere ma erodono la complessità dell’esperienza umana.
Un rischio ancora più estremo è rappresentato dalla denatalità: persone sempre più sole, più isolate (dal Covid in poi), che si masturbano solitarie per ore nella propria stanza, praticando l’edging, con contenuti generati dall’IA, potrebbero aver sempre meno voglia di iniziare una relazione reale, col risultato di non voler/poter più avere figli.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Dipendenza da pornografia sintetica e deepfake generati dall’intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha superato i confini tradizionali dell’intrattenimento e dell’arte digitale, penetrando in ambiti profondamente legati alla dimensione affettiva e sessuale dell’essere umano. L’emergere della cosiddetta pornografia sintetica (o “pornografia artificiale” o “pornografia digitale“) – ovvero contenuti erotici e pornografici generati tramite modelli di intelligenza artificiale, capaci di creare immagini e video estremamente realistici a partire da volti o corpi reali – rappresenta oggi uno dei fenomeni sociotecnici più critici della sfera digitale.
Un numero crescente di adolescenti e giovani adulti utilizza strumenti di image generation e deepfake per creare rappresentazioni sessuali (nudità o atti sessuali veri e propri) di persone conosciute, spesso coetanee o amiche, senza il loro consenso. Queste immagini, costruite artificialmente ma percepite come autentiche, vengono poi utilizzate per la gratificazione personale e la masturbazione, innescando una spirale di consumo ripetitivo e potenzialmente compulsivo. Si tratta di un comportamento che, pur non essendo sempre motivato da intenzioni malevole, espone a gravi conseguenze psicologiche, relazionali e giuridiche. Anche se ancora è un campo nuovo e non esiste una vera e propria diagnosi medica o psichiatrica, io ho definito il fenomeno come “dipendenza da pornografia sintetica” e negli ultimi anni ho notato un numero sempre più alto di pazienti molto giovani che possono essere stati colpiti da questo tipo di dipendenza sessuale.
Il racconto che sento fare più spesso è quello di un paziente che reperisce facilmente in rete – con uno smartphone o un pc – le foto della persona “bersaglio” e le dà in pasto a vari siti specializzati in modifiche grafiche grazie all’IA, generando un vero e proprio corpo “fantoccio” a cui può far fare qualsiasi cosa e su cui si può masturbare. Il soggetto tende a spendere molto tempo e risorse in questa pratica di generazione di materiale erotico/pornografico sintetico e nella masturbazione, isolandosi e tralasciando obblighi scolastici o professionali. In futuro questa tendenza potrebbe ulteriormente peggiorare grazie all’aumentare della potenza di calcolo dell’IA, che sarà sempre più accessibile a tutti e capace di creare una pornografia sintetica sempre più realistica e coinvolgente. Il quadro poi peggiora ulteriormente se si pensa a come tale capacità di generare corpi fantocci da sessualizzare potrà essere integrata in futuro in realtà virtuale, in bambole sessuali ultrarealistiche e veri e propri androidi sessuali.
La dipendenza sessuale da pornografia sintetica è diffusa soprattutto tra gli uomini, ma il fenomeno comincia ad interessare sempre più frequentemente le donne (adolescenti e giovani adulte).
Il fenomeno si colloca all’interno di una cornice più ampia di dipendenze comportamentali associate alle tecnologie digitali, già da anni ben conosciute. In particolare è il cervello dei giovani, ancora in fase di maturazione corticale e con una ridotta capacità di inibizione comportamentale, ad essere particolarmente vulnerabile agli stimoli iperrealistici e personalizzati generati dall’intelligenza artificiale. La combinazione tra novità tecnologica, potere illusorio del controllo di persone anche conosciute e gratificazione sessuale immediata crea un terreno fertile per lo sviluppo di comportamenti compulsivi assimilabili alle dipendenze classiche, con tutte le conseguenze neurobiologiche e sociali che ne derivano.

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Cosa permette di fare l’intelligenza artificiale nell’ambito della pornografia sintetica?

L’intelligenza artificiale generativa, basata su reti neurali profonde (deep learning) e modelli di diffusione, ha reso possibile la creazione di contenuti erotico-pornografici sintetici con un livello di realismo fino a pochi anni fa impensabile (e negli anni la situazione precipiterà in modo esponenziale!). Questa tecnologia, inizialmente sviluppata per applicazioni artistiche o cinematografiche, è stata rapidamente adattata all’ambito sessuale, producendo un impatto rilevante sul comportamento, sulla privacy e sulla percezione del corpo. Le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale in questo contesto sono illimitate e possono essere suddivise in varie categorie funzionali:

1. Generazione di immagini e video pornografici sintetici

  • Creazione di immagini e video completamente artificiali, prive di un soggetto reale, ma con caratteristiche morfologiche umane realistiche (texture cutanea, proporzioni anatomiche, illuminazione coerente).
  • Possibilità di specificare sesso, età apparente, etnia, fisionomia, espressione facciale, contesto ambientale e psozione/attività del corpo.
  • Utilizzo di prompt testuali (descrizioni linguistiche) per generare immagini e video coerenti con desideri o fantasie individuali, anche estremamente specifiche o parafiliche.
  • Produzione illimitata di contenuti, con costi nulli, tecnologia accessibile a tutti e tempi di generazione di pochi secondi.

2. Manipolazione e “nudificazione” di fotografie reali

  • Applicazione di modelli di image-to-image translation che rimuovono virtualmente abiti o sovrappongono caratteristiche anatomiche artificiali al corpo di persone reali.
  • Nudificazione: possibilità di utilizzare fotografie di soggetti reali prese da Internet o da profili social non solo di persone sconosciute (ad esempio un attore o una atleta famosa) ma anche di persone conosciute (come amiche, amici, ex partner, parenti, conoscenti, minori…), ottenendo immagini di nudo o atti sessuali false ma altamente verosimili. Da queste foto poi possono essere ottenuti video pornografici altamente realistici.
  • Cambiamento di indumenti: ad esempio una foto di una persona reale con intimo può essere modificata cambiando il colore dell’intimo, o applicando collant o altri indumenti che l’utente considera eccitanti, rinnovando il suo interesse per quella specifica foto.
  • Cambiamento di posizione: ad esempio una persona ritratta in foto può essere spogliata e disposta in una determinata posizione considerata eccitante, come ad esempio con le gambe divaricate o “a gattoni”.
  • Inserimento di foto del viso di persone reali su foto reali di nudo pre-esistenti o su corpi sintetici nudi generati dall’IA, con sincronizzazione dell’illuminazione e delle proporzioni per rendere la falsificazione ultra-realistica e indistinguibile a occhio umano.
  • Creazione di “partner virtuale” su schermo, con viso e corpo di persone conoscenti, con cui interagire a piacimento.

3. Creazione di video pornografici deepfake

  • Sostituzione del volto di un soggetto reale (ad esempio un’ex partner, un’insegnante, un amico, una figura pubblica, un minore…) sul corpo di un attore pornografico reale o su corpo sintetico generato dall’IA.
  • Sincronizzazione automatica del movimento labiale, dell’espressione e del tono di pelle per ottenere un effetto fotorealistico.
  • Possibilità di generare intere sequenze video a partire da un’unica fotografia statica, in cui il soggetto ritratto fa o si fa fare qualsiasi cosa, da solo o con soggetti applicati nel video.
  • Generazione di voci sintetiche erotizzate attraverso modelli di voice cloning, in grado di riprodurre tono, accento e inflessioni della persona reale.
  • Clonazione della voce della persona reale ottenuta tramite video social diffusi dalla persona stessa in cui parla.

4. Personalizzazione del contenuto pornografico

  • Creazione di “partner virtuali”, anche minori, che rispondono interattivamente ai desideri dell’utente, integrando immagine, voce e comportamento.
  • Simulazione di interazioni erotiche o sentimentali attraverso chatbot dotati di memoria e personalità adattiva.
  • Addestramento del modello su preferenze individuali (foto, dialoghi, gusti) per costruire esperienze immersive personalizzate.
  • Integrazione con visori di realtà virtuale (VR) e dispositivi aptici per la stimolazione sensoriale sincronizzata.

5. Riproduzione di fantasie illegali o moralmente estreme

  • Generazione di contenuti che rappresentano scenari violenti, degradanti o non consensuali, senza coinvolgere soggetti reali.
  • Simulazione di situazioni che coinvolgono minorenni o persone vulnerabili attraverso manipolazioni morfologiche, spesso al limite della legalità o del tutto illegali (ad esempio pedopornografia).

6. Strumenti di automazione e distribuzione

  • Piattaforme che consentono la produzione automatica di centinaia di immagini o video in batch, anche da smartphone.
  • Applicazioni open source e modelli “addestrabili” dall’utente, che eliminano la necessità di competenze tecniche.
  • Diffusione su larga scala tramite social, gruppi privati e canali criptati.
  • Diffusione istantanea di tali immagini sui social network o piattaforme pornografiche, con potenziale danno irreversibile alla reputazione e alla salute psicologica delle vittime.
  • Possibilità di monetizzare contenuti falsificati attraverso abbonamenti, vendita di pacchetti o “servizi su commissione” di deepfake personalizzati.

L’insieme di queste capacità rappresenta una trasformazione radicale del concetto di pornografia: da contenuto passivo a prodotto interattivo, iperrealistico e potenzialmente manipolatorio. L’abbattimento delle barriere economiche e tecniche ha democratizzato la produzione pornografica, ma al prezzo di una diffusione incontrollata di materiale non consensuale, con gravi implicazioni psicologiche, legali e sociali.

Meccanismi neuropsicologici e dinamiche della dipendenza

L’attrazione esercitata dalla pornografia sintetica risiede nella sua capacità di attivare i circuiti cerebrali della gratificazione in modo ancora più intenso rispetto a quanto già riusciva a fare in passato la pornografia tradizionale (quella con attori reali). Le immagini artificiali, essendo costruite su misura dell’utente, stimolano i sistemi dopaminergici del mesencefalo, in particolare l’area tegmentale ventrale e il nucleo accumbens, con un rilascio di dopamina che tende a rinforzare il comportamento di ricerca dello stimolo. Il cervello interpreta queste immagini come esperienze sensoriali reali, sebbene siano frutto di un’elaborazione algoritmica. Nel tempo, tale esposizione ripetuta conduce a una desensibilizzazione del sistema della ricompensa: per ottenere lo stesso livello di eccitazione, il soggetto necessita di contenuti sempre più specifici, estremi o personalizzati. Si sviluppa così una tolleranza analoga a quella osservata nelle dipendenze da sostanze. A livello psicologico, la pornografia sintetica agisce anche come forma di controllo e idealizzazione. Il soggetto costruisce l’immagine dell’altro non più come entità autonoma, ma come un corpo “fantoccio” che diventa oggetto – e non più soggetto – della propria fantasia e del proprio potere tecnologico. Questa dinamica rafforza l’isolamento affettivo e la riduzione della capacità empatica. Con il passare del tempo, la sessualità si sposta dal dominio relazionale a quello solipsistico, in cui la relazione con l’altro viene sostituita dall’interazione con un prodotto digitale, perfettamente modellabile, che non deve essere conquistato (come un partner reale) e privo di imprevedibilità emotiva.

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The European Times, 18 giugno 2025, Notizie delle Nazioni Unite Ma di recente il livello di partecipazione ha raggiunto un nuovo minimo: zero. Nessuna donna negli organi decisionali nazionali o locali. Si prevede che nessuna ragazza frequenterà l’istruzione secondaria dopo il divieto del dicembre 2024. Questi numeri fanno parte dell’indice pubblicato martedì dall’agenzia per la […]

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Per rimettere in ordine e guarire i nostri rapporti malati, l’unica via è quella di una sana professione di fede.

Omelia per DOMENICA 9 marzo 2025, 1ª di Quaresima

https://donpi.it/questione-di-rapporti-1a-domenica-di-quaresima-c/

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Questione di rapporti. 1ª Domenica di Quaresima (C)

Solo una sincera professione di fede ci permette di riordinare i nostri rapporti malati con le cose, coi fratelli e con Dio. A questo serve la Quaresima.

l'angolo di donpi
Qualcosa è cambiato" (As Good as It Gets, 1997)

Melvin Udall (Jack Nicholson) è uno scrittore di successo, misantropo e ossessivo fino al midollo. Non sopporta nessuno e il mondo ricambia il favore. Ma quando è costretto a occuparsi del cane del suo vicino Simon (Greg Kinnear), un artista in crisi, e si scontra con la determinazione di Carol (Helen Hunt), l’unica cameriera che tollera le sue manie, la sua vita comincia a perdere il suo rigido equilibrio.

Tra battute taglienti, nevrosi e momenti di umanità inaspettata, Qualcosa è cambiato smonta il mito che le persone non cambiano mai. O forse no. Forse certe persone restano esattamente come sono, ma trovano qualcuno disposto a incastrarsi nelle loro crepe. Forse il cambiamento non è diventare diversi, ma riuscire a farsi vedere per quello che si è.

E poi c’è Nicholson, che non interpreta Melvin Udall. Lo è. Fa esattamente quello che sa fare meglio: ruba la scena e rende irresistibile anche il più insopportabile dei bastardi.

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🔵 Cushioning: avere un partner di riserva già pronto per quando la relazione principale finisce

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Il cushioning è una modalità relazionale in cui una persona, il “cushioner”, nonostante abbia una relazione stabile con un partner, mantiene un canale di comunicazione virtuale o fisico…

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