Recuperata in Spagna una corona votiva visigota del VI secolo: grosso colpo al traffico illecito di reperti archeologici | LE FOTO E IL VIDEO

Elena Percivaldi

C’è anche una straordinaria corona votiva visigota d’oro, databile al VI secolo d.C., tra i beni recuperati dalla Policía Nacional spagnola nel corso di un’operazione che ha portato allo smantellamento di un gruppo criminale attivo nel saccheggio sistematico di siti archeologici tra León e Valladolid. Si tratta di un rinvenimento di eccezionale valore storico: le corone votive venivano generalmente sospese all’interno degli edifici sacri come dono a Cristo o ai santi, secondo una tradizione ben attestata tra VI e VII secolo.

I frammenti della corona votiva (foto: Policía Nacional)

Gli esempi più celebri appartengono ai tesori di Guarrazar e Torredonjimeno e sono considerati simboli della cultura materiale e religiosa del regno visigoto, che fiorì nella penisola iberica tra il V e l’VIII secolo.

Il tesoro di Guarrazar, esposto al Museo Archeologico Nazionale di Spagna (foto: Di Archivo Fotográfico del MAN (photo) – Museo archeologico nazionale di Spagna, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=46161516)

Più di 6.000 monete e oltre 1.000 reperti: un bottino senza precedenti

Nel corso delle perquisizioni sono state recuperate circa 6.000 monete d’argento e 21 d’oro, molte delle quali di epoca romana, oltre a altri 1.000 reperti archeologici tra cui fibule, punte di lancia, anelli, ceramiche e frammenti metallici di epoche diverse.

Una delle tantissime monete recuperate (foto: Policía Nacional)

Particolarmente rilevante è la compresenza di materiali romani, tardoantichi e altomedievali, che testimoniano la lunga frequentazione dei siti saccheggiati e la complessità storica delle aree coinvolte.

Tecnologie avanzate per il saccheggio “mirato” dei siti

Le indagini hanno svelato nei dettagli come avvenivano le “imprese” dei cacciatori di tesori (noi li chiamiamo “tombaroli”). In primis, la banda criminale individuava i luoghi dove colpire, accuratamente scelti grazie alla conoscenza approfondita dei siti archeologici censiti dalla Junta de Castilla y León. Quindi si recavano sul luogo muovendosi in modo accorto per evitare controlli; una volta giunti sul posto, occultavano i veicoli e raggiungevano a piedi le aree prese di mira, così da non dare nell’occhio.

Le monete recuperate (foto: Policía Nacional)

Lo scavo clandestino avveniva impiegando metal detector multifrequenza ad altissima profondità, strumenti in grado di individuare manufatti anche diversi metri sotto il piano di campagna. Quindi i reperti venivano estratti con pale, picconi e leve, una procedura invasiva ed estremamente distruttiva in quanto comporta danni irreversibili ai contesti archeologici, precludendone lo studio scientifico.

Dal mercato nero ai musei pubblici

Dopo una prima pulitura e una sommaria catalogazione, i reperti venivano immessi nel mercato illecito attraverso piattaforme online, gruppi chiusi sui social network e persino vendite dirette presso il domicilio di uno degli indagati. Gli acquirenti provenivano da diverse regioni della Spagna.

Altri reperti recuperati (foto: Policía Nacional)

Secondo gli investigatori, il valore potenziale del traffico supera il milione di euro. Tutti i materiali recuperati saranno ora depositati, su disposizione dell’autorità giudiziaria, presso un museo designato dalla Junta de Castilla y León, dove verranno sottoposti a studio scientifico, analisi archeometriche e valutazione tecnico-archeologica.

Un colpo decisivo contro l’archeomafia

L’operazione, che ha portato all’arresto di sette persone, rappresenta un caso emblematico della lotta al saccheggio archeologico e al commercio illegale di beni culturali, una delle principali minacce alla ricostruzione storica del passato europeo. In Italia, ad occuparsi della repressione di questi reati sono i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, che il 12 dicembre scorso hanno messo inferto un grosso colpo all’archeomafia smantellando due articolate organizzazioni di tombaroli attive tra Calabria e Sicilia, in un’operazione conclusa con 56 misure cautelari e il sequestro di oltre 10mila reperti.

Per approfondire

https://storiearcheostorie.com/2025/12/12/archeomafia-maxi-blitz-sicilia-calabria/

Il recupero della corona visigota restituisce senza dubbio alla Spagna un oggetto di straordinaria importanza e bellezza, ma riafferma anche il valore del contesto archeologico come fonte primaria di conoscenza storica.

Guarda il video dell’operazione

https://youtu.be/fosJeIZnwFo

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Tre rare monete d’oro del IV secolo d.C. riemergono dal mercato tardoantico grazie agli scavi dell’Università di Verona.
Un ritrovamento che aggiunge dettagli alla storia della città e del suo porto fluviale.

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🔗 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie

https://storiearcheostorie.com/2025/11/11/monete-oro-aquileia-scavo-2025/

Tre monete d’oro nel mercato tardoantico di Aquileia

Scoperte tre rare monete d’oro di epoca tardoantica ad Aquileia: la nuova campagna di scavo rivela segreti del porto e del mercato romano.

Storie & Archeostorie

Galilea, riemerge un tesoro di monete nascosto oltre 1.600 anni fa: risale alla rivolta di Gallus contro Roma

Redazione

Un tesoro di 22 monete di rame, risalenti a oltre 1.600 anni fa, è stato scoperto in una piccola cavità nascosta nel complesso sotterraneo di Hukok, nell’Alta Galilea. L’eccezionale rinvenimento è avvenuto durante gli scavi congiunti della Israel Antiquities Authority (IAA) e dello Zefat Academic College, con il sostegno del Keren Kayemet LeYisrael – Jewish National Fund, in vista dell’apertura del sito al pubblico.

351-352 d.C.: la rivolta di Gallus

Le monete, accuratamente occultate in un vano scavato al termine di un tunnel tortuoso, recano l’effigie degli imperatori Costanzo II e Costante I. La loro datazione le collega non alle celebri rivolte del I e II secolo, ma alla più tarda e meno nota rivolta di Gallus (351-352 d.C.), l’ultima insurrezione ebraica contro Roma.

Il tesoro di monete dopo la pulizia. (Foto Prof. Yinon Shivtiel, Zefat Academic College)Il raro tesoro di monete scoperto nel complesso di nascondigli della Galilea. Foto Emil Aladjem, Israel Antiquities Authority

“Gli abitanti che nascosero il tesoro speravano di poterlo recuperare una volta passata l’emergenza”, spiegano gli archeologi Uri Berger (IAA) e Yinon Shivtiel (Zefat Academic College). “Queste monete costituiscono probabilmente la prima prova materiale dell’uso del rifugio sotterraneo durante la rivolta di Gallus, finora attestata solo da scarse fonti scritte.”

Scavi del complesso ipogeo di Hukok, dove è stato rinvenuto il tesoro di monete. Foto Emil Aladjem, Israel Antiquities Authority

Hukok, un complesso ipogeo di grande importanza

Il complesso ipogeo di Hukok è uno dei più grandi della Galilea: una rete intricata di stanze e corridoi sotterranei, originariamente creata durante la Grande rivolta (66-70 d.C.) e ampliata in occasione della rivolta di Bar Kokhba (132-136 d.C.). Tra il 2019 e il 2023 il sito è stato oggetto di scavi sistematici grazie a un progetto di archeologia comunitaria che ha coinvolto studenti, volontari e militari, trasformando l’esperienza in un’importante occasione di formazione e condivisione.

Gli scavi a Hukok sono condotti in collaborazione con la comunità locale. Foto Israel Antiquities Authority

Secondo gli studiosi, il tesoretto si aggiunge ad altri ritrovamenti che raccontano le difficoltà attraversate dagli abitanti della Galilea sotto il dominio romano. Ma la storia di Hukok non si chiude con la rivolta: poco dopo, sul colle sovrastante, venne eretta una sinagoga monumentale decorata da splendidi mosaici, segno di un periodo di prosperità.

Per il ministro del Patrimonio Amichai Eliyahu, il ritrovamento è “una testimonianza viva della determinazione degli ebrei della Galilea a difendere la loro identità anche nei momenti più difficili sotto Roma”.

La IAA e il KKL-JNF hanno annunciato l’intenzione di valorizzare Hukok come sito di riferimento per il turismo archeologico. Il primo studio scientifico sul tesoro numismatico sarà pubblicato sull’Israel Numismatic Research Journal.

Guarda il video

https://youtu.be/G_AkFIttWvY

Immagine in apertura: Il raro tesoro composto da 22 monete di rame risalenti a oltre 1.600 anni fa. Foto Emil Aladjem, Israel Antiquities Authority

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🏛️ Nuove scoperte a Suasa!

Durante gli ultimi scavi dell’Università di Bologna, è emerso un quartiere produttivo romano con strutture profonde oltre 5 metri, vasi integri e centinaia di monete.

⚒️ Una nuova pagina di storia si aggiunge al sito archeologico delle Marche: artigianato, economia e urbanistica al centro della vita quotidiana nell’antica città.

📍 Scopri di più nel nostro articolo.
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https://storiearcheostorie.com/2025/08/05/scavi-suasa-quartiere-produttivo-romano/