Annabella Martinelli: Trovata Impiccata nei Colli Euganei

Annabella Martinelli, una giovane di 22 anni residente a Padova, è stata trovata impiccata nella zona dei Colli Euganei, vicino al luogo dove era stata ritrovata la sua bicicletta.

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Sujata Bhatt, poetessa indiana (1956) Due poesie con testo a fronte sulla perdita del luogo e l’angoscia con Ermeneutica sulla perdita della «autenticità», della «centricità» dell’io, della «identità», del «luogo» e del «soggetto».

Sujata Bhatt, poetessa e traduttrice indiana (1956) attualmente vive a Brema. La bibliografia di Sujata Bhatt in italiano include principalmente la raccolta di poesie Il colore della solitudine, pubblicata nel 2005 da Donzelli Editore e curata da Paola Splendore. Inoltre, alcune sue poesie sono state tradotte in riviste letterarie come “Tratti”, “Testo a Fronte” e “Semicerchio” e sono presenti nell’antologia “L’India dell’anima”.

The One Who Goes Away

But I am the one
who always goes away.

The first time was the most –
was the most
silent.
I did not speak,
Did not answer
Those who stood waving
With the soft noise
of saris flapping in the wind.

To help the journey
coconuts were flung
from Juhu beach
into the Arabian Sea –
But I saw beggars jump in
after those coconuts – a good catch
for dinner. And in the end
who gets the true luck
from those sacrificed coconuts?

I am the one
who always goes away.

Sometimes I’m asked if
I were searching for a place
That I can keep my soul
From wandering
A place where I can stay
Without wanting to leave.

Who knows.

Maybe the joy lies
In always being able to leave –

But I never left home.
I carried it away
with me – here in my darkness
in myself. If I go back, retrace my
steps
I will not find
That first home anywhere outside
In that mother-land place.

We weren’t allowed
to take much
but I managed to hide
my home behind my heart.

Look at the deserted beach
now it’s dusk – no sun
to turn the waves gold,
no moon to catch
the waves in silver mesh –

Look
at the in-between darkness
when the sea is unmasked
she’s no beauty queen.
now the wind stops
beating around the bush –

While the earth calls
and the hearth calls
Come back, come back –
I am the one
who always goes away.

Because I must –

With my home intact
But always changing
So the windows don’t match
The doors anymore – the colours
Clash in the garden –
And the ocean lives in the bedroom.

I am the one
Who always goes
Away with my home
Which can only stay inside
in my blood – my home which
does not fit
with any geography.

*
Colei che va via

Ma io sono colei
che va via, sempre

La prima volta fu la più –
fu la più
silenziosa.
Non parlai,
né risposi
a coloro che immobili mi salutavano
con il lieve fruscio
dei sari che ondeggiavano al vento.

Per augurare buon viaggio
dalla spiaggia di Juhu
gettarono noci di cocco
nel mare d’Arabia –
Ma vidi dei mendicanti tuffarsi in acqua
dopo le noci di cocco – una buona pesca
per la cena. E alla fine
chi coglie la buona fortuna
del sacrificio delle noci di cocco?

Io sono colei
che va via, sempre.

Talvolta mi chiedono se
sia cercando un luogo
in cui la mia anima cesserà
di viaggiare
un luogo in cui possa sostare

Chissà.

La gioia è forse
poter sempre partire –

Tuttavia, non ho mai lasciato la casa.
L’ho portata via
con me – qui nell’oscurità
dentro di me. Se torno indietro, rintraccio i miei passi
non troverò più
quella prima casa in nessun luogo
della mia terra madre.

Non ci fu permesso
di prendere molto
ma riuscii a nascondere
la casa dietro al cuore.

Guarda la spiaggia vuota
adesso al crepuscolo – non c’è sole
a dorare le onde,
non c’è la luna a catturare
le onde nei riflessi d’argento –

Guarda
l’oscurità che si insinua
quando il mare è senza maschera
non è più così bello.
Ora il vento cessa
di soffiare attorno ai cespugli –

Mentre la terra chiama
e il cuore chiama
torna indietro, torna indietro –

Io sono colei
che va via, sempre

perché io devo –

con la mia casa intatta
che cambia sempre
con le finestre che non si intonano
con le porte,davvero – i colori
si scontrano in giardino –
E l’oceano abita in camera da letto.

Io sono colei
che va via, sempre
via con la casa
che può solo restare dentro di me
nel mio sangue – la mia casa che non ha posto
in nessuna geografia.

(trad. Giorgio Linguaglossa)

The Lights Teased me

The Lights Teased me
all day –
the light made me
doubt every word.
What do I mean? What
have I gleaned
so far?

By late afternoon
when I stumbled across
Your Red Poppy
I couldn’t see
the Poppy anymore.

Instead, a far tarantula emerged
rich with eggs, I could tell
by the way she moved.

A black sheen of joy.

Then she slid back into scarlet
scraps of silk.

*

La luce mi ha ingannato

La luce mi ha ingannato
tutto il giorno –
La luce mi ha fatto
dubitare di ogni parola.
Che significa? Cosa
ho raccolto finora?

Nel tardo pomeriggio
quando mi sono imbattuta
nel tuo Papavero rosso
non ho più visto il Papavero.

Al suo posto è apparsa una grassa tarantola
carica d’uova, l’ho capito
da come si muoveva.

Nero luccichio di gioia.

Poi di nuovo è scomparsa nelle strisce
di seta scarlatta.

(trad Paola Splendore)

Ermeneutica di Giorgio Linguaglossa

Il fatto è che oggi parlare di «autenticità», di «centricità» dell’io, di «identità», di «luogo», di «soggetto»… e anche di «riconoscibilità», di «originarietà» della scrittura poetica è una vera e propria blasfemità, se non peggio. Quello che occorre oggi è un rivolgimento: porre al centro dell’attenzione critica la questione di un altro «modello», di un «nuovo paradigma», di una «nuova forma-poietica» sembrerebbe il minimo sindacale. Il discorso poetico della nuova poesia passa necessariamente attraverso la cruna dell’ago della lateralizzazione e del de-centramento dell’io, dalla presa di distanza dal parametro maggioritario del tardo novecento italiano e di questi ultimi due decenni epigonici del dolorificio permanente dell’io egolalico ed elegiaco. Oggi si parla di nuovo, in chiave conservatrice, di una poesia e di un romanzo comunicazionali, di una «forma-poesia riconoscibile» e di una «forma-romanzo riconoscibile». Il capitalismo cognitivo e putativo in crisi di identità e di accumulazione, genera ovunque normologia, riconoscibilità e, sul piano politico, conservazione. Quello che occorre oggi è invece la rottura della conservazione, politica, estetica, etica. Quello che occorre è l’«irriconoscibilità» della vita phantasmatica e politica, una poiesis che abbia una «forma-poesia» e una «forma-romanzo» irriconoscibili, infungibili, intrattabili, refrattari a qualsiasi utilizzazione normologica messa in atto dai valvassori del capitalismo cognitivo.

L’angoscia di cui ci parla la poetessa indiana, la perdita del luogo natale, la casa, non è qualcosa di cui si possa fare esperienza, di cui si possa dire perché è qui, accanto a noi e non là, lontano da noi, nel passato di quando eravamo bambini o nel futuro di cui non sappiamo niente. In verità l’angoscia è al di qua e al di là dell’esperienza; l’esperienza è sempre fuori dell’angoscia, le è estranea nonostante la maschera o le maschere con le quali la vediamo pavoneggiarsi sul palcoscenico della teatrale messa in scena.

Oggi siamo fortunati a vivere nella post-epoca della pandemia Covid19 e delle guerre che fioriscono come garofani, perché possiamo esperire dal vivo il bordo dell’angoscia e ne possiamo parlare. Lo stesso negazionismo o riduzionismo di massa che si è sviluppato nei paesi occidentali dopo l’epoca della ininterrotta civilizzazione e dopo la fine della seconda guerra mondiale, è la migliore dimostrazione di come l’angoscia come Angst è scomparsa dai radar delle società a democrazia neoliberale; non è più il desiderio dell’Altro che scatena l’angoscia, come pensava Lacan. È il sotto prodotto del desiderio scomparso o in via di disparizione che genera la cosiddetta angoscia di massa (la depressione dei giorni nostri) che la produce in serie, in quantità smisurate; semmai è il non-desiderio che produce la non-Angoscia. Ergo, non c’è più un punto privilegiato dal quale raccontare l’angoscia, perché essa sfugge al significante, non è narrabile, non è più possibile narrare l’orografia o l’eziologia dell’angoscia, né nel romanzo né  in poesia perché essa è scomparsa dai radar delle nostre società post/democratiche.

#anglofona #angoscia #giorgioLinguaglossa #luogo #poesiaIndiana #sujataBhatt

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Verein für Computergenealogie e.V. (CompGen)

È nell'#acqua #primordiale della #vulva che l'#oscurità informe della #caverna ha #generare procreare la #Vita!

Ecco il #luogo del #potere #magico!

Ave nosta #ReginaImmortalis #Lilith!

Ave nostra #Sorella @LILITHU

Tra circa 5 ore sarà #LunaNera.

Il #potere di #Yesod su #Malkuth sta per rinnovarsi.

Tale influsso è palpabile sull'altare della futura #BevandaSacra.

Alle 9:00, di domenica 15/11/2020, inizierà la funzione della #MessaGnostica pro #Lilith, e dalle 9:30 fino alle 11:00 (nelle ore della #Luna e di #Saturno) lo #HierosGamos a lei dedicato.

Che ogni #adepto e #adepta, di ogni #luogo, si unisca donando il suo #orgasmo al #sigillo della nostra #confraternita regalo della #ReginaImmortalis.

Nello studio della #magiasessuale è utile cominciare a comprendere i significati più occulti dell’#Universo: #AINSOPHAUR, la #Luce #Infinita, è chiamato:

il #circolo il cui #centro sta dovunque e la cui #circonferenza non sta in nessun #luogo.

Capire che la #mente cosciente è incapace di penetrare i concetti più arcani del cosmo, è il #fondamento del #potere!