Il Tempo: Giuliacci: "Tuoni e fulmini" sul ponte del 2 giugno, tutte le date
Le previsioni meteo di Mario Giuliacci confermano un inizio di giugno all'insegna dell'instabilità atmosferica. “Tuoni, fulmini e saette, cambia tutto”, avverte il meteorologo, spiegando che l'arrivo di venti più freschi dai Balcani porterà temporali frequenti su molte regioni italiane almeno fino al 5 giugno. Secondo Giuliacci, il peggioramento interesserà soprattutto il Centro-Nord, con fenomeni che si presenteranno quasi ogni giorno nelle ore pomeridiane. “Attenzione con grandine, soprattutto al Centro-Nord, sulle Alpi centro-orientali e sul versante adriatico dell'Appennino”, sottolinea l'esperto, evidenziando il rischio di rovesci intensi e improvvisi.
Per quanto riguarda il ponte del 2 giugno, la situazione sarà inizialmente più favorevole. “Sabato 30 bello su tutta l'Italia”, spiega l'esperto in un video sul canale YouTube MeteoGiuliacci, mentre da domenica 31 maggio fino a martedì 2 giugno torneranno i temporali pomeridiani, accompagnati da un sensibile calo delle temperature. Il caldo africano, almeno per il momento, sembra dunque ridimensionato. “Questi temporali calmeranno un po' il caldo”, osserva il meteorologo, precisando che le temperature resteranno in gran parte sotto i 30 gradi, salvo qualche picco locale compreso tra 30 e 33 gradi durante il ponte festivo. La conclusione è chiara: “Per ora questa ondata di caldo l'abbiamo mandata via”.
Austria: 21-year-old sentenced to 15 years for planning a jihadist attack at a Taylor Swift concert
May 28, 22:17 - (Agenzia Nova) - A 21-year-old Austrian man, who admitted to planning a jihadist attack during a concert of... (Was)
Il Tempo: Parigi, pianificava attentato al Louvre e alla comunità ebraica: arrestato
Un tunisino di 27 anni, residente illegalmente in Francia, è stato arrestato nell'ambito di un'indagine preliminare per "cospirazione terroristica finalizzata alla commissione di reati contro la persona". Voleva compiere un attentato al Louvre, il museo più visitato al mondo, e colpire la comunità ebraica di Parigi. Dopo il fermo presso la sede della Direzione Generale della Sicurezza Interna, che si occupa del caso congiuntamente alla sezione antiterrorismo della brigata criminale di Parigi, l'uomo è stato portato questo pomeriggio davanti a un giudice antiterrorismo per la formalizzazione delle accuse. La procura ne ha richiesto la custodia cautelare perché è sospettato di aver pianificato "un attacco violento di matrice jihadista" e di aver progettato di unirsi all'Isis, in Siria o in Mozambico. Secondo le prime indagini, il giovane avrebbe espresso l'intenzione di attaccare il Louvre e la comunità ebraica del XVI arrondissement di Parigi.
Paris, planned an attack on the Louvre and the Jewish community: arrested
A 27-year-old Tunisian, residing illegally in France, was arrested as part of a preliminary investigation for “terrorism conspiracy aimed at committing crimes against persons.” He intended to launch an attack on the Louvre, the world’s most visited museum, and target the Jewish community of Paris. Following his detention at the headquarters of the General Directorate for Internal Security, which is working on the case jointly with the Paris criminal brigade’s anti-terrorism section, the man was brought before a terrorism judge this afternoon for the formalization of the charges. The prosecutor requested his custody pending trial because he is suspected of having planned “a violent jihadist attack” and of having intended to join ISIS, in Syria or Mozambique. According to initial investigations, the young man had expressed the intention to attack the Louvre and the Jewish community of the 16th arrondissement of Paris.
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Iyad Ag #Ghali: The Elusive #Jihadist Reshaping #Mali's Future
https://www.thelevantfiles.org/2026/05/iyad-ag-ghali-elusive-jihadist.html
Il Fatto Quotidiano: Scontro Bocchino-Gruber: “Guerra all’Iran giusta se fosse stata gestita meglio”. “È contro tutte le regole del diritto internazionale”
Acceso confronto a Otto e mezzo (La7) tra Lilli Gruber e Italo Bocchino, ex parlamentare del Pdl e direttore editoriale del Secolo d’Italia, sulla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Bocchino esordisce sostenendo che “le guerre sono tutte brutte ma ci sono anche delle guerre giuste”. Ma la giornalista lo interrompe subito: “La guerra contro l’Iran è una guerra giusta? Ma è contro tutte le regole internazionali“.
L’ex deputato insiste: “Ci sono guerre giuste, come quelle per far finire il nazismo e il fascismo. La guerra all’Iran per far finire quel regime e liberare la popolazione sarebbe stata giusta, se non fosse stata gestita coi piedi”.
Gruber replica decisa: “Ma no, non sarebbe stata comunque una guerra giusta, è contro tutte le regole del diritto internazionale”.
Il dibattito si anima quando Bocchino difende la linea del governo: “Trump ha fatto una grande fesseria e la Meloni lo ha criticato“.
Gruber lo corregge immediatamente: “No, veramente la Meloni ha detto che non condannava, né condivideva la guerra contro l’Iran“.
Bocchino rilancia allora sul tema delle basi: “Quella è stata la sua prima dichiarazione ma non ha dato la base di Sigonella, mentre il governo Conte e il governo Gentiloni avevano dato le basi italiane per andare a bombardare la Siria. La Meloni invece è stata molto dura e più rigorosa della sinistra”.
A quel punto la conduttrice taglia corto, sottolineando che il paragone non regge. Quella israelo-americana, infatti, è una campagna di bombardamenti contro uno Stato sovrano come l’Iran, un’operazione ad alto rischio e fuori dalle regole del diritto internazionale. Diverso invece il contesto dei governi Gentiloni e Conte, quando l’Italia autorizzò l’uso di Sigonella per operazioni antiterrorismo contro l’Isis, nel quadro di una coalizione internazionale più ampia e rivolta contro un gruppo jihadista non statuale. Due situazioni con natura, rischi e basi giuridiche del tutto differenti.
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Bocchino-Gruber clash: “War against Iran was right if it had been handled better.” “It goes against all the rules of international law.”
Access to Confronto a Otto e mezzo (La7) between Lilli Gruber and Italo Bocchino, former parliamentarian of the Pdl and editor-in-chief of Secolo d’Italia, on the war between the United States, Israel, and Iran.
Bocchino opens by arguing that “all wars are bad, but there are also just wars.” However, the journalist immediately interrupts him: “Is the war against Iran a just war? But it’s against all international rules.”
The former deputy insists: “There are just wars, like those to end Nazism and Fascism. The war against Iran to end that regime and liberate the population would have been just, if it hadn't been managed badly.”
Gruber responds decisively: “No, it would not have been a just war anyway, it’s against all the rules of international law.”
The debate becomes animated when Bocchino defends the government’s line: “Trump made a huge mistake and Meloni criticized him.”
Gruber immediately corrects him: “No, really, Meloni said she didn’t condemn or share the war against Iran.”
Bocchino then pushes the issue of the bases: “That was her first statement, but she didn’t give the Sigonella base, while the Conte and Gentiloni governments had given the Italian bases to go and bomb Syria. Meloni, on the other hand, was very tough and more rigorous than the left.”
At that point, the host cuts to the chase, emphasizing that the comparison doesn't hold. The Israeli-American one is a campaign of bombings against a sovereign state like Iran, a high-risk operation outside the rules of international law. The context of the Gentiloni and Conte governments was different, when Italy authorized the use of Sigonella for anti-terrorism operations against ISIS, within the framework of a broader international coalition aimed at a non-state jihadist group. Two situations with entirely different nature, risks, and legal bases.
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"Disinfecting the #russian plague!" 🤔
From https://t.me/pravdaGerashchenko_en
#Russia’s defence ministry-linked #Africa_Corps has abandoned a third military base in #Mali to #jihadist groups.
The #Malian military junta and #Russian mercenaries from the #Africa_Corps have begun withdrawing their forces from the base in #Aguelhok, according to #le_Monde. Until April 25, around 100 #ussian fighters had been stationed in #Aguelhok.
RaiNews: Mozambico, assalto jihadista al villaggio di Meza: bruciati chiesa, casa dei padri e asilo
Suor Laura: "I missionari sono riusciti a scappare in tempo. La comunità è in shock ma la fede non sarà mai distrutta""
Mozambique, jihadist attack on the village of Meza: church, fathers’ house and kindergarten burned.
Sister Laura: "The missionaries were able to escape in time. The community is in shock, but faith will never be destroyed."
RaiNews: Tv7 - Puntata del 01/05/2026
A Tv7 lo stallo tra Stati Uniti e Iran, tra minacce e diplomazia: con lo Stretto di Hormuz ancora bloccato, le tensioni pesano sull'economia globale e alimentano il rischio di nuove escalation. Le posizioni restano distanti, tra la linea della "massima pressione" sostenuta da Elliott Abrams e quella del dialogo, mentre sullo sfondo si muove la Cina, impegnata in una mediazione silenziosa. Dall'Italia, il racconto di una generazione in difficoltà: secondo l'Ocse, l'80% degli under 30 vive ancora con i genitori. Tra precarietà e caro affitti, le storie di chi prova a conquistare autonomia. A seguire, la tragedia del Monte Faito: a oltre un anno dall'incidente della funivia, con quattro vittime, restano dubbi sulla sicurezza. La testimonianza dell'unico sopravvissuto e un'inchiesta con 26 indagati. Dall'Africa, il caos in Mali, con nuovi attacchi jihadisti che riaccendono l'allarme nel Sahel. E poi Chernobyl, a 40 anni dal disastro nucleare: un viaggio tra città fantasma e natura che si riprende gli spazi. Spazio anche all'Italia che cambia: Milano sempre più meta di grandi patrimoni internazionali, attratti da qualità della vita e vantaggi fiscali. Infine, lo sport e la memoria: Adriano Panatta racconta i 50 anni dalla storica vittoria agli Internazionali d'Italia e il tennis di oggi. E il concertone del Primo Maggio, tra musica e diritti, con lo sguardo alle sfide del lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale.
Tv7 - Episode of 01/05/2026
On TV7, a standstill between the United States and Iran, between threats and diplomacy: with the Strait of Hormuz still blocked, tensions weigh on the global economy and fuel the risk of new escalations. Positions remain distant, between the line of “maximum pressure” supported by Elliott Abrams and that of dialogue, while China, engaged in a silent mediation, moves in the background. From Italy, the story of a generation in difficulty: according to the OECD, 80% of those under 30 still live with their parents. Amidst precariousness and high rents, the stories of those trying to achieve autonomy. Following this, the tragedy of Mount Faito: a year and a half after the cable car accident, which claimed four lives, doubts remain about safety. The testimony of the sole survivor and an investigation involving 26 suspects. From Africa, chaos in Mali, with new jihadist attacks reigniting the alarm in the Sahel. And then Chernobyl, 40 years after the nuclear disaster: a journey through ghost cities and nature reclaiming its spaces. Space is also given to Italy that is changing: Milan increasingly a destination for large international fortunes, attracted by quality of life and tax advantages. Finally, sport and memory: Adriano Panatta recounts the 50th anniversary of the historic victory at the Italian Championships and today’s tennis. And the May 1st concert, between music and rights, with a look at the challenges of work in the age of artificial intelligence.
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