Letizia Battaglia
la Luce e il Sangue, le Bambine e il Riscatto.
Il ricordo di un incontro a Palermo e la forza di uno sguardo che ha usato la fotografia come arma di legittima difesa.
Credo fosse il 2014 quando andai a trovare Letizia Battaglia nella sua casa di Palermo. In quegli anni stavo completando una videostoria, allora quasi inedita, dedicata al gruppo femminile/femminista che operava a Cinisi mentre Peppino Impastato era ancora in vita. Il suo interesse per il mio lavoro sul gruppo femminista di Cinisi non era casuale: Letizia capiva profondamente il valore di quelle donne che, insieme a Peppino, cercavano di scardinare i codici patriarcali e mafiosi. Fu un’intervista breve, ma intensa: l’occasione per catturare un ritratto e scambiare pensieri su una storia comune.
Non era la prima volta che le nostre strade si incrociavano. Ci eravamo ritrovati a fotografare negli stessi luoghi, durante le stesse ore collettive: dai funerali di Piersanti Mattarella ai cortei di Cinisi, fino alle feste religiose in Sicilia. Percorreva le stesse strade, con Lei, anche Franco Zecchin. A volte li accompagnava anche una figura silenziosa, Josef Koudelka. Lei era già la professionista affermata, la “maestra” riconosciuta; io, poco più che un hobbista della domenica, la guardavo muoversi sul campo con rispetto e ammirazione.
Continua ... https://paolochirco.altervista.org/letizia-battaglia-fotografia-cinisi-femminismo/
#fotografiabiancoenero #ritratto #giustiziasociale #palermo #mafia #antimafia #guerramafia
la Luce e il Sangue, le Bambine e il Riscatto.
Il ricordo di un incontro a Palermo e la forza di uno sguardo che ha usato la fotografia come arma di legittima difesa.
Credo fosse il 2014 quando andai a trovare Letizia Battaglia nella sua casa di Palermo. In quegli anni stavo completando una videostoria, allora quasi inedita, dedicata al gruppo femminile/femminista che operava a Cinisi mentre Peppino Impastato era ancora in vita. Il suo interesse per il mio lavoro sul gruppo femminista di Cinisi non era casuale: Letizia capiva profondamente il valore di quelle donne che, insieme a Peppino, cercavano di scardinare i codici patriarcali e mafiosi. Fu un’intervista breve, ma intensa: l’occasione per catturare un ritratto e scambiare pensieri su una storia comune.
Non era la prima volta che le nostre strade si incrociavano. Ci eravamo ritrovati a fotografare negli stessi luoghi, durante le stesse ore collettive: dai funerali di Piersanti Mattarella ai cortei di Cinisi, fino alle feste religiose in Sicilia. Percorreva le stesse strade, con Lei, anche Franco Zecchin. A volte li accompagnava anche una figura silenziosa, Josef Koudelka. Lei era già la professionista affermata, la “maestra” riconosciuta; io, poco più che un hobbista della domenica, la guardavo muoversi sul campo con rispetto e ammirazione.
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