
“Gli assessori Biagi e Coggiola insistono a rivendicare meriti inesistenti sul programma “20.000 alloggi in affitto”, ma più che meriti questa amministrazione ha pesanti responsabilità in una vicenda tutt’altro che limpida….” Così iniziava il mio intervento in Consiglio comunale nel luglio del 2008, quando venivano consegnate le chiavi dei primi appartamenti realizzati nell’ambito di un … 20.000 alloggi in affitto: un successo per i costruttori, non per la città Leggi altro »

PILASTRO: IERI COME OGGI LUOGO DI LOTTA Domenica 24 maggio - dalle 16 fino a sera L'occupazione di via Frati del 1971 alla luce della crisi abitativa odierna Fin dal primo insediamento interamente di case popolari, nel 1966, il primo nucleo di inquilini, in prevalenza immigrati da regioni del Sud Italia, dovette sostenere importanti lotte per ottenere i servizi di base: riscaldamento, trasporti, scuola, sanità. E successivamente lottò per difendere il parco centrale dal progetto che inizialmente lo destinava a edificazione (1966-1969). Nel 1971 il territorio è stato animato da un'occupazione abitativa in via Frati che ha coinvolto una quarantina di nuclei familiari senza casa supportati da formazioni dell'allora sinistra extraparlamentare. A partire da questa esperienza ci confronteremo su quali sono le necessità che ancora oggi sentiamo come nostre in una città sempre meno accogliente. A 55 anni di distanza, il problema abitativo è forse peggiore che nel dopoguerra della ricostruzione e nella fase di inurbamento del boom industriale, ma con la differenza che oggi le classi popolari, lx giovani, lx precarx trovano sempre meno spazio in una città sempre più al servizio degli interessi speculativi, finanziari e del turismo mordi e fuggi. La distruzione del parco Mitilini Moneta Stefanini è un tassello di questa trasformazione, che oggi sta cercando di aggredire un territorio periferico come il Pilastro, dove l'imposizione di un "Children Museum" che nessuno dellx abitanti ha mai chiesto, ha la funzione di dare la copertura culturale al progetto di gentrificazione. PROGRAMMA DELLA GIORNATA h 16:00 apertura mostra fotografica sulla storia del Pilastro e l'occupazione del 1971 h 17:00 tavola rotonda con la partecipazione di compagnx che presero parte all'occupzione di via Frati. Modera Alessandro Canella (Radio Città Fujiko) h 19:00 cena comunitaria benefit per inguaiatx per la lotta contro il MUBA h 21:00 cineforum: Miracolo a Milano (Zavattini - De Sica, 1951) Tutto il giorno: chiamata alle arti! Live
Presidio per il Patto Territoriale
Corso Garibaldi (RC), giovedì 4 giugno alle ore 18:00 CEST
Case, trasparenza, non emergenza: le richieste del Patto Territoriale
Riunite presso la Casa del Popolo Giuseppe Valarioti a Rosarno, giovedì 21 maggio 2026, le organizzazioni sindacali e sociali nonché la pluralità di soggetti aderenti al Patto Territoriale si sono confrontati in merito alla situazione dei lavoratori migranti nella Piana di Gioia Tauro e all'attuazione del piano che dovrebbe portare allo sgombero dell'insediamento informale di San Ferdinando a inizio luglio. Desta infatti preoccupazione la mancanza di informazioni puntuali sulle modalità con cui verrà effettuato lo smantellamento dell'insediamento sorto in seguito all'ennesimo intervento istituzionale realizzato con modalità emergenziali e poi abbandonato, ma anche sui criteri e le forme di intervento per dare risposta ai bisogni dei diversi soggetti interessati: gli attuali occupanti e residenti dell'insediamento e i lavoratori che torneranno in autunno per le operazioni di raccolta stagionale. Non sono note le modalità e le responsabilità con cui verrà organizzata la distribuzione tra gli alloggi di Rosarno, da anni in stato di abbandono, con grave danno per la collettività, e il cosiddetto "borgo sociale" di contrada Russo a Taurianova, il campo container collocato al di fuori del centro abitato; nè il ruolo e l'organizzazione del progetto "fattoria solidale", finanziato attraverso 4 milioni di euro di fondi del decreto Caivano-bis.
Trasparenza, condivisione e partecipazione reale sono state invocate attraverso comunicazioni e richieste ufficiali, al fine di informare nei modi e i tempi più opportuni la popolazione locale, a garanzia del benessere collettivo e della convivenza pacifica, la vivibilità e l'immagine del territorio purtroppo compromessa a livello nazionale e internazionale, per valutare la sostenibilità degli interventi nel lungo periodo e l'utilizzo efficace e congruente di fondi pubblici, per rassicurare i lavoratori rispetto alla tutela dei diritti, le imprese rispetto alla soddisfazione dei bisogni di manodopera in modo regolare e dignitoso. Il territorio sconta i limiti e i danni di interventi e politiche che non solo non hanno saputo dare risposta all'inserimento socio-lavorativo, ma hanno contribuito a sfruttamento, marginalizzazione, isolamento e precarizzazione dei lavoratori, alimentando anche tensioni sociali e neppure hanno supportato nei modi necessari l'agricoltura in crisi del territorio. Deve essere chiaro che noi non siamo per il "superamento" ma per la cancellazione della logica che produce ghetti come quello di San Ferdinando. Ci preoccupa che, nonostante si parli di percorsi condivisi, realtà impegnate nell'assistenza attiva ai migranti della Piana da troppi mesi non vengono più coinvolte. Portando avanti questo nuovo sgombero tra decreti commissariali e decisioni prese tra pochi in stanze chiuse ci pare che la strada sia quella nefasta già vista in questi decenni. L'abitare dignitoso e inclusivo può essere garantito attraverso case inserite nel tessuto cittadino, servizi e infrastrutture di mobilità condivisi e sicuri, interventi integrati per la collocazione al lavoro e la sostenibilità del sistema agroalimentare territoriale. L'emergenza non aiuta il territorio e non può essere più tollerata.
Alla luce di queste riflessioni, è indispensabile il confronto con tutti i soggetti interessati, a partire dai lavoratori e dalla collettività. Per questo è convocato un presidio per giovedì 4 giugno a Reggio Calabria, alle ore 18,00.
La fabbrica dell'abbandono: https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/la-fabbrica-dellabbandono-e-un-erasmus-nazionale-per-icucire_108669
Un'acuta riflessione di Elena Granata, urbanista e docente al Politecnico di Milano, sul problema dell'abitare in Italia
Consiglio di lettura: il suo bellissimo libro La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/la-citta-e-di-tutti-elena-granata-9788806268404/
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Nel 101° giorno dello sciopero della fame di Aristotelis Chantzis, e mentre Suzon Doppagne si unisce alla protesta fino alla morte, la mobilitazione contro lo sgombero dei 400 residenti diventa …
Comprare casa è diventato un miraggio. Affittare, in molte città italiane, è una corsa a ostacoli.
Da Milano a Roma, da Bologna a Torino, studenti, giovani lavoratori e famiglie vengono spinti fuori dai quartieri in cui studiano, lavorano e vivono. E non è solo un’emergenza italiana: nell’Unione Europea l’8,2% della popolazione, e il 9,7% dei giovani tra 15 e 29 anni, vive in famiglie che spendono oltre il 40% del reddito per la casa.
Nel frattempo i canoni crescono, gli affitti brevi riducono l’offerta disponibile e la casa viene trattata sempre più come rendita, non come diritto.
Volt vuole cambiare questo sistema: più edilizia pubblica e sociale, affitti accessibili, regole contro la speculazione, recupero degli immobili vuoti e politiche europee coordinate per il diritto all’abitare!
Perché una casa dignitosa non può essere un privilegio: è la base per costruire autonomia, futuro e libertà.
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Nel cuore di Atene, tra scioperi della fame e mobilitazione internazionale, la storica comunità autogestita sfida il piano di sgombero finanziato dall’UE e rilancia una rete transnazionale di solidarietà Nel …

Nel cuore di Atene due residenti della storica comunità autogestita di Prosfygika avviano uno sciopero della fame fino alla morte contro il piano di sgombero finanziato con fondi UE: in …