Deportazioni verso l’Africa e sfida ai giudici: l’America di Trump oltre lo Stato di diritto

Migranti trasferiti nella Repubblica Centrafricana e un palestinese di 77 anni arrestato due volte nonostante l’ordine di liberazione di un giudice. L’ICE accelera sulla linea dura mentre crescono le accuse …

Osservatorio Repressione

Manifestazione per Waseem, Amin, Ullah, Safi

Amendolara (CS), sabato 6 giugno alle ore 16:00 CEST

IL CAPORALATO UCCIDE. LA CALABRIA ALZA LA TESTA. SABATO 6 GIUGNO MANIFESTAZIONE AD AMENDOLARA.

Sabato 6 giugno 2026 la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato e il sistema politico che lo sostiene da sempre, per rivendicare diritti e giustizia per chi lavora.

L’omicidio di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori sfruttati, ci lascia un monito chiaro. Il caporalato continua a uccidere e stringe nella sua morsa la Piana di Sibari e tanti altri territori del Paese. È necessario guardare in faccia la realtà e denunciare il sistema politico ed economico che si fonda sullo sfruttamento dei braccianti e delle risorse naturali.

La realtà che si vive nelle nostre campagne, tra gli agrumeti e le risaie, è chiara a tanti. Nessuno può far finta di non sapere. Turni di lavoro massacranti, paga misera o nulla, schiavismo. Tutto questo mentre si moltiplicano i casi di braccianti uccisi, feriti o stroncati dalla fatica e dal caldo, per poi essere abbandonati sul ciglio della strada come oggetti consumati.

Se il caporalato esiste, la colpa non è di chi ne è vittima, ma del sistema in cui viviamo. Questo massacro ha dei responsabili politici ben precisi ed è il risultato diretto di leggi sul lavoro assenti o non rispettate per volontà politica e delle leggi razziste sull'immigrazione. Dall'introduzione della legge Bossi-Fini in poi, passando per tutti i provvedimenti successivi che ne hanno ricalcato la logica, lo Stato italiano ha scientemente scelto di criminalizzare i migranti. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, queste leggi non hanno contrastato l'illegalità, ma l'hanno programmaticamente prodotta.

Hanno privato migliaia di persone della propria dignità giuridica, respingendole nell'invisibilità e trasformandole in carne da macello per imprenditori senza scrupoli e criminalità organizzata.

Il caporalato non si ferma con le ipocrite leggi varate da chi è responsabile di questo sistema. Si sradica dando maggiore potere a chi lavora, controllando la filiera e i costi, allargando le tutele e promuovendo contratti stabili. Sicurezza, stabilità e dignità sul lavoro rappresentano una scelta politica. È inutile che la politica si batta il petto. Dietro le continue morti sul lavoro c'è la sua firma.

Come Unione Sindacale di Base non assisteremo in silenzio a questa macelleria sociale. Davanti all'ennesima strage e all'indifferenza delle istituzioni è impossibile rimanere in silenzio. Alziamo la testa, prendiamo parola. Sabato 6 giugno, nel pomeriggio, manifestiamo ad Amendolara.

Invitiamo le calabresi e i calabresi, i singoli cittadini e le associazioni attive sul territorio a unirsi a noi, a prendere parte alla mobilitazione, a mostrare il volto di una Calabria che, di fronte a queste barbarie, non si rassegna ma, anzi, sceglie di esserci e metterci la faccia.

Non accetteremo passerelle da parte da parte di chi in questi anni ha costruito le condizioni affinché lo sfruttamento lavorativo e il caporalato prosperassero. Gli sciacalli di turno stiano alla larga, non ci sarà spazio per lacrime di coccodrillo e opportunismi politici sulle spalle dei lavoratori.

Unione Sindacale di Base- Calabria

https://camifa.net/event/manifestazione-per-waseem-amin-ullah-safi

USA: Sciopero della fame dei migranti sequestrati da ICE

di Gianni Sartori Oltre 500 migranti rinchiusi nei centri di detenzione dell’ICE rifiutano cibo e lavoro per denunciare violenze, condizioni disumane e deportazioni. Dall’esterno cresce la solidarietà, mentre l’amministrazione Trump …

Osservatorio Repressione
L’ICE tra repressione e suprematismo: l’America che criminalizza i migranti e militarizza la società

Taser contro i manifestanti, scioperi della fame nei centri di detenzione, simboli vicini all’estrema destra e retorica della “remigrazione”: l’apparato di Trump assume sempre più i tratti di una macchina …

Osservatorio Repressione

Presidio per il Patto Territoriale

Corso Garibaldi (RC), giovedì 4 giugno alle ore 18:00 CEST

Case, trasparenza, non emergenza: le richieste del Patto Territoriale

Riunite presso la Casa del Popolo Giuseppe Valarioti a Rosarno, giovedì 21 maggio 2026, le organizzazioni sindacali e sociali nonché la pluralità di soggetti aderenti al Patto Territoriale si sono confrontati in merito alla situazione dei lavoratori migranti nella Piana di Gioia Tauro e all'attuazione del piano che dovrebbe portare allo sgombero dell'insediamento informale di San Ferdinando a inizio luglio. Desta infatti preoccupazione la mancanza di informazioni puntuali sulle modalità con cui verrà effettuato lo smantellamento dell'insediamento sorto in seguito all'ennesimo intervento istituzionale realizzato con modalità emergenziali e poi abbandonato, ma anche sui criteri e le forme di intervento per dare risposta ai bisogni dei diversi soggetti interessati: gli attuali occupanti e residenti dell'insediamento e i lavoratori che torneranno in autunno per le operazioni di raccolta stagionale. Non sono note le modalità e le responsabilità con cui verrà organizzata la distribuzione tra gli alloggi di Rosarno, da anni in stato di abbandono, con grave danno per la collettività, e il cosiddetto "borgo sociale" di contrada Russo a Taurianova, il campo container collocato al di fuori del centro abitato; nè il ruolo e l'organizzazione del progetto "fattoria solidale", finanziato attraverso 4 milioni di euro di fondi del decreto Caivano-bis.

Trasparenza, condivisione e partecipazione reale sono state invocate attraverso comunicazioni e richieste ufficiali, al fine di informare nei modi e i tempi più opportuni la popolazione locale, a garanzia del benessere collettivo e della convivenza pacifica, la vivibilità e l'immagine del territorio purtroppo compromessa a livello nazionale e internazionale, per valutare la sostenibilità degli interventi nel lungo periodo e l'utilizzo efficace e congruente di fondi pubblici, per rassicurare i lavoratori rispetto alla tutela dei diritti, le imprese rispetto alla soddisfazione dei bisogni di manodopera in modo regolare e dignitoso. Il territorio sconta i limiti e i danni di interventi e politiche che non solo non hanno saputo dare risposta all'inserimento socio-lavorativo, ma hanno contribuito a sfruttamento, marginalizzazione, isolamento e precarizzazione dei lavoratori, alimentando anche tensioni sociali e neppure hanno supportato nei modi necessari l'agricoltura in crisi del territorio. Deve essere chiaro che noi non siamo per il "superamento" ma per la cancellazione della logica che produce ghetti come quello di San Ferdinando. Ci preoccupa che, nonostante si parli di percorsi condivisi, realtà impegnate nell'assistenza attiva ai migranti della Piana da troppi mesi non vengono più coinvolte. Portando avanti questo nuovo sgombero tra decreti commissariali e decisioni prese tra pochi in stanze chiuse ci pare che la strada sia quella nefasta già vista in questi decenni. L'abitare dignitoso e inclusivo può essere garantito attraverso case inserite nel tessuto cittadino, servizi e infrastrutture di mobilità condivisi e sicuri, interventi integrati per la collocazione al lavoro e la sostenibilità del sistema agroalimentare territoriale. L'emergenza non aiuta il territorio e non può essere più tollerata.

Alla luce di queste riflessioni, è indispensabile il confronto con tutti i soggetti interessati, a partire dai lavoratori e dalla collettività. Per questo è convocato un presidio per giovedì 4 giugno a Reggio Calabria, alle ore 18,00.

https://camifa.net/event/presidio-per-il-patto-territoriale

Patto territoriale

Casa del popolo Giuseppe Valarioti, giovedì 21 maggio alle ore 18:00 CEST

Giovedì ci vediamo alla Casa del Popolo Giuseppe Valarioti, difensore dei lavorstori braccianti.

Ci vediamo insieme come società morale della piana di Gioia Tauro. Ci vediamo per parlare di politiche dell'abitare in un territorio che da decenni cattura i lavoratori braccianti per farli vivere in una logica di separazione e ghettizzazione. Lo fa  attraverso leggi sulla cittadinanza, che di fatto li mettono sotto ricatto perenne,  e lo fa con  una programmazione pubblica che investe sul concentramento di forza lavoro migrante nei campi di accoglienza. Campi, tendopoli, container, ed ora casette in legno come prevede il decreto Caivano. Decreto  che sta dentro la logica  di uno Stato che si nutre di emergenza ed è in capace di progettare. Incapace di aprire le case vuote che a migliaia sono nella piana, tra le quali ci sono le sue stesse case che ha costruito a Rosarno! Badate bene qui non è questione di una singola tendopoli, ma di una irresponsabilità  politica di imprese della grande distribuzione  e dello Stato che trasferiscono i costi del proprio profitto e  fallimento trentennale su tutti noi. Oggi questo fallimento viene mimetizzato con progetti sui quali vengono spennellate parole e pratiche sociali nuove, come borgo solidale ( campo container ) o fattoria sociale ( casette in legno con qualche ettaro di terra ) .  Parole vuote per mascherare la solita politica che non permette di uscire dalla precarietà la forza lavoro migrante che viene confinata lontano dalle città e viene messa sotto controlla come se fosse un problema di ordine pubblico.
Non è un fallimento, tutto questo è figlio di una scelta precisa che lascia la forza lavoro nel bacino della precarietà perenne, da Saluzzo a Rosarno la logica è la stessa. Pensate ad esempio al rapporto perverso che produce la ghettizzazione della forza lavoro  con il fallimento deliberato del decreto flussi che, come dimostrano le recenti inchieste,  affidano a delle reti criminali la gestione della mobilità dei lavoratori migranti.  Queste politiche non solo sono una sofferenza per chi le subisce però ma  un progetto su cui investire  per chi le abita.  Per chi si pone fuori di questo modello nessuna critica è ammessa. Per quanto mi riguarda noi a questa logica non ci stiamo ed è il momento di capire chi ne diventa complice e chi no.  Per la prima volta attraverso un patto territoriale che lega diverse realtà calabresi si è iniziato a discutere di accoglienza diffusa e ad  elaborare  un punto di vista differente che ha una idea chiara di politiche per dare dignità ai lavoratori, che vuole prendere le distanze da quel mondo che non accetta la logica autoritaria della ghettizzante del modello Rosarno e del decreto Caivano. Chi sceglie quel modello  legittimamente prende una strada ma che non è la strada nostra. Non è la strada di chi lotta per la dignità dei lavoratori braccianti, del bene comune, della politica Dell'abitare, dell'economia solidale. La Piana di Gioia Tauro sta diventando un modello di una segregazione dolce  che è agganciata in realtà al modello delle città di frontiera del nuovo patto europeo sull'immigrazione.  Io penso che sia il momento di capire innanzitutto  chi sta dentro la logica del decreto Paintedosi e chi ne sta fuori, penso che sia arrivato il momento di lanciare una campagna di verità visto che ad ora tutto tace se non l'annuncio di sgomberi di una  tendopoli fatta dagli stessi che l'hanno costruita e sgomberata per tre volte.

Ci vediamo giovedì 21 ore 18.00 alla Casa del Popolo Giuseppe Valarioti a Rosarno.

https://camifa.net/event/patto-territoriale

FRONTIERE 2026

varie location (Cosenza), martedì 19 maggio alle ore 10:00 CEST

https://camifa.net/event/frontiere-2026

Lega e Fratelli d’Italia spingono il decreto sicurezza verso una stretta ancora più repressiva

Più pene, CPR sempre più simili a carceri, sorveglianza diffusa e stretta sul dissenso: la maggioranza spinge per un salto ulteriormente repressivo Il cosiddetto decreto sicurezza sta cambiando natura sotto …

Osservatorio Repressione

Chiamata alle Arti

Cosenza (CS), domenica 8 marzo alle ore 10:00 CET

l giorno 8/03/2026 davanti il comune di Cosenza ,nella piazza sulla piazza ....porta gessetti,tele,tavole, pigmenti,suoni,

Sutrumenti

Ci raduniamo dalle 10 probabilmente anche prima per presidiare la piazza e accogliere verso sera il corteo che raggiunge quella piazza ...

Invitiamo tutte e tutti a prendere pArte con la propria espressione sul tema delle stragi ,partiremo con un opera che ritrae e Omaggia la Capitana Carola Rackete condannata per salvare vite in mare con le navi di Sea Watch.

E altre figure ,non non si tratta di competenze e Tecniche ma soprattutto di partecipazione del espressione ,per tanto l' invito non è solo rivolto a Artiste e artisti riconosciuti in carriera ma a tutte le persone che vogliono partecipare e fare la propria opera lì in quel giorno per quel corteo .

Grazie

Condividiamo e diffondiamo a chi è interssat@

https://camifa.net/event/chiamata-alle-arti

Chiamata alle Arti

l giorno 8/03/2026 davanti il comune di Cosenza ,nella piazza sulla piazza ....porta gessetti,tele,tavole, pigmenti,suoni, Sutrumenti Ci raduniamo dalle 10 probabilmente anche prima per presidiare la piazza e accogliere verso sera il corteo che raggiunge quella piazza ... Invitiamo tutte e tutti a prendere pArte con la propria espressione sul tema delle stragi ,partiremo con un opera che ritrae e Omaggia la Capitana Carola Rackete condannata per salvare vite in mare con le navi di Sea Watch. E altre figure ,non non si tratta di competenze e Tecniche ma soprattutto di partecipazione del espressione ,per tanto l' invito non è solo rivolto a Artiste e artisti riconosciuti in carriera ma a tutte le persone che vogliono partecipare e fare la propria opera lì in quel giorno per quel corteo . Grazie Condividiamo e diffondiamo a chi è interssat@

c'ami fa?

Calabria significa casa - Proiezione NYUMBA

Cinema Teatro Costabile (CZ), lunedì 2 marzo alle ore 10:00 CET

https://camifa.net/event/calabria-significa-casa-proiezione-nyumba