Trop de niveaux par classe, avec trop d'effectifs pour un suivi pédagogique suffisant, c'est ce qui nous pend au nez à l'école primaire du coin, suite à une décision déconnectée de la réalité de l'académie de #Creuse.

On a jusqu'au lundi 27 avril pour renverser la vapeur. Suite à une réunion hier soir, les parents d'élèves ont prévu une mobilisation toute la semaine, ponctuée d'interventions choc. Parce qu'il n'y a que comme ça qu'on est entendus ici. 

Mais on a aussi besoin de vous pour montrer qu'on n'est pas les seuls indignés par cette régression, imputable à une simple décision comptable.
 Aidez-nous en signant cette pétition et en la faisant tourner ! On compte sur vous.
https://www.change.org/p/non-%C3%A0-la-fermeture-d-une-classe-%C3%A0-l-%C3%A9cole-de-crocq
Merci  

 Le partage sauve des scolarités
#Help #École #Éducation #Enfants #Ruralité #Campagne #CasseDuServicePublic #Primaire #Classe

Signez la pétition

NON à la fermeture d’une classe à l’école de Crocq !

Change.org

Alcune considerazioni sulla poetica di Aleksàndr Blok

Versione PDF: Alcune considerazioni sulla poetica di Aleksàndr Blok

 

Dopo aver letto la ricca ed esaustiva postfazione, a firma di Angelo Maria Ripellino, alla raccolta di poesie di Blok edita da Oscar Mondadori nel 1990, è alquanto arduo riuscire ad aggiungere ulteriori dati senza risultare inutilmente ripetitivi: Ripellino non solo ci propone un excursus biografico dell’autore ma entra, con il taglio tipico di chi ha familiarità con il pensiero più intimo di un poeta, nei processi creativi di Blok differenziando le varie epoche e le relative poetiche. Blok infatti fu un poeta dall’esistenza multiforme e di conseguenza variegata fu la sua produzione: ha vissuto più vite in una perché appartenente a una generazione irrequieta e intimamente consapevole del suo essere al confine tra due epoche, in eterna attesa della rivoluzione perfetta, del cambio drastico degli schemi sociali e culturali. Da un’adolescenza idilliaca e appartata all’atmosfera sovreccitata dei salotti frequentati dai simbolisti russi; dalla teologia al teatro… Ambienti sicuramente stimolanti ma distanti dalla realtà tragica di una società bisognosa di cambiamenti chirurgici, profondi, drammatici. Blok, compiendo un ulteriore ma stavolta necessario passaggio esistenziale e artistico, riuscì a sintonizzarsi con le esigenze reali del popolo, con il travaglio di una società in procinto di ribaltare lo stato delle cose. Ed è questa, a mio avviso, l’epoca più dolorosa e affascinante dell’esistenza del poeta russo: come nel corso di una muta interiore, Blok lascia dietro di sé la vecchia pelle borghese intrisa di misticismo e di un inutile sperimentalismo artistico fine a se stesso, per armarsi di un realismo che lo porterà a immergersi interamente negli anfratti di una società sull’orlo di un’apocalisse attesa da tempo. Scrive Ripellino: “Blok soffrì fisicamente il ristagno e la reazione che seguirono alla rivolta del 1905. […] L’umor nero di Blok non è una propensione letteraria, un abito esteriore, ma il basso continuo, la fosca filigrana della sua vita, giorni e notti, giorni e notti. Incalzato dall’ansia di ramingare, di perdersi negli angoli abietti e remoti della periferia cittadina, egli va alla ventura, girando per squallide strade fiancheggiate da lerci abituri… Le lettere e i diari di Blok abbondano in questo periodo di appunti di passeggiate notturne ai margini di Pietroburgo e di memorie di incontri con zingare e acrobate in ristoranti e postriboli…” C’è un bisogno viscerale di conoscere il “mondo terribile” della Russia alla vigilia della rivoluzione: dai divani stinti dei salotti mondani, un tempo frequentati dal poeta, passando alla strada della periferia dove la vita è più vera, Blok impara a fiutare la Storia scendendo in quegli abissi sociali ignorati dall’aristocrazia; il contatto col popolo è salvifico e il populismo è un buon antidoto contro la solitudine. Accolse positivamente l’Ottobre del 1917 perché scorse nella rivoluzione bolscevica (pur non essendo un convinto marxista) un ideale capovolgimento di privilegi e di schemi sociali tradizionali, quegli stessi privilegi e schemi che avevano protetto la sua classe d’appartenenza fino ad allora. 

Nei versi di Blok si scorge il bisogno di una ricerca assoluta; ogni segno naturale, cosmico, è utilizzato per descrivere la condizione terrena dell’essere umano: è la poesia di una generazione al confine e in attesa di eventi irreversibili; ma per imparare a leggere i segni dei tempi bisogna accettare di ricevere un Secondo battesimo: “… Ed entrando in un nuovo mondo, so / che vi sono uomini e faccende. / Che la vita del paradiso è aperta / a chi batte le strade del male”. Una generazione che attende cambiamenti ma non sa ancora come impiegarsi negli eventi, come partecipare razionalmente: “Anch’io con secolare angoscia, come / un lupo sotto la luna calante, / non so cosa fare di me stesso…” (Sul campo di Kulikovo); anche se c’è consapevolezza dei tempi: “… Ma ti riconosco, principio / di sublimi e burrascosi giorni! […] Il cuore non può vivere di quiete, / non a caso si ammucchiano le nubi…”. Nonostante i bagni di realtà e le immersioni nei meandri periferici, l’arte, la poesia in particolare, è e resta sempre il mezzo prediletto in attesa di sviluppi: “… solo nel lieve battello dell’arte / potrai salpare dal tedio del mondo” (Firenze). Ma anche le rivoluzioni più auspicate, una volta verificatesi, possono deludere perché non più corrispondenti agli ideali che le hanno ispirate: “Bambino, aspetterai la primavera – / la primavera ti deluderà” (Una voce dal coro).

Versione PDF: Alcune considerazioni sulla poetica di Aleksàndr Blok

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Cette très jolie vidéo revient sur les dérives de #JKR et le mal qu'elle cause depuis maintenant près de 10 ans, non seulement aux personnes #LGBTQIA, mais, en réalité, à tout le monde. Parce que s'il y a une marque du #patriarcat et du #sexisme , c'est bien la #transphobie, puisqu'elle réaffirme un ordre patriarcal et sexiste, sous prétexte de #science et une mécompréhension totale, pour ne pas dire une grave manipulation de la notion de #classe.
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Docente taglia i capelli a due alunne in classe

Due studentesse di una scuola media di Mestre (Venezia) si sono vista tagliare una ciocca di capelli con la forbice

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Modification du site pour devenir adaptatif.
J'aurais dû me lancer depuis longtemps, même si les collègues ont encore majoritairement accès à des PC à la maison.

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(Adnkronos) | Dramma a Palermo dove una professoressa di 59 anni, Giovanna Somma, è morta a scuola, colta da un improvviso

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@CmQuinet G5
ces avec un c
ce n’est pas les siens mais ceux la, donc c’est un déterminant démonstratifs
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Jeux vidéo et capitalisme de monopole intellectuel - Contretemps

Dans son livre "Consoles, contrôle, classe", Jamie Woodcock s’appuie sur la méthode de l’enquête ouvrière pour analyser à la fois une industrie et un phénomène culturel majeur - quoique parfois méprisé : le jeu vidéo.

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