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Sotto il ghiaccio dell'Antartide, montagne più alte delle Alpi rinunciano a serbare i propri segreti - Il blog di Jacopo Ranieri

La neve candida che scende lievemente può attutire ed attenuare la percezione dei suoni. Trasferisci in proporzione questo effetto, ai ghiacci eterni che ricoprono le zone più remote della Terra, ed avrai l’effetto di un compatto meccanismo in grado di coprire valli, crepacci, scogliere. Persino le montagne. Così Dome A (la “cupola” Alfa) non troppo ... Leggi tutto

Il blog di Jacopo Ranieri

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GINORI 1735の最新コレクション、ジオ・ポンティの世界

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La “Monaca degli Anelli”: eccezionale scoperta archeologica rivela le forme di ascetismo estremo delle donne a Gerusalemme [IL MODELLO 3D DELLA TOMBA]

I resti di una religiosa in catene testimoniano le forme di ascetismo estremo praticato dalle donne nel monachesimo bizantino tra il V e il VII secolo.

Elena Percivaldi

Eccezionale scoperta archeologica a Gerusalemme. A circa tre chilometri dalla Città Vecchia, gli archeologi dell’IAA – Israel Antiquities Authority hanno documentato il primo caso al mondo di ascetismo estremo praticato da una religiosa cristiana. Durante lo scavo condotto in un antico monastero bizantino, gli studiosi si sono imbattuti nei resti di una donna: deposti all’interno di una tomba proprio sotto l’altare, erano gravati da pesanti catene di ferro. Lo straordinario ritrovamento, datato tra il V e il VII secolo d.C., getta nuova luce sul ruolo delle donne nel mondo monastico dell’epoca.

I resti della monaca in catene (foto: IAA)

La scoperta: una religiosa avvolta in catene

Lo scavo in corso, condotto sotto la guida degli archeologi Zubair ʼAdawi, Kfir Arbiv e Yossi Nagar, interessa l’area di un antico monastero bizantino situato a nord-ovest di Gerusalemme. Sotto l’altare della chiesa sono state indagate diverse cripte funerarie contenenti resti di uomini, donne e bambini. Tra questi spicca una tomba singola, collocata proprio sotto l’altare e quindi in posizione eminente. Braccia e mani della persona qui deposta erano avvolte da una dozzina tra anelli e catene di ferro, altri quattro anelli erano intorno al collo e almeno una decina sulle gambe. All’altezza del ventre, lo scheletro appariva gravato da diverse lastre, anch’esse di ferro. Accanto al corpo, c’era un piccolo crocifisso di metallo.

Gli archeologi studiano i resti della monaca in catene (Foto: IAA)

I resti umani erano in pessimo stato di conservazione, ma grazie a una tecnologia innovativa – l’analisi di proteomica e peptidomica – i ricercatori del Weizmann Institute of Science, guidati da Paula Kotli, David Morgenstern ed Elisabetta Boaretto, sono riusciti a stabilire il sesso biologico della persona sepolta. Analizzando le proteine dell’amelogenina presenti nello smalto di un dente, hanno confermato che si trattava di una donna. La scoperta invita a rivedere le conoscenze sull’ascetismo di quest’epoca, ritenuto tradizionalmente una pratica in prevalenza, se non quasi esclusivamente, maschile.

Guarda il modello 3D della tomba

L’ascetismo estremo: una scelta volontaria

Con ogni probabilità, catene e anelli portati dalla donna non erano strumenti di tortura o di coercizione che le era stata imposta da un’autorità esterna, ma aveva scelto di indossarle lei stessa. Non si trattava una dunque di una schiava o di una detenuta, ma di un’asceta. Che aveva deciso di portare i pesanti gioghi quale forma di mortificazione e pratica spirituale estrema.

Kfir Arbiv dell’IAA mentre scopre un pavimento mosaicato nel sito del monastero (foto: IAA)

Secondo ʼAdawi e Arbiv, direttori degli scavi, questo tipo di esperienza era abbastanza diffusa nei primi secoli del cristianesimo: più si mortificava il corpo e lo si privava dei piaceri carnali, si riteneva, più l’anima era in grado di elevarsi verso la perfezione e l’Assoluto. I monaci asceti e anacoreti – e, ora lo sappiamo, anche le monache – adottavano forme estreme di penitenza: digiuni estenuanti, autoimposizione di catene, gioghi e pesi, isolamento in celle o grotte erano tra i più diffusi. Ben noto è anche l’esempio degli stiliti – il più celebre fu Simeone lo Stilita – , che sceglievano di vivere su una colonna.

Il fenomeno, nato in Siria settentrionale e Anatolia, si diffuse in Asia Minore, raggiungendo l’Europa occidentale e spingendosi a sud fino a Gerusalemme e all’Egitto. A dedicarsi all’ascetismo estremo erano soprattutto gli uomini, ma non mancano esempi femminili, per quanto più rari. Un’importante fonte del V secolo, l’“Historia Religiosa” di Teodoreto di Cirro, inserisce tra le trenta biografie di celebri eremiti anche quelle di tre donne. Tra loro Marana e Cyra, che per 42 anni portarono catene attorno al collo, agli arti e alla vita come forma di penitenza.

Le donne nel monachesimo

Ma chi era la “Monaca degli Anelli”, come è stata soprannominata? Probabilmente non lo sapremo mai con certezza. Secondo gli archeologi dell’IAA, potrebbe essere giunta a Gerusalemme dalla Siria, magari per entrare in una comunità monastica cosmopolita. Ma poteva anche essere una donna locale che decise spontaneamente di adottare questa pratica religiosa. In ogni caso, ritrovamenti di questo genere non sono frequenti. Ad oggi in Israele sono noti solo due casi di “monaci in catene”, entrambi di sesso maschile. Uno di essi fu ritrovato a Giv’at HaMatos, nei pressi del monastero di Mar Elias, tra Gerusalemme e Betlemme. L’altro è tornato alla luce due anni fa a Khirbat el-Masani: anche in questo caso la tomba era collegata a un monastero.

Zubair ʼ Adawi, direttore degli scavi per conto dell’Autorità per le Antichità di Israele, studia i resti (foto: IAA)

Donne religiose nel primo cristianesimo: esempi illustri

Che però anche le donne fossero dedite, nei primi secoli del Cristianesimo, a forme di religiosità ascetica è cosa ampiamente nota dalle fonti. Possiamo citare, a tal proposito, le ben note figure di Egeria, Melania l’anziana (o Seniore), Melania la giovane (Juniore), Pelagia e Marina la Siriaca, che ben testimoniano la presenza femminile in questo contesto. Ma si trattava di un mondo prevalentemente maschile, tant’è che spesso le donne che intendevano accedere a esperienze religiose estreme decidevano di travestirsi da uomo. Santa Pelagia, ad esempio, abbandonò la lussuosa vita che conduceva ad Antiochia per vivere da eremita sul Monte degli Ulivi. Per farlo adottò il nome maschile “Pelagios” e si fece passare per un uomo. Le verità venne a galla solo dopo la sua morte.

Analogamente Marina la Siriaca divenne asceta adottando il nome “Marino” e un’identità maschile. Nel suo caso, l’agiografia ci racconta addirittura che una giovinetta l’accusò (falsamente) di averla concupita e messa incinta. Pur di non svelare la propria identità, Marina non solo non respinse l’accusa, ma accettò di crescere il bambino, vivendo l’esperienza come una ulteriore forma di umiliazione e di espiazione delle proprie colpe. Anche nel suo caso la verità venne scoperta solo alla sua morte.

Una finestra sul ruolo della donna nel passato

Una cosa è certa. La straordinaria e fortissima esperienza ascetica vissuta dalla “Monaca degli Anelli” rappresenta molto più di un semplice dato archeologico. Quel fragile scheletro gravato dal ferro, e poi sepolto sotto l’altare della chiesa di un monastero di 1500 anni fa, ci spinge ancora una volta a riflettere sul ruolo delle donne nella storia. E apre la strada a nuove ricerche che cercheranno di illuminare per quanto possibile – se non forse comprendere del tutto – la complessità e la forza delle loro esperienze e il profondo impatto che ebbero nella vita, religiosa e monastica, dell’epoca.

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ARCHAEONEWS / 1,500 Years Old “Magical Mirror” discovered in northern Israel - Storie & Archeostorie

500 high-school pupils on a “Survival Course” run by the Shelah and Land of Israel Studies branch of the Ministry of Education, participated in archaeological excavations around the country together with the Israel Antiquities Authority, encountering their historical and cultural heritage

Storie & Archeostorie
Le deportazioni ostentate e la fine del pudore politico: https://archive.fo/XDnIZ
L'articolo di Maurizio Maggiani su La Stampa del lunedì, come quasi sempre succede, ci offre riflessioni profonde e toccanti che vale la pena di leggere.
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Ho appena condiviso i miei pensieri su 'Catene' di Ettore Fenice nel mio ultimo articolo. Una lettura che esplora come le cicatrici umane e la resilienza possano emergere anche in un mondo dominato dall'AI. Curiosi?

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Leggi l'articolo intero al seguente link: https://medium.com/@enrico.beltrami/catene-un-romanzo-ai-che-rompe-le-catene-della-letteratura-b2571fa5bd85

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Picchiato con bastoni e catene durante una lite: morto 18enne

La scena sarebbe stata filmata da telecamere, la vittima era un giovane richiedente asilo proveniente dal Gambia

larampa

Vi avevamo messo in guardia contro i rischi della #gogna #social e che ci troviamo? Un #video con risatine e insulti che neppure contiene il personaggio che volevate deridere
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Per dettagli: https://www.bufale.net/il-falso-video-di-salvini-mette-le-catene-alle-ruote-anteriori-della-tesla/

Il falso video di "Salvini mette le catene alle ruote anteriori della Tesla"

Ci segnalano i nostri contatti un video che conterrebbe una scena dove "Salvini mette le catene alle ruote anteriori della Tesla"

Bufale

Hyundai ha sviluppato pneumatici con catene da neve retrattili, già incorporate e pronte ad uscire con la pressione di un pulsante: un'innovazione che potrebbe rivoluzionare la guida invernale.

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Hyundai introduce una rivoluzionaria tecnologia di pneumatici con catene da neve incorporate, azionabili con un semplice pulsante.

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