All’assemblea di Confindustria a Roma, Giorgia Meloni ha definito l’Unione Europea “un gigante burocratico”. E su una cosa ha ragione: l’Unione Europea deve diventare più semplice, più rapida, più efficace per cittadini, imprese e territori.
Ma la burocrazia non è un destino naturale di Bruxelles.
È anche il risultato di un’Unione lasciata a metà: abbastanza integrata da avere regole comuni, ma non abbastanza politica da decidere davvero su industria, energia, difesa, innovazione e mercato unico.
Lo dicono tutte le analisi più autorevoli sulla competitività europea: il problema non è “troppa Europa”, ma un’Europa frammentata, lenta, piena di barriere interne e dipendente dai veti nazionali.
Per questo sburocratizzare sicuramente serve.
Ma non basta semplificare le regole, se resta intatto il sistema politico che rende l’Unione Europea fragile e ricattabile.
Basta alibi contro Bruxelles, lasciamoci quella stagione populista alle spalle.
Servono più poteri al Parlamento europeo, basta veti nazionali, più politica industriale comune.
Non meno Unione Europea, ma più Unione politica! 🇪🇺💜
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