In 1934 #Mussolini en 1978 #Videla waren ze r ook bij :-(

... general strike and legislative maneuvers. Central to their agitation was the campaign of the FIT-U leadership in the tire workers' union SUTNA ...

The marches reflected both a living identification with the tens of thousands murdered between 1976 and 1983 and a mounting anger over the Milei administration’s authoritarian measures.#Argentina #coup #1976 #Milei #Videla
Hundreds of thousands demonstrate in Argentina on 50th anniversary of US-backed military coup

Hundreds of thousands demonstrate in Argentina on 50th anniversary of US-backed military coup

The marches reflected both a living identification with the tens of thousands murdered between 1976 and 1983 and a mounting anger over the Milei administration’s authoritarian measures.

World Socialist Web Site

L'Huffington Post - News, inchieste e approfondimenti HuffPost: Argentina, 50 anni fa il golpe di Videla e la tragedia dei desaparecidos

Il 24 marzo 1976 in Argentina iniziò una delle dittature più sanguinose della storia sudamericana: il colpo di Stato organizzato dalle forze armate con a capo il generale Jorge Rafael Videla depose la presidente Isabel Martinez de Peròn, "Isabelita" per l'Argentina e il mondo.
In un Paese devastato da una grave crisi economica, con una inflazione altissima e un clima di violenza diffusa il nuovo regime sciolse il Congresso, sospese la Costituzione e soppresse le attività sindacali
La presidenza Videla fu caratterizzata dal cosiddetto "terrore di Stato": ogni avversario politico, culturale o sociale inviso ai militari divenne "sovversivo". Oltre 30.000 persone tra intellettuali, studenti, sindacalisti, semplicemente scomparvero

Argentina, 50 years ago the Videla coup and the tragedy of the disappeared.

On March 24, 1976 in Argentina, one of the most bloody dictatorships in South American history began: the coup d'état organized by the armed forces, led by General Jorge Rafael Videla, deposed President Isabel Martinez de Perón, “Isabelita” for Argentina and the world.

In a country devastated by a severe economic crisis, with extremely high inflation and a climate of widespread violence, the new regime dissolved the Congress, suspended the Constitution, and suppressed trade union activities.

The Videla presidency was characterized by the so-called “state terror”: every political, cultural, or social opponent hostile to the military became “subversive.” Over 30,000 people, including intellectuals, students, union members, simply disappeared.

#Argentina #Videla #SouthAmerican #JorgeRafaelVidela #Isabelita #Congress #Constitution

https://www.huffingtonpost.it/video/2026/03/24/video/argentina_50_anni_fa_il_golpe_di_videla_e_la_tragedia_dei_desaparecidos-21505165/

Argentina, 50 anni fa il golpe di Videla e la tragedia dei desaparecidos

Il 24 marzo 1976 in Argentina iniziò una delle dittature più sanguinose della storia sudamericana: il colpo di Stato organizzato dalle forze arma…

HuffPost Italia

"50 anni dopo la notte più buia, l’ #Argentina continua a fare i conti col proprio passato."

#Milei e il revisionismo tentano di riscrivere la Storia.

La #resistenza è nella "voce costante delle #Madres e delle #Abuelas de #PlazaDeMayo."

#22marzo #Videla #desaparecidos

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/22/golpe-argentina-1976-dittatura-videla-memoria-oggi/8328341/

Blog | Torture, sparizioni, furto di bambini: la dittatura di Videla, nata 50 anni fa, fu terrorismo di Stato

Il 24 marzo 1976 iniziò la dittatura argentina con Videla. Un capitolo buio che oggi Milei cerca di riscrivere

Il Fatto Quotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/22/golpe-argentina-1976-dittatura-videla-memoria-oggi/8328341/

Cinquant’anni dopo la notte più buia, l’Argentina continua a fare i conti col proprio passato

#Argentina #Videla #storia #terrorismo #memoria

Blog | Torture, sparizioni, furto di bambini: la dittatura di Videla, nata 50 anni fa, fu terrorismo di Stato

Il 24 marzo 1976 iniziò la dittatura argentina con Videla. Un capitolo buio che oggi Milei cerca di riscrivere

Il Fatto Quotidiano

Assad è della schiatta dei Videla

In questi giorni di gioia per la caduta di Assad – e con lui di una delle dittature più brutali e longeve del Medio Oriente – e mentre ancora si scava per provare a liberare gli internati della prigione di Sednaya a Damasco, mi sono ritrovato a fare dei ragionamenti di riepilogo, come a mettere un punto su ciò che è successo e a dare una fisionomia all’orrore che volge al termine, quasi a volerlo riporre negli scaffali della storia – pur sapendo che ciò non è possibile: Assad è vivo, sano e salvo a Mosca, e i siriani devono ancora affrontare gli attacchi contro l’Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est (Aanes) da parte dei mercenari turchi dell’Esercito nazionale siriano (Sna) e gli sforamenti di Israele.
Insomma questo ragionamento è partito come un toot, ma poi mi sono allungato ed è diventato un post. È un ragionamento e un riassunto, non un saggio. Buona lettura – si fa per dire.

Assad appartiene alla schiatta dei Videla, di quei dittatori cioè che hanno tentato il genocidio «politico» dei propri concittadini, di quella parte di popolazione che si opponeva più o meno apertamente al loro potere o che professava idee politiche percepite come rivoluzionarie, pericolose per l’ordine; che a volte lo faceva con le armi, certamente, ma prima ancora semplicemente con lo scendere in piazza a manifestare, con la parola e con l’associazione. Anche le misure repressive sono state in parte le stesse: le sparizioni forzate, le torture, gli stupri, le esecuzioni extragiudiziali, l’internamento in prigioni clandestine – o clandestine solo in parte, come Sednaya. Sednaya è la Esma di inizio secolo, da questo punto di vista (a onor del vero fu aperta da Hafid Assad negli anni Ottanta, ma è con la guerra civile siriana che ha ricevuto un «potenziamento»). Forse anche un po’ peggio di quella, se possibile: alcune cose già si sanno, ma probabilmente avremo un quadro più chiaro nelle prossime settimane.
La stessa stirpe di Videla, dicevo, ma troveremo Assad un gradino più in alto in un’ipotetica scala storica della violenza e dell’orrore, perché il «dottore» ha finito per scatenare contro la popolazione siriana una guerra vera e propria, con le bombe sui civili, gli attacchi col gas, l’assedio per fame, arrivando a provocare la morte, direttamente o indirettamente, di 400–500.000 persone negli otto anni della guerra civile (tra le 13.000 e le 17.000 sarebbero «scomparse» nella sola prigione di Sednaya).

Ho messo «politico» tra virgolette perché il genocidio politico non è contemplato come fattispecie dalla Convenzione sul genocidio del 1948, e dunque Assad, se sarà processato, non potrà essere accusato formalmente di questo crimine (come non hanno potuto essere condannati per genocidio i membri della giunta militare argentina). La necessità di escludere il genocidio politico dalle fattispecie previste dalla convenzione fu sostenuta con insistenza da alcuni stati, tra cui in particolare l’Unione Sovietica, che all’epoca della redazione del trattato, guarda caso, era governata da Stalin. La stessa Unione Sovietica (con Brežnev questa volta) non condannò mai le sparizioni forzate in Argentina e anzi protesse la giunta dalle critiche che le piovevano addosso da più parti, arrivando a chiedere espressamente alle Nazioni Unite di non portare la denuncia delle violazioni alla Commissione dei diritti umani. La Russia di Putin ha fatto di più e di peggio, come è noto, contribuendo attivamente alla carneficina dei siriani. E un cerchio si chiude – speriamo presto e per sempre.

(NB: «schiatta» è sinonimo di «stirpe», ma è anche un augurio al dottore).

#Argentina #Assad #criminiControLUmanità #dirittiUmani #Esma #genocidio #Sednaya #Siria #Videla

Calls for help to save Syrians trapped in Saydnaya prison

Scores of Syrians imprisoned in Saydnaya's underground cells are waiting to be rescued amid a release operation of those jailed by the Assad regime.

The New Arab
Raymundo Gleyzer. Desaparecido nell’Argentina di Videla

Se c'è un luogo che può rappresentare la resistenza e la lotta contro le dittature sudamericane, quelle dell'Operazione Condor voluta dalla CIA, quel luogo è senza dubbio Plaza de Mayo a Buenos Air...

la Sinistra quotidiana
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