New tyres day!
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Today: Chiara Ferragni e la 'video-intervista' con i figli Leone e Vittoria: "Come sono cambiate le loro voci". Il filmato
Sono lontani, anzi lontanissimi, i tempi in cui Leone e Vittoria - figli di Chiara Ferragni e Fedez - erano i protagonisti assoluti (o quasi) dei profili Instagram dei genitori. E forse, potrebbe dire qualcuno, meglio così. Il dibattito sull'esposizione dei minori è, ancora oggi, molto acceso. Al...
Chiara Ferragni and the ‘video interview’ with her children Leone and Vittoria: “How their voices have changed”. The footage
It’s been a long time, indeed very long, since Leone and Vittoria – the children of Chiara Ferragni and Fedez – were absolute (or almost) main characters on the Instagram profiles of their parents. And perhaps, someone could say, that’s good as it is. The debate about the exposure of minors is still very heated today...
#ChiaraFerragni #Leone #Vittoria #Instagram
https://www.today.it/gossip/vip/chiara-ferragni-figli-leone-vittoria-video.html
È difficile, alla luce della sostanziale tenuta del regime iraniano, sostenere che la guerra abbia raggiunto i suoi obiettivi. Piuttosto sembra confermare una lezione ricorrente nella storia contemporanea: l’uso della forza può distruggere infrastrutture e provocare shock geopolitici, ma raramente produce i risultati politici annunciati.
E proprio questa distanza tra obiettivi proclamati e risultati ottenuti rende difficile per Trump cantare vittoria.
C’è un altro elemento che indebolisce la narrativa della vittoria trumpiana. La giustificazione principale dell’operazione militare era il programma nucleare iraniano. Ma lo stesso Trump, già l’anno scorso, aveva annunciato un bombardamento contro installazioni iraniane dichiarando che gli impianti di arricchimento dell’uranio erano stati distrutti.
Trump ha perso la guerra in Iran
Quando si analizza una guerra conviene sempre tornare alla domanda più semplice: qual era l’obiettivo politico dichiarato? Se lo scopo implicito o esplicito era il cambio di regime a Teheran, l’esito appare chiaro. L’Iran non è crollato, la guida della Repubblica islamica non è stata rovesciata e il sistema politico iraniano si è ricompattato sotto la pressione esterna. In queste condizioni è difficile parlare di vittoria.