Agi: Fontana (Lombardia) alla commemorazione di Bossi: Uomo di visione, diede voce al Nord

AGI/Vista - "Un momento di commemorazione di Umberto Bossi, con il grande messaggio che ha lasciato, la grande capacità che è stata la sua, la grande intuizione di dare finalmente una parola a un territorio che non era mai stato direttamente coinvolto nella vita politica del nostro Paese, sempre stato ai margini", così il Presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, nell’aula del Consiglio regionale. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Fontana (Lombardia) at the commemoration of Bossi: A man of vision, gave voice to the North.

AGI/Vista - "A moment of commemoration of Umberto Bossi, with the great message he left, the great ability he possessed, the great intuition of finally giving a voice to a territory that had never been directly involved in the political life of our country, always on the margins,” said the President of the Lombardy region, Attilio Fontana, in the chamber of the Regional Council. Source: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

#Fontana(Lombardia #Bossi #North #UmbertoBossi #Lombardy #AttilioFontana #theRegionalCouncil

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Il Fatto Quotidiano: Minuto di silenzio per Bossi, consigliere dem di Milano: “Sdoganò il razzismo, chiedo scusa ai cittadini”. Bagarre in Aula

L’aula del Consiglio comunale di Milano ha voluto ricordare con un minuto di silenzio la morte di Umberto Bossi, il fondatore della Lega scomparso a 84 anni la settimana scorsa, che nella sua carriera politica è stato anche consigliere comunale a Milano. Ma la commemorazione è finita in bagarre con urla e accuse tra maggioranza e opposizione e la sospensione della seduta. La vice presidente dell’aula Roberta Osculati ha spiegato che “personalmente, pur appartenendo a una cultura politica distante nei modi, nei toni e nelle idee, da quella di Umberto Bossi, non posso che unirmi ai tanti commentatori che ne hanno riconosciuto le doti di leadership e soprattutto la capacità di lettura della società, certamente di una parte di quella del Nord Italia, tra la fine degli anni ’80 e ’90, e di coinvolgimento di tante e tanti in un progetto politico nato in Lombardia e poi cresciuto in tutto il Paese”.
Il capogruppo della Lega in Comune Alessandro Verri ha ricordato anche lui il fondatore del partito subito dopo. Fino a quando non ha preso la parola il consigliere del Pd Michele Albiani che ha criticato il fatto di tributare un minuto di silenzio nell’aula consiliare a Bossi, “colui che ha sdoganato l’odio nei confronti di chi non è del Nord, colui che aveva detto mai con i fascisti – ha spiegato -. Vergogna, avete fatto un minuto di silenzio per chi ha sdoganato questo razzismo”. Dai banchi del centrodestra sono partite quindi le urla e le proteste, “vergogna, stai zitto”, ha urlato Verri cercando di impedire al Dem di proseguire con il suo intervento. Tra le proteste dei consiglieri la seduta è quindi stata sospesa per alcuni minuti per poi riprendere quando la situazione si è calmata.
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Moment of silence for Bossi, the Dem councilor from Milan: “He cleared the way for racism, I apologize to the citizens.” Chaos in the Chamber.

The Milan City Council chamber wanted to remember Umberto Bossi, the founder of the Lega, who passed away last week at the age of 84, with a minute of silence, having also been a city councilor in Milan during his political career. However, the commemoration ended in a commotion with shouts and accusations between the ruling majority and the opposition, and the suspension of the session. Vice-president of the chamber Roberta Osculati explained that “personally, despite belonging to a political culture distant in terms of style, tone, and ideas from that of Umberto Bossi, I can only join the many commentators who have recognized his leadership skills and, above all, his ability to read society, certainly of a part of Northern Italy, between the late 1980s and 1990s, and his ability to involve so many people in a political project born in Lombardy and then grown throughout the country.”

Lega group leader in the City Council, Alessandro Verri, also remembered the party founder immediately afterward. Until Michele Albiani, a councilor from the PD (Democratic Party), took the floor, who criticized the act of paying a minute of silence in the council chamber to Bossi, “who legitimized hatred towards those not from the North, who had once said with the fascists – he explained. Shame, you have paid a minute of silence for someone who legitimized this racism.” From the benches of the right-wing coalition, shouts and protests erupted, “shame, be quiet,” Verri shouted, trying to prevent the Democrat from continuing his intervention. Following the protests of the councilors, the session was suspended for a few minutes before resuming when the situation calmed down.

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/28/bossi-commemorazione-milano-polemica-news/8338672/

Minuto di silenzio per Bossi, consigliere dem di Milano: “Sdoganò il razzismo, chiedo scusa ai…

Il consigliere Michele Albiani (Pd) accusa Bossi, il capogruppo della Lega sbotta e non lo fa parlare: seduta sospesa

Il Fatto Quotidiano

Today: Manuela Maffioli prenderà il seggio di Umberto Bossi alla Camera

Il leghista Matteo Luigi Bianchi, primo dei non eletti, rinuncia al seggio alla Camera che era di Umberto Bossi. A subentrare dovrebbe quindi essere la seconda dei non eletti, Manuela Maffioli, assessore alla Cultura di Busto Arsizio.

Manuela Maffioli will take the seat formerly held by Umberto Bossi in the Chamber of Deputies.

The Leghist Matteo Luigi Bianchi, first among the elected non-deputies, resigned the seat in the Chamber of Deputies that belonged to Umberto Bossi. Manuela Maffioli, assessor for Culture of Busto Arsizio, should therefore replace him as the second among the elected non-deputies.

#ManuelaMaffioli #UmbertoBossi #MatteoLuigiBianchi #first #second

https://www.today.it/politica/manuela-maffioli-prendera-il-seggio-di-umberto-bossi-alla-camera.html

Manuela Maffioli prenderà il seggio di Umberto Bossi alla Camera

Con la rinuncia del leghista Matteo Luigi Bianchi, primo dei non eletti, a subentrare sarà l'assessore alla Cultura di Busto Arsizio

Today
Il sola delle Alpi

A 84 anni è venuto a mancare Umberto Bossi, fondatore della Lega nel mito (solo quello) della secessione. Il nostro contrito saluto.

Zic.it | Zeroincondott★

Il Fatto Quotidiano: Referendum, Salvini attende i risultati a Budapest lanciando cori per Orbán: “Mi è stato vicino durante i processi”

Sono passate da poco le quindici. Le urne si sono appena chiuse e i primi instant poll danno in lieve vantaggio il No. Il primo leader politico italiano a parlare è il vice premier Matteo Salvini. E lo fa davanti a un mare di bandiere bianche, rosse e verdi. Le strisce però non sono verticali, ma orizzontali. Il leader della Lega ha scelto di attendere l’esito del referendum non in Italia, ma a Budapest sul palco della “Prima Grande Assemblea dei Patrioti Europei”. Prende la parola dopo il leader di Vox Santiago Abascal e parte lanciando il coro “Viktor, Viktor” per l’amico Orbán. “Manca poco alle elezioni del 12 aprile in Ungheria – ricorda Salvini – spero e penso che il popolo ungherese scelga con orgoglio per la sua Ungheria, per la sua sovranità, per la sua identità cristiana millenaria per i suoi confini sicuri e blindati”.

Dal palco di Budapest il vicepremier ci tiene a ricordare il fondatore della Lega Umberto Bossi “il primo tra i leader europei che trent’anni fa parlò dell’Europa dei popoli e delle nazioni”. E poi torna a ringraziare Orbán “per questo esempio luminoso e per aver ricordato che la politica è servizio e non sottomissione”. Ma c’è un altro motivo per il quale il leader della Lega dice grazie al presidente ungherese e al suo popolo: “Mi siete stati vicini durante i cinque anni di processo che ho subito perché ho chiuso le porte dell’Italia all’immigrazione clandestina”. Il pubblico che si è riunito al Millenaris Park apprezza e lancia un coro un coro per Salvini: “Viva il voto libero del popolo ungherese che vale più dei miliardi di Soros e delle minacce di Zelensky” conclude Salvini lasciando il palco a Marine Le Pen, mentre gli ultimi istant poll gonfiano il vantaggio del No.

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Referendum, Salvini waits for the results in Budapest launching chants for Orbán: “I was close to him during the trials.”

Recently fifteen have passed. The ballot boxes have just closed and the initial instant polls show a slight lead for the No. The first Italian political leader to speak is Deputy Prime Minister Matteo Salvini. And he does so before a sea of white, red, and green flags. The stripes, however, are not vertical, but horizontal. The leader of the Lega has chosen to wait for the referendum result not in Italy, but in Budapest on the stage of the “First Great Assembly of European Patriots.” He speaks after Vox leader Santiago Abascal and launches the chorus “Viktor, Viktor” for his friend Orbán. “There’s not much time left for the elections on April 12th in Hungary – Salvini remembers – I hope and believe that the Hungarian people will choose with pride for their Hungary, for their sovereignty, for their millennial Christian identity, for their secure and fortified borders.”

From the Budapest stage, the Deputy Prime Minister wants to remind us of the founder of the Lega, Umberto Bossi “the first among European leaders who thirty years ago spoke of a Europe of peoples and nations.” And then he returns to thank Orbán “for this bright example and for having reminded us that politics is service and not submission.” But there is another reason why the leader of the Lega says thank you to the Hungarian president and his people: “You were there for me during the five years of process I underwent because I closed the doors of Italy to illegal immigration.” The audience gathered at the Millenaris Park appreciates and launches a chorus for Salvini: “Long live the free vote of the Hungarian people, which is worth more than the billions of Soros and the threats of Zelensky,” concludes Salvini, leaving the stage to Marine Le Pen, while the latest instant polls increase the lead for the No.

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Referendum, Salvini attende i risultati a Budapest lanciando cori per Orbán: “Mi è stato vicino durante i…

Il vicepremier attende l'esito del referendum italiano a Budapest, partecipando alla Prima Grande Assemblea dei Patrioti Europei

Il Fatto Quotidiano

#LegaNord: ce l'ha duro.

#UmbertoBossi: cielo duro.

#epitaffi

🇮🇹 Wikipédia italien:
1. Karla Sofía Gascón #KarlaSofíaGascón
2. Francesco d'Assisi #FrancescoDAssisi
3. Umberto Bossi #UmbertoBossi

Agi: L'autista storico di Bossi: "Ha amato il popolo e ricevuto tanto amore"

AGI - Aurelio Locatelli da Gorlago è un omone apparentemente burbero, che ha dedicato alla Lega la gran parte della sua vita. Dagli anni Novanta in poi, è stato una delle colonne portanti di quel servizio di sicurezza personale, composto prevalentemente da bergamaschi, che l'ex senatore Massimo Dolazza organizzò attorno a Umberto Bossi.
Per dire, c'era "l'Aurelio" - come viene apostrofato in Lega - al volante dell'auto del senatur la notte in cui ebbe il malore nel marzo del 2004. Dopo la malattia di Bossi, Locatelli ha fatto anche l'autista per Giancarlo Giorgetti e per Matteo Salvini, prima del trasloco di quest'ultimo a Roma, nel 2018 come ministro dell'Interno. Insomma, non un autista qualsiasi, tanto che in quegli anni è stato anche eletto come rappresentante nel consiglio federale del partito.
Un testimone della Seconda Repubblica
In genere schivo coi giornalisti, ha vissuto una parte importante della storia della Seconda Repubblica, restando nelle retrovie. Ma quando parla di Bossi, torna il tono del militante.
La difesa di Bossi dai media
"Molti giornalisti e opinionisti hanno cercato di trasformare Bossi in quello che non era", dice, sfogandosi con l'AGI. "Lo hanno preso in giro, hanno esagerato e gonfiato dei particolari dimenticando le cose importanti o significative, quelle che piacevano alle persone normali, al popolo - continua -. Ecco, io, di lui, ho amato la sua umanità, la sua capacità di fare politica partendo dalle cose semplici e dalle persone semplici".
La fine di un'era politica
"Con lui è definitivamente tramontato un modo di fare politica che ho amato. Con lui per me è morto un uomo politico che ha amato il popolo e in cambio ha ricevuto tanto amore", sostiene. "Cose difficili da capire per chi non vuole vedere la realtà", aggiunge, amareggiato.

The historical driver of Bossi: “He loved the people and received so much love.”

Aurelio Locatelli from Gorlago is a large, seemingly gruff man who has dedicated most of his life to the Lega (Northern League). From the 1990s onward, he was one of the main pillars of that personal security service, composed primarily of people from Bergamo, that former Senator Massimo Dolazza organized around Umberto Bossi.

To put it simply, there was "Aurelio" – as he is addressed within the Lega – at the wheel of the Senator’s car the night he had a fit in March 2004. After Bossi’s illness, Locatelli also drove for Giancarlo Giorgetti and Matteo Salvini, before Salvini’s move to Rome in 2018 as Minister of the Interior. In short, not just any driver, to the point that he was also elected as a representative on the party’s federal council during those years.

A Witness to the Second Republic

Generally shy with journalists, he lived an important part of the history of the Second Republic, remaining in the background. But when he speaks of Bossi, the tone of the activist returns.

The Defense of Bossi from the Media

“Many journalists and commentators tried to turn Bossi into what he wasn’t,” he says, venting to AGI. “They made fun of him, exaggerated, and inflated details, forgetting the important or significant things, those that people liked – ordinary people, the people –,” he continues. “I, for example, loved his humanity, his ability to do politics starting with simple things and simple people.”

The End of a Political Era

“With him, a way of doing politics that I loved definitively came to an end. With him, a politician who loved the people and in return received so much love died for me,” he claims. “Things difficult to understand for those who don’t want to see the reality,” he adds, disillusioned.

#Bossi #AurelioLocatelli #Gorlago #NorthernLeague #Bergamo #MassimoDolazza #UmbertoBossi #Locatelli #GiancarloGiorgetti #MatteoSalvini #Salvini #Interior #theSecondRepublic

https://www.agi.it/politica/news/2026-03-22/bossi-autista-storico-36236963/

Il Fatto Quotidiano: Funerali di Bossi, la base leghista si raduna a Pontida per omaggiare “il Senatur”: “Noi padani veri, i traditori sono al ministero”. Il videoracconto

“Noi che siamo padani, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore”. La base leghista torna a cantare uno dei suoi storici cori in occasione del funerale di Umberto Bossi a Pontida. Fuori dal sagrato della Chiesa in tanti rimpiangono “il Senatùr”. E lo ricordano con gli slogan della vecchia Lega Nord. “Secessione”, “Roma Ladrona” scandiscono i militanti che sul sagrato della chiesa fischiano l’attuale segretario Matteo Salvini etichettandolo come “traditore”. Fischi misti ad applausi anche per la premier Meloni. All’uscita del feretro, il coro degli Alpini intona il Va Pensiero prima che il corteo funebre parta per il cimitero, circondato da due ali di fazzoletti verdi e bandiere con il Sole delle Alpi, di fronte al pratone di Pontida.
L'articolo Funerali di Bossi, la base leghista si raduna a Pontida per omaggiare “il Senatur”: “Noi padani veri, i traditori sono al ministero”. Il videoracconto proviene da Il Fatto Quotidiano.

Bossi funeral, the Leghist base gathers in Pontida to honor “the Senator”: “Real Padans, traitors are at the ministry.” The video account.

Those of us who are Padane have a dream in our hearts, to burn the tricolor. The Lega base returns to sing one of its historic chants during the funeral of Umberto Bossi in Pontida. Outside the churchyard, many lament “the Senator.” And they remember him with the slogans of the old Northern League. “Secession,” “Thieving Rome” echo among the militants who whistle at the current secretary, Matteo Salvini, labeling him as a “traitor.” Mixed whistles and applause also greet the Prime Minister Meloni. At the exit of the coffin, the Alpini choir intones “Va Pensiero” before the funeral procession departs to the cemetery, surrounded by two wings of green handkerchiefs and flags with the Sun of the Alps, facing the Pontida meadow.
The article Funeral of Bossi, the Lega base gathers in Pontida to honor “the Senator”: “True Padane, the traitors are at the ministry.” The video report comes from Il Fatto Quotidiano.

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/22/funerali-bossi-pontida-fischi-salvini-news/8332807/

Funerali di Bossi, la base leghista si raduna a Pontida per omaggiare “il Senatur”: “Noi…

I militanti si sono dati appuntamenti per l'ultimo saluto al fondatore della Lega. Tra cori contro il tricolore e fischi a Salvini, ecco come è andata

Il Fatto Quotidiano

Il Tempo: A Pontida i militanti della Lega: Bossi è stato tradito

Pontida (Bg), 22 mar. (askanews) - Alberto da Giussano, il sole delle Alpi, la musica celtica delle cornamuse. E gli slogan di una volta: la secessione, la Padania libera e Roma ladrona. L'addio a Umberto Bossi rimette in scena a Pontida una stagione politica lontana, bruscamente interrotta dall'ictus che nel 2004 colpì il Senatur. E la tensione tra la nuova Lega di Matteo Salvini e i nostalgici dei tempi dell'Umberto attraverserà tutta la mattinata, il segretario attuale è stato contestato. Una militante della prima ora sul Sacro Prato del giuramento contro il Barbarossa dice chiaramente: "Bossi è stato tradito, questo non era il suo progetto.

At Pontida, Lega militants: Bossi was betrayed.

Pontida (Bg), March 22 (askanews) – Alberto da Giussano, the sun of the Alps, the Celtic music of the bagpipes. And the slogans of old: secession, a free Padania and a stolen Rome. The farewell to Umberto Bossi brings back to Pontida a political season far away, abruptly interrupted by the stroke that struck the Senator in 2004. And the tension between the new Lega led by Matteo Salvini and the nostalgics of the times of Umberto will run throughout the morning, the current secretary has been protested. A militant from the first hour at the Sacred Lawn of the oath against Barbarossa clearly says: “Bossi was betrayed, this was not his project.”

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https://www.iltempo.it/tv-news/2026/03/22/video/a-pontida-i-militanti-della-lega-bossi-e-stato-tradito-46931545/

A Pontida i militanti della Lega: Bossi è stato tradito

Pontida (Bg), 22 mar. (askanews) - Alberto da Giussano, il sole delle Alpi, la musica celtica delle cornamuse. E gli slogan di una volta: la secession...