Riapre il Parco della Terramara di Montale: un viaggio immersivo nell’età del Bronzo

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Il Parco archeologico della Terramara di Montale riapre al pubblico sabato 4 aprile con una stagione che segna una svolta decisiva nel modo di raccontare il passato. Alle porte di Modena, il sito torna ad accogliere i visitatori con un progetto rinnovato, capace di unire archeologia, tecnologia e inclusione in un’unica esperienza suggestiva coinvolgente.

La riapertura, durante le festività pasquali, inaugura un calendario che si estenderà fino al 7 giugno, confermando il Parco come uno dei luoghi più dinamici e interessanti della divulgazione archeologica italiana.

Il nuovo progetto del Parco e il programma d’inaugurazione delle installazioni multimediali sono stati presentati questa mattina, 2 aprile, alla Terramara in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Andrea Bortolamasi, assessore alla Cultura del Comune di Modena; Daniela Sirotti Mattioli, vice sindaca di Castelnuovo; Eugenia Valacchi, soprintendente Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Andrea Cardarelli, presidente Istituto italiano preistoria e protostoria e fondatore del Parco; Valentina Galloni, direttrice e Cristiana Zanasi, curatrice della sezione Archeologia, del Museo Civico di Modena e Parco della Terramara.

La vita in pianura 3.500 anni fa

A oltre vent’anni dalla sua inaugurazione, il Parco continua a rappresentare un punto di riferimento per chi vuole comprendere la vita nella Pianura Padana di 3.500 anni fa. Nato nel 2004 come sezione all’aperto del Museo Civico di Modena, il sito è dedicato alle terramare, villaggi dell’età del bronzo che hanno segnato profondamente l’identità di questo territorio. Le ricostruzioni a grandezza naturale, basate su rigorosi dati archeologici, permettono di attraversare fisicamente lo spazio di un antico abitato, trasformando la visita in un’esperienza concreta e immersiva.

Oggi, con il progetto “Open Air & Open Use”, si apre una nuova fase. Promosso dal Comune di Modena e sostenuto da fondi del PNRR e della Regione Emilia-Romagna, il piano introduce una dimensione digitale capace di amplificare il racconto archeologico senza sostituirlo. Il risultato è un dialogo continuo tra storia e tecnologia, in cui il visitatore non si limita a osservare, ma viene accompagnato in un percorso multisensoriale che rende immediatamente comprensibili contesti e processi lontani nel tempo.

L’età del Bronzo nelle installazioni multimediali

Le nuove installazioni multimediali rappresentano il cuore di questa trasformazione. Proiezioni, ambienti immersivi, suoni e ricostruzioni virtuali restituiscono la vita del villaggio dalla sua fondazione fino al suo abbandono. L’effetto è quello di un viaggio dentro il tempo: le abitazioni prendono forma nei luoghi originari, gli incendi che segnarono la storia del sito rivivono attraverso immagini e suoni, mentre il visitatore si muove tra strade e spazi abitati, percependone ritmi e atmosfere.

Anche il nuovo percorso dedicato alla necropoli amplia la narrazione, offrendo uno sguardo suggestivo sui rituali funerari e sulla dimensione simbolica delle comunità dell’età del bronzo.

La realizzazione del progetto porta la firma della ditta Santimone – Delumen srl, specializzata in installazioni multimediali per i beni culturali, che ha lavorato in stretto dialogo con la direzione scientifica del Parco. Le animazioni sono basate sulle illustrazioni di Riccardo Merlo, riprogettate in forma dinamica con tecnologie digitali avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale.

Un parco inclusivo e accessibile

Un elemento centrale del progetto è la forte attenzione all’accessibilità. Il Parco si propone come modello di archeologia inclusiva, capace di parlare a pubblici diversi grazie a strumenti pensati per abbattere barriere fisiche e cognitive. La presenza di contenuti accessibili, supporti sensoriali e linguaggi diversificati permette a ciascun visitatore di costruire un rapporto personale con il passato, rendendo l’esperienza non solo più completa, ma anche più democratica.

Tante attività didattiche

Si rafforza ulteriormente anche il ruolo educativo del Parco, da sempre punto di riferimento per le scuole. Le attività didattiche, già consolidate nel tempo, vengono oggi arricchite dalle nuove tecnologie e da spazi dedicati come lo SpazioLab, progettato per offrire laboratori e percorsi formativi accessibili a tutti. L’obiettivo è chiaro: trasformare la conoscenza in esperienza diretta, stimolando nelle nuove generazioni una maggiore consapevolezza del valore della ricerca e della tutela del patrimonio culturale.

Primavera 2026: un calendario ricco di eventi

La stagione primaverile 2026 accompagna questa trasformazione con un calendario ricco di appuntamenti, pensati per coinvolgere pubblici di ogni età. La nuova stagione propone un programma ampio e articolato, pensato per tutte le età:

  • Visite guidate immersive tra reale e virtuale
  • Laboratori per bambini (tessitura, ceramica, metallurgia)
  • Dimostrazioni di archeologia sperimentale
  • Incontri con esperti di archeobotanica e archeozoologia

Tra gli appuntamenti principali:

Con questo nuovo progetto, il Parco della Terramara si conferma come uno dei più significativi esempi italiani di archeologia pubblica e sperimentale, capace di coniugare rigore scientifico e innovazione.

Per informazioni e calendario completo: www.parcomontale.it

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Parco della Terramara di Montale / Comune di Modena ✅
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Con l’Università Roma Tre e la Soprintendenza, alla ricerca dei villaggi dell’età del Bronzo e delle radici più antiche del territorio

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Un evento unico tra archeologia, turismo culturale e collaborazioni internazionali.

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