𝗦𝗧𝗨𝗗𝗜 Cosa mangiavano gli abitanti della Padova 2500 anni fa? Lo svela un nuovo studio scientifico

Uno studio isotopico sui resti umani della necropoli del CUS-Piovego rivela la dieta delle comunità venete dell’Età del Ferro...

I dettagli su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/06/03/dieta-padova-preromana-eta-del-ferro/

#archeologia #bioarcheologia #CUS_Piovego #Età_del_Ferro #isotopi_stabili #miglio #notizie #Padova_preromana #paleodieta #Sapienza_Roma #studi #Veneto

Ötzi, un nuovo studio rivela: sulla mummia di Similaun ci sono lieviti e microrganismi antichissimi ancora vivi

S&A

A oltre trent’anni dal suo ritrovamento, Ötzi, la celebre mummia del Similaun vissuta oltre 5.300 anni fa, continua a raccontare nuove pagine della storia umana. Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome ha permesso di distinguere i microrganismi presenti nel corpo dell’uomo preistorico quando era in vita da quelli che lo hanno colonizzato dopo la morte.

La mummia è conservata in una cella frigorifera appositamente progettata, a una temperatura di -6 °C e con un’umidità del 99%, e viene regolarmente nebulizzata con acqua per contrastare un’eventuale perdita di umidità.
Credit: South Tyrol Museum of Archaeology/Eurac Research/Marion Lafogler

La ricerca, coordinata dagli specialisti di Eurac Research, ha rivelato dettagli inediti sul microbioma originario di Ötzi e ha portato alla scoperta di particolari lieviti adattati agli ambienti glaciali, rimasti associati alla mummia per migliaia di anni.

Ritrovati i batteri intestinali dell’età del Rame

Gli studiosi hanno analizzato campioni di tessuti interni, ghiaccio presente sulla superficie della mummia, acqua derivante dallo scongelamento e persino un campione di terreno prelevato nel luogo del ritrovamento nel 1991.

Le indagini hanno consentito di identificare il microbioma intestinale originario di Ötzi, conservato nel tratto digestivo e nel contenuto gastrico.

l microbiologo Mohamed Sarhan osserva le colonie di un lievito isolato da un campione prelevato dallo stomaco di Ötzi. Credit: Eurac Research | Andrea De Giovanni

I batteri individuati mostrano sorprendenti affinità con quelli documentati in altre rare popolazioni preistoriche, mentre risultano quasi completamente assenti nelle moderne società industrializzate. Il ritrovamento offre quindi una rara finestra sul mondo microbico dell’umanità preistorica.

Lieviti del ghiacciaio sopravvissuti per millenni

La scoperta più sorprendente riguarda però alcuni lieviti specializzati nel vivere a basse temperature.

I microrganismi sono stati isolati dalla pelle della mummia, dall’acqua presente all’interno del corpo e dal contenuto dello stomaco. Le analisi genetiche hanno evidenziato legami con ceppi provenienti da ambienti estremi come l’Antartide.

Secondo i ricercatori, questi lieviti potrebbero essersi insediati sulla mummia durante la permanenza nel ghiacciaio e aver continuato a sopravvivere fino ai giorni nostri nelle condizioni di conservazione del museo.

Una goccia di coltura liquida contenente il lievito viene trasferita su una piastra di Petri con terreno di coltura sterile per ulteriori analisi. Credit: Eurac Research | Andrea De Giovanni

Ötzi come ecosistema vivente

Le analisi hanno individuato sia DNA antico fortemente degradato sia materiale genetico moderno e ben conservato.

Questo suggerisce che alcuni microrganismi non siano semplici residui del passato, ma continuino a esistere all’interno dell’ambiente controllato in cui la mummia è custodita, a circa -6 °C e con elevata umidità.

La mummia è conservata in una cella frigorifera appositamente progettata, a una temperatura di -6 °C e con un’umidità del 99%, e viene regolarmente nebulizzata con acqua per contrastare un’eventuale perdita di umidità.
Credit: South Tyrol Museum of Archaeology/Eurac Research/Marion Lafogler

Come spiega il microbiologo Frank Maixner, questi lieviti hanno accompagnato Ötzi nel suo lungo percorso attraverso i millenni, dimostrando che la mummia non è un reperto statico ma un vero e proprio sistema biologico dinamico.

Le tracce delle tecniche di conservazione moderne

Lo studio ha inoltre evidenziato come alcune procedure adottate dopo il ritrovamento possano aver influenzato la composizione microbica della mummia.

Il microbiologo Mohamed Sarhan osserva le colonie di un lievito isolato da un campione prelevato dallo stomaco di Ötzi.
Credit: Eurac Research | Andrea De Giovanni

Tre delle specie di lieviti identificate possiedono infatti caratteristiche genetiche che consentono di degradare il fenolo, una sostanza utilizzata in passato per eliminare eventuali infestazioni fungine sulla superficie del corpo.

Secondo i ricercatori, questi microrganismi potrebbero aver sfruttato il composto chimico come fonte di nutrimento, adattandosi così all’ambiente creato dalle pratiche di conservazione.

Possibili applicazioni industriali

Oltre alle implicazioni archeologiche e conservazionistiche, la ricerca apre prospettive anche nel campo della biotecnologia.

I lieviti adattati alle basse temperature potrebbero infatti essere utilizzati in processi industriali ad alta efficienza energetica, come fermentazioni e produzioni biologiche che richiedono temperature ridotte e minori consumi.

Mohamed Sarhan osserva le cellule di lievito al microscopio.
Credit: Eurac Research | Andrea De Giovanni

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome ed è liberamente accessibile: https://link.springer.com/article/10.1186/s40168-026-02417-6

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Eurac Research ✅
#AltoAdige #Ötzi #EtàDelRame #EuracResearch #microbioma #Microbiome #MummiaDiSimilaun #mummie #notizie #paleomicrobiologia #ricercaScientifica #studi

Ötzi, un nuovo studio rivela: sulla mummia di Similaun ci sono lieviti e microrganismi antichissimi ancora vivi

Un nuovo studio di Eurac Research identifica batteri intestinali preistorici e lieviti sopravvissuti per millenni nel corpo dell’Uomo venuto…

https://storiearcheostorie.com/2026/06/03/microbioma-otzi-lieviti-batteri-intestinali/

#Alto_Adige #Ötzi #Età_del_Rame #Eurac_Research #microbioma #Microbiome #Mummia_di_Similaun #mummie #notizie #paleomicrobiologia #ricerca_scientifica #studi

Aosta, ricostruito il volto di un uomo di 4.000 anni fa

Dal cranio ritrovato nell’area megalitica emerge il volto di un individuo dell’età del Rame sopravvissuto a due trapanazioni craniche...

Tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/06/02/ricostruzione-volto-uomo-eta-rame-aosta/

#antropologia #Aosta #Arc-Team #archeologia #Area_megalitica_di_Aosta #Età_del_Rame #MegaMuseo #notizie #Preistoria #ricostruzione_facciale #studi #trapanazione_cranica

Aosta, ricostruito il volto di un uomo di 4.000 anni fa | LE FOTO E IL VIDEO

S&A

Un volto riaffiora dal passato remoto della Valle d’Aosta. Grazie a una sofisticata ricostruzione facciale forense, gli studiosi hanno restituito sembianze e identità a un uomo vissuto circa 4.000 anni fa, durante l’età del Rame, i cui resti furono rinvenuti nell’area megalitica di Aosta.

L’iniziativa, intitolata “Quando l’archeologia guarda negli occhi: la ricostruzione del volto dell’uomo dell’età del Rame”, è stata promossa dal MegaMuseo di Aosta in collaborazione con la società specializzata Arc-Team di Trento.

GUARDA IL VIDEO: Aosta, ricostruito il volto di un uomo di 4.000 anni fa

Un uomo sopravvissuto a due interventi sul cranio

Le analisi antropologiche hanno stabilito che si trattava di un maschio adulto, di età compresa tra i 45 e i 55 anni, vissuto tra il 2500 e il 2200 a.C.

L’aspetto più sorprendente riguarda il cranio, che conserva le tracce di due trapanazioni craniche effettuate in vita e superate con successo. Gli interventi, infatti, non risultarono fatali e l’uomo sopravvisse abbastanza a lungo da mostrare evidenti segni di guarigione ossea.

Particolare del cranio

Questa particolare condizione offre una testimonianza straordinaria delle conoscenze mediche e chirurgiche sviluppate dalle comunità preistoriche dell’Europa alpina.

Dalla scansione 3D al volto

La ricostruzione è stata realizzata attraverso tecniche normalmente impiegate nelle indagini forensi moderne.

Gli specialisti hanno effettuato una scansione tridimensionale del cranio, sulla quale sono stati applicati marcatori statistici relativi allo spessore dei tessuti molli della popolazione europea. Successivamente si è proceduto alla modellazione anatomica di muscoli, pelle e tratti somatici fino ad arrivare alla realizzazione del volto digitale.

La ricostruzione è stata condotta interamente in ambiente digitale open source: scansione 3D del cranio, posizionamento di indicatori dei tessuti molli su base statistica europea, modellazione anatomica e scultura digitale. La calibrazione storica ha restituito al busto l’abbigliamento e gli ornamenti coerenti con il contesto culturale dell’epoca, con riferimento diretto ai reperti conservati nel museo: un volto credibile, fondato su dati osteologici, statistici e storici.

MegaMuseo di Aosta, le prospettive future

In occasione della presentazuione Generoso UrciuoliResponsabile della Direzione attività culturali e scientifiche del MegaMuseo, ha illustrato il contesto scientifico e culturale che ha portato alla scelta di avviare questo percorso di ricerca, raccontando cosa significa oggi restituire un’identità a un individuo preistorico e quali implicazioni questo ha per la comunicazione museale.

Luca Bezzi, co-fondatore di Arc-Team ha presentato nel dettaglio la metodologia adottata: dalle fasi di acquisizione digitale del cranio alla modellazione dei tessuti molli, fino alle scelte operate nella calibrazione storica del risultato finale. Un processo che unisce rigore forense, tecnologia open source e sensibilità storica.

Il MegaMuseo sta, inoltre, portando avanti una serie di collaborazioni scientifiche di ricerca sul proprio patrimonio, sia a livello nazionale che internazionale, con prestigiosi Enti e Università. Tra queste, è in atto una collaborazione con i colleghi archeologi svizzeri del sito gemello di Petit-Chasseur à Sion: i risultati di questa ricerca congiunta verranno presentati in autunno in due convegni internazionali, prestigiosi per lo studio del Megalitismo.

Il MegaMuseo ha un ruolo attivo nel progetto di ricerca dell’università di Ginevra sugli artigiani del Megalitismo intorno al Massiccio del Monte Bianco e si sta concludendo uno studio sui resti umani della Tomba II (Dolmen) riguardante il DNA antico.
Il MegaMuseo ha infine attivato una collaborazione con il Museo Dipartimentale delle Meraviglie di Tenda e con il MUSE di Trento.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Regione Autonoma Valle d’Aosta ✅
#antropologia #Aosta #ArcTeam #archeologia #AreaMegaliticaDiAosta #EtàDelRame #MegaMuseo #notizie #Preistoria #ricostruzioneFacciale #studi #trapanazioneCranica

Pasolini/Mieli, il notturno «Petrolio» e i luminosi «Faraoni», romanzi in parallelo |

#pasolini #libri #letture #studi #cultura

https://share.google/JIkZLDSLXtD5lvWB4

Pasolini/Mieli, il notturno «Petrolio» e i luminosi «Faraoni», romanzi in parallelo | il manifesto

(Alias Domenica) Due romanzi entrambi postumi, uno pubblicato nel 1992 da Einaudi, accompagnato da una nota filologica di Aurelio Roncaglia; l’altro nel 1994 per i tipi della Cooperativa Colibrì e grazie alle cure di Marc de’ Pasquali e di Umberto Pasti, una edizione che tuttavia fu e tuttora resta pressoché clandestina, si potrebbe dire quasi in contumacia.

il manifesto

💀 𝗟𝗲 𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗺𝗮𝘁𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼: 𝗱𝗮𝗶 𝗿𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝘂𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 "𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼" 𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲

Lo studio sulla necropoli romana di La Cona rivela come le ossa cremate possano raccontare rituali funerari e biologia delle comunità antiche.

📷 ©Sapienza Università di Roma
#Archeologia #studi

➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cYC

https://storiearcheostorie.com/2026/05/01/ossa-cremate-antichi-romani-la-cona/?utm_source=mastodon&utm_medium=jetpack_social

ADORO IL GENIO - TRILOGY

Un professore, la sua classe, la rottura di maroni degli esami scritti. Finalmente la storia completa con il terzo ed ultimo episodio. Buona visione!

#adoroilgenio #28aprile #esami #istruzione #formazione #studi #studio #scuola #esame #esami #noia #studenti #cultura #università #comicità #comedy #humor #BritishHumor #distrazione #comicitàinglese #tv #sketch #scenetta #sketches #prof #vídeo #English #reel #reels #trilogy

Ich will Euch jetzt mal eins sagen. Passt mal auf: Wer nie eine 80-seitige Hausarbeit auf einer Schreibmaschine geschrieben hat, weiß überhaupt nichts von der Härte des Lebens... null... garnichts... und kann deshalb auch überhaupt nicht mitreden!
Ich hoffe, das ist jetzt klar!🤨 😉

Reißt Euch also gefälligst demnächst ein bisschen zusammen, wenn Euch mal wieder nach rumjammern ist. 🤣

Meine Bude damals: viel Marx, viel Musik u. Palettenlager statt Bett.

#Uni #Studi #annodunnemals