Federica Zancato on Instagram: "“𝘎𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘳𝘮𝘢𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘮𝘢𝘯𝘰 𝘮𝘢 𝘢𝘳𝘮𝘢𝘵𝘦 𝘪𝘭 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘰”Sandro Pertini 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮! #festadellarepubblica #sandropertini"

7 likes, 1 comments - fedillustration on June 2, 2026: "“𝘎𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘳𝘮𝘢𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘮𝘢𝘯𝘰 𝘮𝘢 𝘢𝘳𝘮𝘢𝘵𝘦 𝘪𝘭 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘰”Sandro Pertini 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮! #festadellarepubblica #sandropertini".

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Today: Fare festa sopra le nuvole: quanto costa l'ultima moda da ricchi

Sebbene negli ultimi anni abbia visto crescere le rotte che collegano Torino con il resto d'Europa, l'aeroporto di Caselle “Sandro Pertini” non è solo quello dei voli low cost o dei charter per la neve. Da un lato infatti Ryanair e affini la fanno da padroni con prezzi stracciati, ma bagagli...

Party Like You're Above the Clouds: How Much Does the Latest Luxury Trend Cost

Despite seeing an increase in routes connecting Turin with the rest of Europe in recent years, the Caselle “Sandro Pertini” airport is not just for budget airlines or ski charter flights. On the one hand, Ryanair and similar companies dominate with incredibly low prices, but luggage...

#Turin #Europe #Caselle #SandroPertini #Ryanair

https://www.today.it/dossier/societa/feste-in-aereo-ultima-moda-ricchi.html

Fare festa sopra le nuvole: quanto costa l'ultima moda da ricchi

Un mercato milionario: dagli aerotaxi a noleggio ai jet privati di imprenditori, sportivi, vip ma anche danarosi turisti che atterrano e decollano da un...

Today

Il Tempo: 25 Aprile, Mattarella “La pace è il senso della Resistenza”

SAN SEVERINO MARCHE (ITALPRESS) – “Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. La pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell'uomo sull'uomo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della Cerimonia dell'81° Anniversario della Liberazione a San Severino Marche. “La Resistenza fu esperienza che ebbe a donare alla Repubblica personalità e classi dirigenti di spessore. Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell'Italia” ha aggiunto il Presidente della Repubblica. “Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D'Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell'indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell'entroterra maceratese – ricorda -, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma – compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”.
foto: ufficio stampa Quirinale
(ITALPRESS).

April 25th, Mattarella “Peace is the meaning of the Resistance”

SAN SEVERINO MARCHE (ITALPRESS) – “The dictatorships that had unleashed World War II had made war rhetoric a value. Against their design, from the deaths among the civilian population, from the fallen soldiers, from the victims of concentration camps, there rose – and continues to rise – a single invocation: peace. Peace for every person. Peace as a right of every people. Peace for every country. This is the meaning of the Resistance. To oppose violence against violence.” Thus, the President of the Republic, Sergio Mattarella, during the Ceremony of the 81st Anniversary of the Liberation in San Severino Marche. “The Resistance was an experience that gave to the Republic personalities and leadership of substance. Eminent figures had to make their lives in these chosen lands, marking their lives at the same time marking the life of Italy.” The President of the Republic added. “Sergeant Major of the Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, who operated in those years in San Benedetto del Tronto and Porto D'Ascoli. A hero of the Republic. Enrico Mattei, protagonist of economic independence and development in the post-war new Italy. His choice took place right here nearby, in Matelica, to later become part of the Command of the Body of Volunteers for Freedom and, in this capacity, to march, together with other commanders, at the head of the victorious partisans on May 5, 1945 in Milan. And in the Marche, in the Macerata hinterland – he recalled – Sandro Pertini, seventh president of our Republic, had the opportunity to operate after escaping from the Regina Coeli prison in Rome – accomplished together with Giuseppe Saragat, fifth president of the Republic.”
photo: Quirinal press office
(ITALPRESS).

#SANSEVERINOMARCHE #WorldWarII #SergioMattarella #SanSeverinoMarche #TheResistance #Italy #Carabinieri #PortoDAscoli #EnricoMattei #Matelica #Milan #Marche #Macerata #SandroPertini #seventh #Republic #Regina #Coeli #GiuseppeSaragat #fifth #Quirinal

https://www.iltempo.it/italpress/2026/04/25/news/25-aprile-mattarella-la-pace-e-il-senso-della-resistenza--47430027/

25 Aprile, Mattarella “La pace è il senso della Resistenza”

SAN SEVERINO MARCHE (ITALPRESS) – “Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della gue...

#memoriastorica La mattina del 25 aprile del 1945 Sandro Pertini, dopo 15 anni di galera fascista, annunciare alla radio l’insurrezione di Milano che segnerà l’inizio della libertà per il popolo italiano: “Cittadini, lavoratori. Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire” (…).

#25aprile #SandroPertini

Era straordinariamente chiaro ❤️❤️ #sandropertini #socialism #presidente #nostalgia #shorts

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#Alfredofacchini

UCCIDETE PLACIDO RIZZOTTO

10 marzo 1948. È sera. Placido Rizzotto, segretario generale della “Camera del lavoro” cittadina, cammina per le vie della sua Corleone, insieme a Ludovico Benigno. Hanno appena lasciato una riunione del partito socialista. I due incontrano, Pasquale Criscione, gabelloto del feudo Drago, vecchia conoscenza di Placido.

Benigno, strada facendo, li lascia per rientrare a casa. A Via Bentivegna, completamente deserta, scatta l’agguato. All’improvviso, Placido, si ritrova circondato da un gruppo di uomini agli ordini del capomafia, Luciano Liggio. Criscione si unisce alla banda. Con la forza lo caricano sulla “Fiat millecento” di Liggio, lo “sciancato”. Destinazione: contrada Malvello. Arrivati, lo trascinano in una fattoria abbandonata. Iniziano le sevizie, fino a fracassargli il cranio. Mezzo morto, i picciotti lo finiscono con tre colpi di pistola. Poi fanno sparire il corpo nella foiba, una ciacca come si dice in dialetto, di Rocca Busambra. E’ il primo caso di “lupara bianca”.

Un bambino, Giuseppe Letizia, sconvolto per avere assistito all’esecuzione del delitto, muore tre giorni dopo il ricovero nell’ospedale diretto dal medico Michele Navarra, boss di Corleone, eminente esponente della Dc locale, riverito dai dirigenti regionali e nazionali del partito. Ha visto quello che non doveva vedere.

“Era il pastorello Giuseppe Letizia, lui vide uccidere e fu ucciso. Aveva 13 anni e la mattina dell’11 marzo fu trovato dal padre febbricitante, nel delirio raccontò di aver visto fare un uomo a pezzi. Disse anche i nomi che i genitori non fecero. Il capo mafia della zona, quello da cui Luciano Liggio a quell’epoca prendeva gli ordini, era il medico Michele Navarra. Quando il ragazzino fu portato in ospedale gli fece una iniezione d’aria che probabilmente provocò un’embolia”. (L’Unità del 25 maggio 2012)

Di fronte all’immobilismo di polizia e carabinieri nel condurre le indagini, Giuseppe Di Vittorio, segretario della “Cgil”, decide di dare un premio di mezzo milione di lire - venti volte lo stipendio medio di un operaio - a chiunque fornisca notizie utili a ritrovare Rizzotto e a scoprire i colpevoli.

Tocca al giovane capitano dei carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa, indagare sul delitto Rizzotto. Un anno dopo vengono arrestati, Vincenzo Collura e Pasquale Criscione. I due mafiosi ammettono le loro responsabilità nel rapimento di Placido e chiamano in causa Luciano Liggio, indicandolo come l’autore dell’assassino del sindacalista.

Ma la mafia è ovunque. Collura e Criscione, davanti ai giudici ritrattano tutto. Affermano che le loro confessioni sono state estorte dai Carabinieri. Il processo si chiude nell’ignominia.

Il 30 dicembre del 1952, la Corte d’Assise di Palermo, assolve tutti gli imputati per insufficienza di prove. Sentenza poi confermata nel processo di appello e in Cassazione nel 1961. E’ Sandro Pertini l’avvocato di parte civile al processo.

Il sindacato manda a Corleone un nuovo dirigente da fuori, si chiama Pio La Torre. Farà una brutta fine anche lui, ucciso, negli anni ’80, per ordine, ancora una volta, dello “sciancato”.

Placido nasce il 2 gennaio del 1914, primo di sette figli. La madre, muore quando lui è ancora un ragazzino. Il padre Carmelo, invece, finisce in manette con l’accusa di essere in odore di mafia. Placido, abbandona gli studi per occuparsi delle cinque sorelle. Scoppia la seconda guerra mondiale. Il servizio militare lo porta nella Carnia, in provincia di Udine. Con l’armistizio dell’otto settembre diserta e si unisce alla Resistenza partigiana, nella banda clandestina del “Gruppo Napoli”.

Nel 1945, torna a Corleone. Due anni dopo viene eletto segretario della “Camera del Lavoro” di Corleone. Si batte per difendere le ragioni dei braccianti vessati dai grandi latifondisti .

“Nel ‘48, a Corleone, c’erano 64 famiglie mafiose con un esercito di 256 picciotti; ma è anche vero che in un paese di 10.000 abitanti, c’erano 2.500 iscritti al sindacato”.

La mafia corleonese, braccio armato dei proprietari terrieri, tenta di intimidire Rizzotto con le buone. Ma Placido non arretra di un centimetro. I latifondisti allora ordinano a Michele Navarra, di passare alle vie di fatto, alla condanna a morte.

Familiari e compagni non hanno mai smesso di invocare giustizia, assieme all’appello a recuperare il corpo di Placido. Solo nel 2008 vengono ritrovati i resti umani del sindacalista in uno strapiombo di Rocca Busambra, certificati dalla prova del “Dna”. Sarà tumulato accanto a Bernardino Verra, eroe del movimento contadino, assassinato dalla mafia nel 1915.

“C'era 'na vota c'era e c'è ancora un contadino ca di Corleone si chiamava Placido Rizzotto e Placido Rizzotto si chiama ancora”.

Alfredo Facchini

#PlacidoRizzotto #Corleone #LucianoLiggio #GiuseppeLetizia #MicheleNavarra #GiuseppeDiVittorio #CarloAlbertoDallaChiesa #PioLaTorre #SandroPertini #10marzo1948

@mafiahistory
@storiedistoria
@zapruder

#Italia #Costituzione #SandroPertini #citazioni #memoria
"E tu?"
In effetti sarebbe ora di crescere, gentile Sandro.
Oggi per @repubblica
Tanti auguri di Buon Compleanno 😊 💯 al nostro amato Presidente: Sandro Pertini! 😊🥳🇮🇹. #sandropertini

@lauren

"A brigante, brigante e mezzo"
(loose translation: "to fight one scoundrel, you need one and a half scoundrels)

This is what you need to fight a fascist according to Sandro Pertini (former President of Italy, the last who actively fought as an anti-fascist partisan in WW2).

#SandroPertini #trump #Fascism #USA #Italy

“Bisogna che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati." Discorso di insediamento di #SandroPertini. Buona #festadellaRepubblica.