Leonardo//thek@: il Museo Galileo e l’Ambrosiana rilanciano la grande biblioteca digitale dedicata a Leonardo da Vinci

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Una nuova fase della ricerca su Leonardo da Vinci prende forma grazie al rinnovo della collaborazione tra il Museo Galileo e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Le due istituzioni hanno firmato un nuovo protocollo scientifico dedicato allo studio, alla valorizzazione e alla digitalizzazione delle fonti leonardiane, con particolare attenzione al celebre Codice Atlantico.

Al centro del progetto c’è lo sviluppo di Leonardo//thek@, una piattaforma digitale considerata oggi uno degli strumenti più avanzati al mondo per la consultazione e l’analisi dei manoscritti di Leonardo da Vinci.

Una biblioteca digitale per entrare nei manoscritti di Leonardo

Leonardo//thek@ nasce da un’idea dello storico della scienza Paolo Galluzzi ed è stata sviluppata dal Museo Galileo con la collaborazione della Biblioteca Ambrosiana, del Royal Collection Trust, della Biblioteca Leonardiana di Vinci e della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

La piattaforma consente di esplorare digitalmente quasi 1200 fogli del Codice Atlantico, corredati da trascrizioni, apparati critici, confronti paleografici e collegamenti con altri manoscritti vinciani.

Museo Galileo e Ambrosiana rilanciano la grande biblioteca digitale dedicata a Leonardo da Vinci: il video

https://youtu.be/6Hc7zckolb0

Grazie a sofisticati strumenti di ricerca, studiosi e appassionati possono interrogare i contenuti testuali e grafici secondo criteri tematici, cronologici e biografici, navigando all’interno del complesso universo creativo di Leonardo.

La nuova svolta: ricostruire virtualmente i taccuini originali

La nuova versione della piattaforma rappresenta un passo decisivo negli studi leonardiani.

Grazie alla collaborazione con il Royal Collection Trust, Leonardo//thek@ integrerà infatti anche i fogli conservati presso la Royal Library di Windsor, nel Regno Unito.

Alla fine del Cinquecento, infatti, lo scultore Pompeo Leoni smembrò numerosi quaderni originali di Leonardo distribuendo i fogli tra il Codice Atlantico oggi custodito a Milano e gli album conservati a Windsor.

Leggi anche: Il Codice Atlantico di Leonardo arriva a Napoli: sei fogli in mostra a Santa Chiara

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La piattaforma permetterà ora di ricomporre virtualmente quei taccuini dispersi, restituendo agli studiosi una visione molto più vicina all’organizzazione originaria del lavoro leonardiano.

Un progetto che unisce tecnologia e studi umanistici

Secondo il presidente del Museo Galileo, Francesco Pavone, la collaborazione con l’Ambrosiana rappresenta un modello di integrazione tra rigore scientifico e innovazione digitale.

Anche Andrea Canova, presidente della Congregazione dei Conservatori della Biblioteca Ambrosiana, ha sottolineato come Leonardo//thek@ apra nuove prospettive internazionali per gli studiosi grazie a strumenti avanzati di accesso e consultazione.

Per Roberto Ferrari, direttore esecutivo del Museo Galileo, la piattaforma costituisce una vera infrastruttura di ricerca condivisa, sviluppata attraverso oltre vent’anni di collaborazioni scientifiche.

Il Codice Atlantico e l’“esoscheletro” di Leonardo

Tra i prossimi sviluppi del progetto vi è anche la digitalizzazione dell’“esoscheletro” del Codice Atlantico, cioè l’album creato da Pompeo Leoni per assemblare i fogli leonardiani ritagliati dai quaderni originari.

Ecco alcune immagini dell'”esoscheletro”:

Le nuove acquisizioni digitali sfrutteranno tecnologie avanzate per studiare materiali, filigrane e caratteristiche fisiche dei supporti manoscritti.

I dati confluiranno all’interno della piattaforma, rendendo Leonardo//thek@ una risorsa ancora più completa per l’analisi delle opere di Leonardo.

Presentazione internazionale a Londra

La nuova versione della piattaforma sarà presentata ufficialmente l’8 giugno presso l’Ambasciata d’Italia a Londra, alla presenza dell’ambasciatore Fabio Cassese e dei rappresentanti delle principali istituzioni coinvolte.

Leonardo//thek@ è ormai considerata una delle infrastrutture digitali più avanzate dedicate ai manoscritti leonardiani, come dimostra anche l’integrazione dei dati del progetto LEOcode coordinato dalla professoressa Margaret Holben Ellis della New York University.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Veneranda Biblioteca Ambrosiana ✅
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