Il rischio di abboccare: come si è cercato di infettare il computer di un giornalista di IrpiMedia - IrpiMedia

A rendere ulteriormente nebulosa questa storia è infine un particolare: nella prima mail, la fonte ha spiegato di avere precedentemente contattato una cronista del Domani, quotidiano con cui collaboro e con cui ho firmato, nel 2025, alcuni articoli sugli scandali giudiziari che hanno coinvolto i vertici di Fratelli d’Italia in Sicilia.

Il contatto – avvenuto via mail, ma non tramite Proton – è stato confermato. Due anni fa, il Domani è finito al centro dell’attenzione per il coinvolgimento di alcuni giornalisti nell’indagine sul cosiddetto caso Striano, il tenente della guardia finanza in servizio alla Direzione nazionale antimafia accusato di effettuare accessi abusivi al sistema informatico.

L’indagine è iniziata dopo un esposto del ministro della Difesa Guido Crosetto, con cui chiedeva alla procura di Roma di indagare sulle fonti delle notizie pubblicate sul proprio conto.

Domani a inizio marzo ha rivelato che Crosetto, a indagine aperta e per il tramite del proprio legale, ha depositato una memoria difensiva per sollecitare la procura a indagare in maniera più approfondita sui giornalisti e individuando nel giornalismo uno strumento di guerra politica.

https://irpimedia.irpi.eu/sorveglianze-phishing-giornalista-typosquatting/

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Il rischio di abboccare: come si è cercato di infettare il computer di un giornalista di IrpiMedia

All’inizio sembrava il contatto di una potenziale fonte dell’Agenzia spaziale italiana. Poi, però, in una conversazione è stato gettato un amo: un link malevolo. Perché? Quali i moventi? Ipotesi su un’esperienza che poteva finire male

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Agenzia Nova: Usa-Iran: Miller, da Teheran "concessioni significative e drastiche"

29 mag 06:45 - (Agenzia Nova) - Il vice capo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller ha commentato i resoconti in merito ai progressi... (Was)

One white and “hidden levels,” Fabio Savi versus his brother: the interview on Quarto Grado.

Torna d'attualità la parabola criminale della «banda della Uno bianca» che tra gli anni '80 e '90 lasciò una scia di sangue e terrore tra Emilia-Romagna e Marche. A Bologna si indaga sulle dichiarazioni di Roberto Savi, ex poliziotto e insieme al fratello Fabio uno dei capi della banda, che a «Belve» ha parlato di una presunta «copertura investigativa» garantita al sodalizio criminale e collegamenti con i servizi segreti. Il fratello Fabio Savi è stato intervistato da Francesca Carollo per lo Speciale carceri in onda questa sera, venerdì 29 maggio, a «Quarto Grado», il programma condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero su Retequattro.

Il detenuto racconta la genesi della banda, dai primi colpi ai caselli autostradali alla spirale di violenza. Parlano di oltre cento rapine a mano armata, con l'uccisione di 24 persone e il ferimento di altre 115, da parte di poliziotti ed ex agenti. Uno choc per il Paese. Sul colpo in armeria a Bologna, nel 1991, citata dal fratello come prova di collegamenti con apparati dello Stato, Savi afferma che si trattò di una rapina finita con due cadaveri a terra. «Entrammo per rubare delle armi», afferma, «poi di quel fatto si sono dette le cose più assurde: complotti e servizi segreti». Gli viene chiesto se ha mai avuto la sensazione di essere protetto da qualcuno. «Protetto da chi? Non c'è nulla. Sono ancora in galera dopo 32 anni». E ancora: «Ho scritto alla Procura chiedendo di essere sentito. Più che assicurare la massima disponibilità e trasparenza non posso fare». Savi esclude «livelli occulti», nega i frequenti viaggi a Roma («i turni del servizio non lo permettevano») e sostiene che «sono stati analizzati tutti i tabulati telefonici fino a 10 anni prima e non è emerso nulla». Ecco ampi stralci dell'intervista in onda stasera:

Lei per anni ha vissuto due vite: meccanico di giorno e membro della Uno Bianca di notte. Ma qual è la verità su Fabio Savi?
«Lo dissi già una volta: dietro all'Uno Bianca c'erano una targa, un paraurti e fanalini».
Per sette anni avete seminato il terrore tra Emilia-Romagna e Marche. Oggi, Savi, che nome dà a quello che avete fatto?
«Follia. Però bisogna partire dall'inizio, perché noi non abbiamo iniziato a compiere rapine così. Io avevo un'attività aperta con sacrificio, avevo raggiunto il mio sogno, lavoravo per una nota casa motociclistica. Poi in un brutto mese vidi una busta nella cassetta della posta: mi comunicavano che avevano ottenuto dal tribunale l'amministrazione controllata per quattro anni. Tutti i pagamenti congelati. Io avevo rate da pagare, cambiali in scadenza. Improvvisamente mi ritrovai coperto di debiti per comprare attrezzature e pezzi. Non so quella volta quanto piansi».
La prima rapina, quella al casello di Pesaro: pensava fosse l'ultima?
«Sì. Però poi non era venuto nessuno a prendermi. E allora ho pensato: magari una seconda si potrebbe fare».
Quando capisce che non è più un'azione sporadica ma sta diventando qualcosa di più grande?
«Non molto tempo dopo. Quando le rapine aumentate, e il denaro arrivava sempre di più, si è fatto sempre più difficile controllare la situazione…»

#FabioSavi #QuartoGrado #Emilia #Bologna #RobertoSavi #alfratelloFabio #IlfratelloFabioSavi #FrancescaCarollo #Sulcolpo #Protettodachi #Procura #Piùche #Bianca #Improvvisamentemi #Peròpoi #Quando

https://www.iltempo.it/attualita/2026/05/29/news/banda-della-uno-bianca-fabio-savi-contro-il-fratello-intervista-quarto-grado-47925498/

Banda della Uno bianca e "livelli occulti", Fabio Savi contro il fratello: l'intervista a Quarto Grado

Torna d’attualità la parabola criminale della « banda della Uno bianca » che tra gli anni ’80 e ’90 lasciò...

Picchiò rivale fuori l’ospedale di Aversa: Procura riapre il caso, si indaga per omicidio

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte di Jamal Lamahouri, il 37enne marocchino aggredito ad Aversa a febbraio 2025

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Giovane carabiniere morto in caserma, i genitori convocati in Procura

La Procura di La Spezia accelera le indagini sulla morte del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, 25 anni, originario di Curti nel Casertano

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Primo piano ANSA - ANSA.it: Donna scomparsa con i figli: trovate più lettere, si pensa al suicidio

Lo conferma la Procura di Piacenza: "Un momento delicato, serve riserbo"

Missing woman with children: found more letters, suicide suspected

The Procura of Piacenza confirms: “A delicate moment, secrecy is needed.”

#Procura

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/05/11/donna-scomparsa-con-i-figli-trovate-piu-lettere-si-pensa-al-suicidio_aac01ca7-2369-491b-96cf-f58783210fc4.html

Donna scomparsa con i figli: trovate più lettere, si pensa al suicidio - Notizie - Ansa.it

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Agenzia ANSA
Omicidio Vassallo, fondazione: "Ricorso Procura conferma che ricerca verità non si ferma"

La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Salerno, in accordo con

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"Ha ucciso da solo Chiara Poggi" | Delitto Garlasco, Procura convoca Andrea Sempio per un interrogatorio

(Adnkronos) | “Ha ucciso da solo Chiara Poggi”. Andrea Sempio per la Procura di Pavia è l’unico indagato nella nuova

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Muore dopo una tac alle coronarie: indaga la procura

La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sul decesso di un uomo di 76 anni di Corsano, lo scorso 29

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Torino: 18 condanne per il corteo di solidarietà ad Alfredo Cospito

di Rita Rapisardi* Sentenza di primo grado per i disordini del 2023. Cade l’ipotesi «devastazione», riqualificato in danneggiamento aggravato il reato più grave contestato Caduti devastazione e saccheggio, riconosciuti invece …

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Flotilla, la procura di Roma indaga Israele per tortura Punto di svolta nell’inchiesta sull’assalto alla Global Sumud Flotilla: i pm vogliono chiedere a Tel Aviv i nomi dei militari coinvolti nel sequestro delle imbarcazioni e nelle violenze contro gli attivisti diretti a Gaza https://www.osservatoriorepressione.info/flotilla-la-procura-di-roma-indaga-israele-per-tortura/ 👉 Iscriviti e sostieni l’Osservatorio Repressione 👉 Segui @ossrepressione

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