L'Unità: Il tributo a Marco Pannella di Nessuno tocchi Caino

“Nessuno tocchi Caino” ha celebrato i dieci anni dalla morte di Marco Pannella inaugurando la sua nuova sede a Roma a via della Panetteria, due passi da Fontana di Trevi, e proprio di fronte al palazzo dove abitava marco Pannella. La celebrazione è consistita in un incontro che è durato 10 ore e durante il quale hanno parlato decine di persone. Per i dirigenti dell’associazione, Rita Bernardini, Presidente, Sergio D’Elia, Segretario ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriere, “la ‘panetteria’ è stata il forno che ha sfornato sempre un pane buono che ha dato da mangiare agli affamati, la fonte da cui è sgorgata un’acqua cristallina che ha dato da bere agli assetati. La fame di amore e conoscenza, la sete di giustizia e libertà. Proseguiremo insieme a lui, ad affermare che non bisogna mai distogliere lo sguardo dal carcere: il luogo dove vive la comunità penitenziaria, quell’umanità sofferente che Marco ha forse amato più di ogni altra, composta da detenuti e da coloro che, come li chiamava lui, sono i detenenti“.
Tra gli latri hanno partecipato all’iniziativa il sindaco Roberto Gualtieri, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Vice Ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato, Giorgio Mulé, Vicepresidente della Camera, Fabio Pinelli, Vicepresidente del CSM, Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e i parlamentari Tommaso Calderone (FI), Lorenzo Cesa (NM), Stefania Craxi (FI), Ilaria Cucchi (AVS), Benedetto Della Vedova (+Europa), Maria Chiara Gadda (IV), Roberto Giachetti (IV), Riccardo Magi (+Europa), Simonetta Matone (Lega), Andrea Orsini, Emanuele Pozzolo, Matteo Renzi, Ivan Scalfarotto e Marco Scurria (FdI), C’erano anche Paolo Liguori, Piero Sansonetti, Davide Varì, Erri De Luca, scrittore, traduttore del passo biblico da “Nessuno uccida Caino” a “Nessuno tocchi Caino”, Luigi Manconi, Barbara Palombelli, Emma Bonino, Claudio Martelli, Francesco Petrelli, Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, Andrea Pugiotto, Gian Domenico Caiazza.

Homage to Marco Pannella, “No One Touches Cain”

“Nessuno tocchi Caino” celebrated the ten years since the death of Marco Pannella, inaugurating its new headquarters in Rome at Via della Panetteria, two steps from the Trevi Fountain, and directly opposite the building where Marco Pannella lived. The celebration consisted of a meeting that lasted 10 hours and during which dozens of people spoke. For the association’s directors, Rita Bernardini, President, Sergio D’Elia, Secretary, and Elisabetta Zamparutti, Treasurer, “the ‘panetteria’ was the oven that always produced good bread that fed the hungry, the source from which a crystal-clear water flowed to quench the thirsty. The hunger for love and knowledge, the thirst for justice and freedom. We will continue together with him, to affirm that one must never turn away from the prison: the place where the prison community lives, that suffering humanity that Marco perhaps loved more than anything else, composed of prisoners and those who, as he called them, are detainees.”

Among the participants in the initiative were Mayor Roberto Gualtieri, President of the Senate Ignazio La Russa, Vice Minister of Justice Francesco Paolo Sisto, Anna Rossomando, Vice President of the Senate, Giorgio Mulé, Vice President of the Chamber of Deputies, Fabio Pinelli, Vice President of the CSM (Counsel of the Magistracy), Giovanni Melillo, Prosecutor General for Organized Crime and Terrorism, and parliamentarians Tommaso Calderone (FI), Lorenzo Cesa (NM), Stefania Craxi (FI), Ilaria Cucchi (AVS), Benedetto Della Vedova (+Europe), Maria Chiara Gadda (IV), Roberto Giachetti (IV), Riccardo Magi (+Europe), Simonetta Matone (Lega), Andrea Orsini, Emanuele Pozzolo, Matteo Renzi, Ivan Scalfarotto, and Marco Scurria (FdI). Paolo Liguori, Piero Sansonetti, Davide Varì, Erri De Luca, writer and translator of the biblical passage from “Nessuno uccida Caino” to “Nessuno tocchi Caino”, Luigi Manconi, Barbara Palombelli, Emma Bonino, Claudio Martelli, Francesco Petrelli, President of the Union of Italian Penal Chambers, Andrea Pugiotto, Gian Domenico Caiazza were also present.

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https://www.unita.it/2026/05/20/il-tributo-a-marco-pannella-di-nessuno-tocchi-caino/

L'Unità: 25 aprile e libertà di stampa, a Roma manifestazione del Partito Radicale contro le querele temerarie

Il Partito Radicale in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione del 25 aprile ha organizzato una manifestazione a Roma sulla libertà di stampa a sostegno di Unità e Riformista, giornali bersagliati dalle querele temerarie. L’iniziativa svolta a in viale Castro Pretorio ha denunciato in particolare la pratica delle querele temerarie, usate per colpire giornalisti, redazioni ed editori con azioni giudiziarie spesso infondate o sproporzionate.
Le querele bavaglio non incidono solo sui processi. Possono produrre costi legali, richieste di risarcimento e pressioni economiche tali da condizionare il lavoro giornalistico. Il risultato è che molte redazioni evitano inchieste e articoli su soggetti capaci di reagire in tribunale. Cristiana Pugliese discute di questi temi con Aldo Torchiaro, giornalista de “Il Riformista” che ha spiegato il meccanismo economico che può mettere in difficoltà i giornali: “Di querele temerarie si muore. I giornali sono oggi il pungiball che viene bersagliato da querele, soprattutto fatte da, chiamiamoli così, potenti: grandi studi legali mossi da grandi imprese, da uomini politici importanti e da magistrati, alti magistrati”. Il problema, spiega Torchiaro, riguarda l’intero sistema dell’informazione: “Le spese e le condanne in sede civile e in sede penale fanno chiudere i giornali. E allora non è un problema di Aldo Torchiaro, di Piero Sansonetti o dell’editore Alfredo Romeo, che pubblica Riformista e Unità: è un problema diffuso”.
La conseguenza diretta è l’autocensura: “Il giornalista si autocensura. Decide che non è prudente scrivere di magistrati o potenti e decide di scrivere di altro, decide di non scrivere”. Sulla direttiva europea del 2024 contro le querele bavaglio, Torchiaro sottolinea il ritardo italiano: “Il Governo non ha messo in agenda i decreti attuativi necessari a recepire la direttiva e questo anche perché la stessa opposizione non ha mai protestato, non ha mai voluto calendarizzare”.

April 25th and freedom of the press, Rome demonstration by the Radical Party against reckless lawsuits.

The Radical Party organized a demonstration in Rome on April 25th, the Liberation Day, in support of freedom of the press, specifically in aid of Unità e Riformista newspapers, which were targeted by frivolous lawsuits. The initiative, held on via Castro Pretorio, particularly denounced the practice of frivolous lawsuits, used to strike journalists, editorial offices, and publishers with judicial actions often unfounded or disproportionate.

These “gag” lawsuits don’t just affect legal proceedings. They can generate legal costs, claims for compensation, and economic pressures that can condition journalistic work. As a result, many editorial offices avoid investigations and articles on subjects capable of reacting in court. Cristiana Pugliese discussed these issues with Aldo Torchiaro, a journalist from “Il Riformista,” who explained the economic mechanism that can put newspapers in difficulty: “Frivolous lawsuits are fatal. Newspapers are today the punching bag that is targeted by lawsuits, especially those made by, let’s call them, the powerful: large law firms brought by large corporations, important political figures, and judges, high-ranking judges.” Torchiaro explained that the problem concerns the entire information system: “Expenses and sentences in civil and criminal proceedings close down newspapers. And this is not a problem of Aldo Torchiaro, of Piero Sansonetti, or of editor Alfredo Romeo, who publishes Riformista and Unità: it is a widespread problem.”

The direct consequence is self-censorship: “The journalist self-censors. He decides that it is not prudent to write about judges or powerful figures and decides to write about something else, decides not to write.” Regarding the European Directive of 2024 against “gag” lawsuits, Torchiaro highlights the Italian delay: “The Government has not put the implementing decrees on the agenda necessary to receive the directive, and this is also because the opposition has never protested, has never wanted to calendarize it.”

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https://www.unita.it/2026/04/25/25-aprile-e-liberta-di-stampa-a-roma-manifestazione-del-partito-radicale-contro-le-querele-temerarie/

25 aprile e libertà di stampa, a Roma manifestazione del Partito Radicale contro le querele temerarie

Il Partito Radicale in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione del 25 aprile ha organizzato una manifestazione a Roma sulla libertà di stampa a sostegno di Unità e Riformista, giornali bersagliati dalle querele temerarie. L’iniziativa svolta a in viale Castro Pretorio ha denunciato in particolare la pratica delle querele temerarie, usate per colpire giornalisti, […]

L'Unità

Il Tempo: Sansonetti: "Ora sono preoccupato, il potere delle toghe è spropositato"

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia una cosa è certa: per anni sarà impossibile riformare uno dei poteri fondamentali dello stato. Un referendum che rappresenta la prima sconfitta del governo di Giorgia Meloni. Ma la politica qui c'entra poco, spiega Piero Sansonetti, ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica su Rete 4. "Io non sono molto preoccupato per il Governo, l'Anm è sempre stato un soggetto politico, ha condizionato i governi di destra e di sinistra, ha fatto cadere tutte le riforme della giustizia con Mastella, con Prodi...", osserva il direttore de l'Unità. 

"Io sono preoccupato per la società", tira le somme Sansonetti che cita i dati di quanti arrestati - non indagati, si badi bene - e quindi finiti in carcere o ai domiciliari finiscono per essere dichiarati innocenti. "Sono mille all'anno". Quello dei giudici "è un potere spropositato di fronte al quale noi ci trovavamo, è l'unico potere che è in grado di levarmi la libertà e i soldi. Solo i magistrati possono farlo", è l'amara conclusione del giornalista.

Sansonetti: "Now I’m worried, the power of the robes is excessive.”

Following the victory of No in the referendum on justice, one thing is certain: for years it will be impossible to reform one of the fundamental powers of the state. A referendum that represents the first defeat of Prime Minister Giorgia Meloni’s government. But politics here has little to do with it, explains Piero Sansonetti, guest of Nicola Porro on Quarta Repubblica on Rete 4. “I’m not very worried about the Government; the Anm has always been a political subject, it has conditioned governments of the right and of the left, it brought down all judicial reforms with Mastella, with Prodi…”, observes the editor of *l’Unità*.

“I am concerned about society,” Sansonetti sums up, citing the data on how many people arrested – not investigated, note well – and therefore ending up in prison or under house arrest, end up being declared innocent. “It’s a thousand a year.” The judges’ “is a disproportionate power in the face of which we found ourselves, it’s the only power that can take away my freedom and my money. Only the magistrates can do that,” concludes the journalist, bitterly.

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https://www.iltempo.it/personaggi/2026/03/30/news/quarta-repubblica-piero-sansonetti-ora-sono-preoccupato-magistrati-potere-47062482/

Quarta Repubblica, Sansonetti: "Ora sono preoccupato, il potere delle toghe è spropositato"

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia una cosa è certa: per anni sarà impossibile riformare uno dei poteri fondamentali ...

Il Tempo: Sansonetti: "Ha vinto il partito delle Procure, ho paura". Che succede ora

A Quarta Repubblica vanno in scena le immagini dei magistrati di Napoli in festa per la vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia, cantando Bella ciao e cori contro Giorgia Meloni. Che succede ora alla giustizia? "Si è rafforzato il partito delle procure, questo è un problema", afferma Piero Sansonetti ospite di Nicola Porro nel programma in onda lunedì 23 marzo su Rete 4. 

"L'abbiamo visto anche in queste scenette che ci hai fatto vedere te, questo è un problema", continua il giornalista che ammette: "Io naturalmente  non amo la Meloni, sono contento che abbia perso, però non sono contento che abbia vinto il partito delle procure e ho paura di un partito delle procure più forte ancora di quello che era". Insomma, su separazione delle carriere e autoregolamentazione delle toghe non cambia nulla. Sansonetti poi invita a porre l'attenzione su un dato: "Dodici milioni di Sì sono tanti, e dicono: 'dovete riformare la giustizia'".

Sansonetti: "The Prosecutor's Party has won, I'm afraid." What happens now?

The Fourth Republic sees the images of Naples magistrates celebrating the victory of No to the referendum on judicial reform, singing "Bella Ciao" and chants against Giorgia Meloni. What happens now with the justice system? “The party of the public prosecutors has been strengthened, this is a problem,” says Piero Sansonetti, guest of Nicola Porro on the program airing Monday, March 23rd on Rete 4.

“We’ve seen this in these little plays you’ve shown us, this is a problem,” continues the journalist who admits: “I naturally don’t love Meloni, I’m happy she lost, but I’m not happy she won the party of the public prosecutors and I’m afraid of a public prosecutor’s party even stronger than it is now.” Basically, nothing changes regarding separation of duties and the self-regulation of judges. Sansonetti then invites attention to a figure: “Twelve million Yeses are many, and they say: ‘you need to reform the justice system.’”

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https://www.iltempo.it/personaggi/2026/03/23/news/referendum-quarta-repubblica-piero-sansonetti-ha-vinto-il-partito-delle-procure-ho-paura-46956223/

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La "dipendenza" dell'Agcom. Nessun controllo sulla par condicio nella campagna referendaria - Articolo21

Ci aspettiamo che l’Autorità sappia essere all’altezza dei suoi compiti e adotti provvedimenti immediati di riequilibrio

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Matteo Renzi è il nuovo direttore del Riformista, ma resta senatore

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Ora la magistratura vuole orientare anche la ricerca storica

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