Pourquoi, dans ce temps d’ombre misérable, des poètes ?
Pourquoi, dans ce temps d’ombre misérable, des poètes ?
domani, 11 giugno, alberto d’amico e alessandra tantillo allo studio campo boario: mostra fino al 20 giugno
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Obladì obladà
Alberto D’Amico / Alessandra Tantillo
a cura di Matteo Di Castro
opening
giovedì 11 giugno, ore 18:00
Studio Campo Boario
Viale Campo Boario, 4A Roma
fino al 20 giugno 2026
su appuntamento
E: [email protected]
I: studio_campo_boario
M: +39 3473001393
Ob-La-Di, Ob-La-Da è il titolo originale della canzone scritta da Paul McCartney nel 1968 e inclusa nel White Album dei Beatles.
Obladidà obladà è invece il titolo scelto per la mostra che presenta i lavori di Alberto D’Amico e Alessandra Tantillo a Studio Campo Boario, dall’11 al 20 giugno.
I Beatles non sono il contenuto esclusivo di questa doppia personale, ma lo spunto iniziale e la cornice condivisa con cui guardare alle creazioni più o meno recenti dei due artisti.
D’Amico interviene su Sgt Peppers (sulla copertina, ma soprattutto sui quattro ritratti fotografici che campeggiano nella doppia facciata interna dell’album) per comporre un variegato campionario di figure travestite, mascherate, truccate, ma soprattutto: acconciate, imparruccate.
Dal taglio ancora un po’ “alla paggetto”, che accomuna il look di John, Paul, Ringo e George, si passa alle capigliature e alle maschere più bizzarre o melodrammatiche di altri volti del mondo dello spettacolo: da Totò a Corrado Guzzanti, da Miguel Bosé a Roman Polanski, da Divine a Moira Orfei. “Perché, in fondo”, scrive l’artista stesso, “ogni identità assomiglia a una parrucca. Alcune sono semplicemente incollate meglio di altre”.
Meno lineare è il filo che lega le opere in mostra di Alessandra Tantillo. Anche lei muove dal legame affettivo e dalla suggestione visiva esercitata dagli album dei Beatles. La sua è non solo devozione, reiterata e rivisitata, alle quattro icone, ma messa fuoco, riquadratura, di quei loro prodotti-oggetti (i dischi) divenuti presto forme familiari del paesaggio domestico.
Possiamo dunque ripercorre la sua pittura partendo da queste forme isolate (vinili, audiocassette, libri) per poi inoltrarci negli interni, in cui le sagome e i colori degli arredi paiono mantenere un primato strutturale, identitario, rispetto alla figura umana.
Quest’ultima tuttavia si è conquistata a sua volta, da subito, nel lavoro di Alessandra Tantillo, un’autonomia rimarcata, proprio in qualità di impronta, sagoma, silhouette.
Anche se i nomi riconosciuti, i volti riconoscibili, sono meno presenti nelle sue opere in mostra, vale la pena citare quello di Patti Smith, protagonista di un acrilico del 2026 che prende il titolo da un’ affiche del 68 francese che compare all’angolo del quadro: La beauté est dans la rue.
La bellezza, si, è anche in strada, e non da oggi: nelle scritte sui muri, nei graffiti, nei cartelli pubblicitari, nei segnali stradali. E non da oggi tocca soprattutto agli artisti riconoscerla. Come quella, più metafisica che pop, che circonda l’insegna del Caffè Tevere.
Estou a ler o último livro da Patti Smith (deusa) e é daqueles tão bons que:
1. Não queremos que acabe, lê-se devagarinho;
2. Vamos tão embalados e envolvidos na história relatada que 10 páginas parecem 50.
Maravilhoso. Do alto da minha arrogância literária afirmo que será das melhores leituras do ano.
#PattiSmith #leituras #livros #bookstodon #books #paodeanjos
Catholic Boy (1980) is the debut album by The Jim Carroll Band, led by Jim Carroll...
In The Guardian, Alastair Harper opined, "In my mind, Carroll will always be the creator of one of the most underrated albums of all time. 1980's Catholic Boy seems to be New York's missing musical link between drugged-out beat-clown acts such as the Holy Modal Rounders and the darker sound of Richard Hell. It has 60s style Spector-ish songs like 'Day and Night', lyrics about girls staying in bed to read Raymond Chandler, synthy love songs to the city and a lot of Raw Power-style garage rock. Carroll's sound walked the line between the coming precision of new wave and the scruffiness of 1975 - Wikipedia
https://www.youtube.com/watch?v=mq9PPcjYs3k
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#PattiSmith & the late #FredSmith (her husband)

#Punkrock ist die #Freiheit zu #kreieren, die Freiheit, #erfolgreich zu sein, die Freiheit, nicht erfolgreich zu #sein, die Freiheit, wer du bist. Es ist Freiheit.
(Patti #Smith)
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🎵 Patti Smith - Because the Night
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49 years ago today
Patti Smith performs at CBGB on June 5, 1977 wearing a neck brace after falling off a stage and breaking her neck.
Photo by Charlie Steiner
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