Agi: Operai-schiavi per il consolato americano. Blitz dei carabinieri
AGI - Una manodopera "comprata" per 500mila rupie, poco più di 4500 euro, che un'agenzia interinale con sede a Nuova Delhi avrebbe ricevuto per spedire in Italia operai da mandare sui ponteggi, da usare nel cantiere, da sfruttare per turni massacranti. Il riposo settimanale ridotto al minimo, gli orari di lavoro prolungati oltre il consentito e le paghe lontanissime dai contratti collettivi. Schiavi ridotti in povertà assoluta.
Dietro i ponteggi della nuova e imponente sede del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America in piazzale Accursio, a Milano, si nascondeva un sistema di moderno caporalato. I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, su delega dei pm Paolo Storari e Mauro Clerici, hanno fatto scattare un controllo d'urgenza nei confronti della divisione italiana della Caddell Construction, colosso edile incaricato di realizzare l'opera pubblica. E le verifiche hanno portato alla luce una situazione diffusa di sfruttamento della manodopera.
Condizioni di sfruttamento
I lavoratori, privati dei diritti più elementari, sarebbero "sfruttati attraverso la palese e reiterata violazione della normativa in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, riposo settimanale e attraverso la corresponsione di retribuzioni in palese contrasto con la contrattazione collettiva".
Operai coinvolti
A pagare il prezzo più alto di questo meccanismo di sottomissione sono operai e carpentieri, per lo più di origine indiana. Il quadro emerso dagli accertamenti è spietato: "dopo essere stati assunti" tramite un'agenzia interinale con sede a Nuova Delhi dietro il pagamento di circa 500.000 rupie, "sono stati fatti arrivare, attraverso distacco, in Italia per la realizzazione del Consolato americano a Milano, dove venivano sfruttati corrispondendo loro retribuzioni palesemente difformi dalla contrattazione collettiva e notevolmente inferiori alla soglia di povertà".
Slave workers for the American consulate. Carabinieri raid.
AGI - A workforce “bought” for 500,000 rupees (just over 4,500 euros), that an agency with headquarters in New Delhi received to send workers to Italy to be used on scaffolding, to be used in the construction site, to be exploited for grueling shifts. Weekly rest reduced to a minimum, working hours prolonged beyond what was permitted, and wages far removed from collective agreements. Slaves reduced to absolute poverty.
Behind the scaffolding of the new and imposing headquarters of the General Consulate of the United States of America on Accursio Square, in Milan, a system of modern labor trafficking was hidden. Carabinieri (military police) of the Labor Inspectorate, on the delegation of prosecutors Paolo Storari and Mauro Clerici, triggered an urgent check against the Italian division of Caddell Construction, a major construction company tasked with carrying out the public works project. And the checks revealed a widespread exploitation of labor.
Conditions of Exploitation
The workers, deprived of basic rights, were “exploited through the blatant and repeated violation of regulations regarding working hours, rest periods, weekly rest, and through the receipt of wages clearly contrary to collective bargaining.”
Workers Involved
The price paid for this system of submission is being paid by workers and carpenters, mostly of Indian origin. The picture emerged from the investigations is ruthless: “after being hired” through an agency with headquarters in New Delhi at a cost of approximately 500,000 rupees, “they were brought, through a temporary assignment, to Italy to carry out the American Consulate in Milan, where they were exploited by receiving wages clearly different from the collective agreement and significantly below the poverty line.”
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https://www.agi.it/cronaca/news/2026-05-29/milano-caporalato-consolato-usa-37292400/







