Dal 12 al 14 giugno al Next Emerson di Firenze ci sarà l’appuntamento 2026 di Hackmeeting, raduno delle controculture digitali italiane, una tre giorni di “seminari, giochi, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo, per analizzare assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente”. Il programma è già ricchissimo di laboratori, discussioni e presentazioni che vanno dal muovere i primi passi con linux alle analisi di cybersecurity, dagli approcci critici e di autodifesa dall’IA fino alle corporeità cyborg. Altri eventi si stanno aggiungendo in questi ultimissimi giorni e il programma continua a riempirsi.
@morloi e io – collegandoci al tema di quest’anno, l’ansia – abbiamo proposto il progetto Sulla stessa frequenza, un laboratorio teorico-pratico per la creazione di un podcast/audiodocumentario collettivo sull’ansia, sugli esaurimenti e sulle stanchezze che viviamo quotidianamente, per resistere all’imperativo performativo del video, ridurre l’uso di banda – connettiva ed emotiva – e stare lontani da big tech. Purtroppo, per questioni personali, Morloi alla fine non potrà essere a Firenze, ma l’idea di creare un percorso di narrazione collettiva, ovviamente, rimane.
È parecchio tempo che ragiono su questi temi: l’album che ho pubblicato a inizio 2025, la matière même du temps, parla proprio di stanchezze, ansie, depressioni, del sentimento di fallimento a cui la società in cui viviamo ci spinge, perché non prende mai in causa le ragioni strutturali, sistemiche del nostro sentire, riducendo il tutto alla sfera individuale. Come sosteneva Mark Fisher, trasformare queste depressioni, queste ansie in rabbia capace di agire collettivamente è un’azione politica necessaria. Dal precedente progetto radiofonico 20 Hertz, nato al tempo dei primi confinamenti per la pandemia di Covid-19, ho recuperato l’idea di una narrazione a più voci: è importante capire che non siamo soli nel nostro sentire e che, anzi, condividerlo ci aiuta a spezzare l’individualismo che caratterizza il nostro tempo e a costruire narrazioni collettive. Serve non solo a farci sentire parte di una comunità più ampia, ma è utile anche per interrompere gli automatismi di pensiero e quelli digitali, e guardare a un orizzonte più ampio, condiviso.
Alle 11 di mattina di sabato 13 faremo una prima chiacchierata collettiva, dopodiché creeremo una postazione con microfono e computer in modo che chiunque voglia, possa raccontare il suo vissuto di ansia, di stanchezza, di fatica. Poi si passerà alla fase di montaggio (compatibilmente con la quantità di voci raccolte e il tempo disponibile per lavorarci su) per costruire un audiodocumentario corale, da diffondere su radio e piattaforme indipendenti.
Ci vediamo ad Hackmeeting!
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