#LetReportersIntoGaza | Según datos de RSF, más de 210 periodistas han sido asesinados por el ejército israelí en la Franja de Gaza en casi 23 meses de operaciones militares. Al menos 56 fueron blanco deliberado por ser periodistas o murieron en el ejercicio de su labor. https://rsf.org/es/m%C3%A1s-de-210-periodistas-asesinados-en-gaza-rsf-y-avaaz-llaman-los-medios-de-todo-el-mundo-una
Más de 210 periodistas asesinados en Gaza: RSF y Avaaz llaman a los medios de todo el mundo a una movilización mediática a gran escala el 1 de septiembre

Más de 250 medios de comunicación de unos 70 países han anunciado ya su adhesión a la movilización mediática a gran escala prevista para el 1 de septiembre, convocada conjuntamente por Reporteros Sin Fronteras (RSF) y el movimiento ciudadano mundial Avaaz. Ambas organizaciones y los medios que secundan su llamamiento denuncian los crímenes perpetrados por el ejército israelí contra los reporteros palestinos con total impunidad, piden su protección y evacuación urgente y exigen un acceso independiente de la prensa internacional al enclave palestino.

“Single Shots to the Head”: U.S. Veteran, Volunteer Surgeon Sees “Extermination of a People” in Gaza
Dr Gallagher sees up to 400 patients a day, about 40% under the age of 20. This week she saw six children killed with gunshot wounds to the head.
War Criminal Netanyahu announced a fourth visit to the WH this after the U.N. General Assembly
#LetReportersIntoGaza #LetGazaBabiesLive #Gazagenocide #NetanyahuWarCriminal #IsraelTerroristState #Israeli_war_crimes https://www.democracynow.org/2025/9/17/gaza_update
“Single Shots to the Head”: U.S. Veteran, Volunteer Surgeon Sees “Extermination of a People” in Gaza

As Israel continues its full-fledged military ground invasion of Gaza City, Democracy Now! speaks with Kathleen Gallagher, a U.S. military veteran and general surgeon currently volunteering in Gaza, who describes the scene on the ground from Nasser Hospital in Khan Younis. Gallagher says she sees up to 400 patients a day, about 40% of whom are under the age of 20. This week she reports seeing six children killed with gunshot wounds to the head. After volunteering in Honduras and Ukraine, “This is worse than anything I’ve ever seen,” Gallagher says.

Democracy Now!
Occupied Palestine (QNN)- Fascist US Secretary of State Marco Rubio described Palestinians as “barbaric animals” and claimed that everything began on October 7, ignoring 77 years of Israeli occupation of Palestine, more than six major assaults on Gaza, and a years-long siege and genocide https://qudsnen.co/marco-rubio-calls-palestinians-barbaric-animals-claims-everything-began-with-october-7-operation/. #IsraelTerroristState #LetReportersIntoGaza #LetGazaBabiesLive
Marco Rubio Calls Palestinians ‘Barbaric Animals,’ Claims Everything Began with October 7 Operation

Occupied Palestine (QNN)- US Secretary of State Marco Rubio described Palestinians as “barbaric animals” and claimed that everything began on October 7, ignoring 77 years of Israeli occupation of Pale

Quds News Network
[성명] 가자지구에서 이스라엘군이 계속 기자를 살해한다면, 당신에게 뉴스를 전할 이가 아무도 남지 않을 것이다 At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed #ProtectJournalistinGaza #LetReportersintoGaza #가자지구언론인보호 #기자를가자지구로 www.snujn.com/71528

Gaza. Ossigeno protesta contro l’uccisione dei giornalisti insieme a 150 giornali di 50 paesi

Il 1 settembre pubblicherà un banner che contiene un appello a Israele per proteggere i cronisti e per lasciare entrare nella Striscia gli inviati stranieri

Ossigeno per l’Informazione aderisce all’iniziativa di 150 testate giornalistiche internazionali, di oltre cinquanta paesi, di lanciare il 1° settembre prossimo una campagna mediatica per condannare le uccisioni dei giornalisti palestinesi da parte dell’esercito israeliano; chiedere la protezione dei giornalisti di Gaza o l’evacuazione di emergenza di quanti la chiedano; chiedere che alla stampa estera venga garantito un accesso indipendente alla Striscia.

La campagna – coordinata da Reporter Senza Frontiere (RSF) e dal movimento globale Avaaz – prevede che le edizioni del primo settembre dei media aderenti escano con pagine o banner neri e il seguente messaggio:

Al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenervi informati. #Protezione per i giornalisti a Gaza #Si lasci entrare i reporter a Gaza.

Questo il testo originale in inglese: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed.” #ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza

Ossigeno si è fatto interprete delle stesse richieste già nei mesi scorsi (leggi). Ora evidenzierà la sua adesione sia sul proprio sito web www.ossigeno.info sia su quello dedicato ai giornalisti italiani uccisi dalle mafie, dal terrorismo e nelle zone di guerra, intitolato Cercavano la verità www.giornalistiuccisi.it. Ossigeno rivolge un appello a tutti i media e alle organizzazioni dei giornalisti affinché aderiscano anch’essi alla iniziativa di lunedì prossimo 1 settembre.

L’operazione mediatica coordinata giunge pochi giorni dopo gli ultimi attacchi mortali dell’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia. Il 25 agosto, uno di questi attacchi ha colpito un edificio nel complesso medico di al-Nasser, nel centro di Gaza, un noto luogo di lavoro per i giornalisti, uccidendo cinque reporter e membri dello staff di testate giornalistiche locali e internazionali come Reuters e Associated Press. Due settimane prima, la notte del 10 agosto, un attacco israeliano aveva ucciso sei giornalisti, tra i quali il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif, che era l’obiettivo designato.

Nel frattempo, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto un’indagine indipendente sull’uccisione dei cinque colleghi di lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Un rapporto militare preliminare israeliano affermava che “sembra” che una telecamera di Hamas fosse l’obiettivo dell’attacco e nominava sei “terroristi eliminati durante l’attacco” – nessuno dei quali era tra i cinque giornalisti uccisi.

“Il rapporto iniziale di Israele lascia molte più domande che risposte e non spiega perché un carro armato israeliano abbia aperto il fuoco contro l’operatore della Reuters Hussam Al-Masri e la telecamera visibile in diretta dell’agenzia di stampa che aveva ripreso da quella posizione quotidianamente per diverse settimane”, ha dichiarato l’amministratore delegato del CPJ Jodie Ginsberg. “Né spiega perché i primi soccorritori, inclusi altri giornalisti, siano stati presi di mira in un apparente attacco cosiddetto “doppio colpo” nello stesso luogo. La natura indiscriminata e sproporzionata dell’attacco richiede che questo incidente venga indagato come un apparente crimine di guerra”.

Secondo i dati di RSF, più di 210 giornalisti sono stati uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza in quasi ventitré mesi di operazioni militari israeliane nei territori palestinesi. Almeno cinquantasei di loro sono stati intenzionalmente presi di mira dall’esercito israeliano o uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.

La mobilitazione del primo settembre non ha precedenti per modalità e dimensione, anche se nei mesi scorsi si sono moltiplicate le iniziative delle organizzazioni giornalistiche internazionali per denunciare il massacro di reporter condotto impunemente dall’Idf a Gaza e chiedere l’accesso dei media stranieri nella Striscia. RSF, in particolare, rinnova l’appello per la protezione urgente dei professionisti dei media palestinesi, appello sostenuto a giugno da oltre 200 organi di stampa e organizzazioni della società civile.

dicorinto.it/associazionismo/g…

Mehr als 250 Medien weltweit zeigen Solidarität mit palästinensischen Journalist*innen in Gaza und fordern Schutz, Evakuierung und Gerechtigkeit. Black banners & voices unite für #PressFreedom und #ProtectJournalists! ℹ️ https://www.reporter-ohne-grenzen.de/pressemitteilungen/meldung/hunderte-medien-weltweit-mobilisieren-fuer-gaza ✊🖤 #Gaza #MediaSolidarity #ProtectJournalistsGaz #LetReportersIntoGaza #new
Meldung | Reporter ohne Grenzen für Informationsfreiheit

Reporter ohne Grenzen für Informationsfreiheit
Über 150 Medien in 50+ Ländern fordern heute gemeinsam Schutz für Journalist:innen in Gaza 📢🕊️ RSF & Avaaz verurteilen Angriffe auf Medien und rufen zur globalen Solidarität auf. Mehr Infos: https://www.reporter-ohne-grenzen.de/pressemitteilungen/meldung/weltweite-aktion-fuer-gaza-am-1-september #JournalismMatters #Gaza #PressFreedom #ProtectJournalistsGaz #LetReportersIntoGaza #newz
Weltweite Aktion für Gaza am 1. September

Reporter ohne Grenzen für Informationsfreiheit
📢 Over 150 media outlets across 50+ countries unite in a global campaign led by @RSF_inter and @Avaaz, condemning the killing of 210+ journalists in Gaza. They demand urgent protection, evacuation of journalists, and open access for foreign press to Gaza. 🕊️📰 #PressFreedom #ProtectJournalistsGaz #LetReportersIntoGaza https://rsf.org/en/rsf-and-avaaz-launch-international-media-operation-rate-journalists-are-being-killed-gaza-israeli #newz
RSF and Avaaz launch international media operation: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed”

Hundreds of media outlets, brought together by the campaigning platform Avaaz and Reporters Without Borders (RSF), are waging a campaign calling for the protection of Palestinian journalists in Gaza, the emergency evacuation of reporters seeking to leave the Strip, an end to impunity for Israeli crimes against Gaza’s reporters and that foreign press be granted independent access to the territory.

TOKIKOMeko lankideok kazetari Palestinarren alde

TOKIKOMeko lantaldeak bat egin du RSF erakundeak Palestinako kazetarien alde proposatutako kanpainarekin.

https://tokikom.eus/2025/09/tokikomeko-lankideok-kazetari-palestinarren-alde/

#ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza #Palestina #Kazetariak

Weltweiter Aufruf: Journalisten in Gaza brauchen dringend Schutz

Zusammen mit über 250 Medienorganisationen fordert +972 internationale Akteure auf, palästinensische #Journalisten zu verteidigen und #Israel dazu zu bringen, #Gaza für die ausländische #Presse zu öffnen. Heute schließt sich das +972 Magazine über 250 #Medienorganisationen in einem weltweiten Aufruf an, der den Schutz palästinensischer Journalisten in Gaza fordert. Der von Reporter ohne Grenzen (#RSF) und dem Komitee zum Schutz von Journalisten (#CPJ) ins Leben gerufene Appell fordert ein Ende der #Straffreiheit, die es der israelischen #Armee ermöglicht hat, seit dem 7. Oktober rund 200 Journalisten zu töten, die Aufhebung der israelischen #Blockade, die ausländische Reporter daran hindert, in den #Gazastreifen einzureisen, und sichere Durchreise für Journalisten, die den Gazastreifen verlassen wollen, insbesondere für diejenigen, die medizinische Versorgung benötigen.

Seit Beginn der Angriffe hat Israel ausländischen Journalisten die Einreise nach Gaza verboten. Trotzdem dokumentieren unsere Kollegen vor Ort weiterhin die #Bombardierungen Israels unter ständiger Gefahr für #Leib und #Leben, während sie gleichzeitig #Hunger, #Zwangsumsiedlungen und einen künstlich herbeigeführten Zusammenbruch der #Grundversorgung und medizinischen #Versorgung erdulden müssen. Ohne sie würde die Welt kaum erfahren, was in dem belagerten und isolierten Gebiet passiert. Das #CPJ hat den Krieg gegen den Gazastreifen als „die tödlichste und gezielte Aktion zur Tötung und zum Schweigenbringen von Journalisten“ in der Geschichte der Organisation bezeichnet und die Zahl der Getöteten auf 189 geschätzt. Das Gaza Media Center und die Palästinensische #Journalistengewerkschaft schätzen die Zahl auf 246, während das UN-Menschenrechtsbüro (#OHCHR) von 247 ausgeht. Israels gezielte Angriffe auf Journalisten sind kein Zufall, sondern Teil eines bewussten Versuchs, die Berichterstattung über #Gräueltaten gegen #Zivilisten in Gaza zu unterbinden. Eine jüngste Untersuchung von +972 und Local Call ergab, dass Israel eine spezielle #Militäreinheit namens „Legitimization Cell“ eingerichtet hat, deren Aufgabe es ist, palästinensische Journalisten als #Hamas-Kämpfer zu diffamieren, um der weltweiten Empörung über ihre #Tötung entgegenzuwirken.

„Die Medienblockade gegen Gaza in Verbindung mit der Ermordung von fast 200 Journalisten durch die israelische Armee ermöglicht die vollständige Zerstörung und Auslöschung des blockierten Gebiets”, sagte Thibaut #Bruttin, Generaldirektor von #RSF. „Die israelischen Behörden verbieten ausländischen Journalisten die Einreise und üben rücksichtslos ihre Kontrolle über Informationen aus. Dies ist ein systematischer Versuch, die #Fakten zu verschleiern, die Wahrheit zu unterdrücken und die palästinensische Presse und Bevölkerung zu isolieren.

Wir fordern #Regierungen, internationale #Institutionen und #Staatschefs auf, ihr stillschweigendes Einverständnis zu beenden, die sofortige Öffnung des Gazastreifens für ausländische #Medien durchzusetzen und einen Grundsatz zu wahren, der häufig mit Füßen getreten wird: Nach dem humanitären #Völkerrecht ist die Tötung eines Journalisten ein #Kriegsverbrechen. Dieser Grundsatz wurde viel zu oft verletzt und muss jetzt durchgesetzt werden.“ Journalisten sind Zivilisten, und ihr Schutz ist eine internationale Verpflichtung.

#Journalismus ist unerlässlich, um aufzudecken, was in Gaza geschieht, und die Verantwortlichen zur Rechenschaft zu ziehen. Wir fordern daher die internationale Gemeinschaft auf, ihrer Pflicht zum Schutz palästinensischer Journalisten nachzukommen, ausländischen Reportern uneingeschränkten Zugang zu gewähren und ihre Sicherheit zu garantieren.

Wir vom +972 Magazine / @972mag stehen unseren Kollegen in Gaza zur Seite und fordern ihren Schutz. Quelle: Global appeal: Gaza’s journalists need urgent protection

/ Übersetzung: Thomas Trueten

#Palestine #Pal#stina @israel @gaza @palestine @rsf @ndaktuell @FR @tazgetroete @derfreitag #ProtectdournalistsinGaza #LetReportersintoGaza #AVAAZ #RSF #Pressefreiheit