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Il Fatto Quotidiano: Messico, operazione antinarcos: arrestato Audias Flores Silva detto ‘El Jardinero’, il possibile erede di ‘El Mencho’
L’esercito messicano ha arrestato nel nord-ovest del Paese Audias Flores Silva, noto come ‘El Jardinero’, considerato uno dei principali leader del Cartello Jalisco Nuova Generazione (Cjng). L’operazione rappresenta un nuovo duro colpo per l’organizzazione criminale, a due mesi dall’uccisione del suo capo, Nemesio Oseguera Cervantes, detto ‘El Mencho’. Flores Silva, ritenuto il possibile successore del leader ucciso, era ricercato anche dagli Stati Uniti, che avevano offerto una ricompensa di 5 milioni di dollari per informazioni utili alla sua cattura.
Secondo le autorità messicane, Flores Silva è stato arrestato mentre si nascondeva nei pressi di El Mirador, nello stato di Nayarit, senza che si siano registrate altre vittime o feriti. La sua cattura arriva in un contesto di forte escalation di violenza legata al cartello, esplosa dopo la morte di El Mencho – in seguito alla quale ci sono stati una serie di attacchi contro attività commerciali da parte di uomini armati, incendi di veicoli e blocchi stradali che hanno causato più di 70 morti, tra cui 25 membri della Guardia Nazionale – e segna un ulteriore passo nell’offensiva del governo messicano contro una delle organizzazioni criminali più potenti del continente. L’uccisione di Oseguera Cervantes è stata vista come una vittoria per il governo messicano in un momento in cui la presidente Claudia Sheinbaum sta reprimendo i cartelli con maggiore fermezza rispetto ai suoi predecessori, nel tentativo di contrastare le minacce di intervento da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’anno scorso, Trump ha designato il Cartello Jalisco Nuova Generazione e altri cinque cartelli messicani come organizzazioni terroristiche straniere.
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Mexico, anti-drug operation: Audias Flores Silva, known as ‘El Jardinero’ (The Gardener), the possible heir to ‘El Mencho’, arrested.
The Mexican army arrested Audias Flores Silva, known as ‘El Jardinero’, a major leader of the Jalisco New Generation Cartel (CJNG), in the northwest of the country. The operation represents a new hard blow for the criminal organization, two months after the death of its leader, Nemesio Oseguera Cervantes, known as ‘El Mencho’. Flores Silva, considered the possible successor to the deceased leader, was also being sought by the United States, which had offered a reward of $5 million for information leading to his capture.
According to Mexican authorities, Flores Silva was arrested while hiding near El Mirador, in the state of Nayarit, without any other victims or injuries. His capture comes in a context of a strong escalation of violence linked to the cartel, which erupted after the death of El Mencho – following which there have been a series of attacks against commercial businesses by armed men, vehicle fires and road blockades that have caused more than 70 deaths, including 25 members of the National Guard – and marks another step in the Mexican government’s offensive against one of the most powerful criminal organizations in the continent. The killing of Oseguera Cervantes was seen as a victory for the Mexican government at a time when President Claudia Sheinbaum is suppressing the cartels with greater firmness than her predecessors, in an attempt to counter threats of intervention from United States President Donald Trump. Last year, Trump designated the Jalisco New Generation Cartel and five other Mexican cartels as foreign terrorist organizations.
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Catturato uno dei principali leader del Cartello Jalisco Nuova Generazione. Due mesi fa l'uccisione dell'ex capo Nemesio Oseguera Cervantes. Poi l'escalation con attacchi ad attività commerciali, veicoli incendiati e blocchi stradali: il bilancio supera i 70 morti
🚨 Confirman localización sin vida de un joven reportado como desaparecido en El Mirador, en San Juan del Río.
La Fiscalía de Querétaro mantiene abierta la investigación y reconoció el apoyo ciudadano durante la búsqueda.
🕊️ Autoridades reiteran su compromiso con las familias.
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➡️ Más información en: www.amanecerqro.com
Massacro e cannibalismo nella Spagna neolitica: la famiglia di El Mirador sterminata 5.600 anni fa
Elena Percivaldi
Un capitolo truce e oscuro della preistoria europea riemerge dalle profondità della grotta di El Mirador, nella Sierra de Atapuerca, nord della Spagna. Un nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports, documenta il ritrovamento di resti umani cannibalizzati appartenenti ad almeno 11 individui – uomini, donne e bambini – vissuti circa 5.600 anni fa, nel pieno del Neolitico.
Lavori di scavo archeologico nel sito di El Mirador. Autore: Maria D. Guillén / IPHES-CERCAPrima macellati e poi mangiati
Le ossa, rinvenute durante gli scavi condotti dall’Istituto Catalano di Paleoecologia Umana e Evoluzione Sociale (IPHES-CERCA), presentano segni inequivocabili di macellazione : tagli da strumenti litici, morsi umani, fratture intenzionali per estrarre il midollo e tracce di bollitura.
Anche il femore di un bambino fu frantumato allo scopo di estrarre il midollo, la prova agghiacciante che nessuno, nemmeno i più piccoli e indifesi, furono risparmiati.
Ritrovato a El Mirador un femore umano di bambino, con impronte per estrarre il midollo osseo. Foto: IPHES-CERCASu 239 frammenti sono state individuate incisioni dovute a scorticatura e disarticolazione, sui crani c’erano fratture lunghe segno che la calotta era stata aperta per estrarre il cervello. Alcune ossa mostrano i tipici segni del “pot-polishing“, la lucentezza provocata dal contatto con recipienti in ebollizione, altri linee di calore da esposizione diretta al fuoco.
In 157 reperti sono state rilevate impronte di dentatura umana, a conferma che le carni furono effettivamente consumate.
Segni di taglio su un osso nel piede di El Mirador. Foto: IPHES-CERCAUn gruppo familiare sterminato
Le analisi al radiocarbonio collocano l’efferato episodio tra il 3709 e il 3573 a.C., nella fase finale di occupazione neolitica della grotta.
Gli studi isotopici allo stronzio (⁸⁷Sr/⁸⁶Sr) indicano che le vittime erano tutte locali, probabilmente membri di un nucleo familiare allargato: tre erano bambini (età inferiore ai 7 anni), due adolescenti (14-17 anni), quattro adulti (20-50 anni) e uno era anziano (età superiore ai 50 anni).
Impossibile ipotizzare una carestia, che avrebbe colpito soprattutto i più fragili. Molto più probabile che si trattasse di un massacro intenzionale, confrontabile con altri episodi simili già documentati nell’Europa del Neolitico: due fra tutti, quelli di Talheim (Germania) o Els Trocs (Pirenei).
Guerra tribale?
Il team guidato da Francesc Marginedas (Università Rovira i Virgili) esclude che i resti abbiano a che fare con un rito funebre oppure che il cannibalismo sia stato dettato dalla necessità di sopravvivenza.
La brutalità e la rapidità dell’evento, probabilmente avvenuto in pochi giorni, indicano piuttosto che si trattò di un atto di “warfare cannibalism”, una forma di violenza intercomunitaria (una “guerra tribale”) finalizzata a sterminare fisicamente un gruppo rivale e a cancellarne, anche simbolicamente, l’esistenza.
Mascella umana “cannibalizzata” dalla grotta di El Mirador. Autore: IPHES-CERCAUn tipo di conflitto spietato, che si spiega tenendo conto del contesto: nel tardo Neolitico la progressiva espansione dell’agricoltura portò a crescenti tensioni tra i gruppi umani, generando conflitti anche molto violenti per il controllo delle risorse e delle terre coltivabili.
El Mirador, un luogo dalla lunga memoria
Non è la prima volta che la grotta di El Mirador restituisce prove concrete di cannibalismo: già nei primi anni 2000 erano stati scoperti i resti di sei individui della prima età del Bronzo (4.600-4.100 anni fa) con segni simili.
Oltre ad essere un luogo di sepoltura collettiva, El Mirador fu in vari momenti utilizzato anche per altre funzioni, ad esempio come recinto per il bestiame, testimoniando un uso diversificato e continuativo nel tempo.
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https://storiearcheostorie.com/2025/07/25/freccia-violenza-preistoria-pirenei/
Neolitico “violento”
Il caso di El Mirador si aggiunge alle sempre più numerose prove di violenza organizzata nella preistoria europea: raid, massacri di villaggi, pratiche di cannibalismo bellico.
Nella penisola iberica, come nel resto del continente, la transizione dall’economia di caccia-raccolta a quella agricola non portò dunque solo innovazione e crescita, ma anche conflitti sanguinosi. Che talvolta – come in questo caso – sfociarono in veri e propri massacri.
Da sinistra a destra: Palmira Saladié, Antonio Rodríguez-Hidalgo e Francesc Marginedas, autori principali dello studio. foto IPHES-CERCA📘 Fonte scientifica (primaria)
Il nostro articolo è una sintesi divulgativa dello studio scientifico citato.
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11.01.2025
El Mirador, Guatemala
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Опробовал рубашку, которая закрывает шею. В принципе, удобно, но видно, когда она мятая, и очень заметен пот (а после подъёмов на пирамиды я был весь взмокший).
11.01.2025
El Mirador, Guatemala
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Добраться можно на вертолете или пару дней пешком через джунгли. Времени было мало, так что полетел на вертолете. Почему-то он не зависает над главной пирамидой, так что фото с воздуха получились смазанными.
11.01.2025
El Mirador, Guatemala
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И неожиданно обнаружили, что город на сотни лет старше соседних крупных городов майя (Tikal, Uaxactun).
Также здесь расположена пиримада La Danta высотой 72м - одна из крупнейших в мире.
11.01.2025
El Mirador, Guatemala
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