Da Alessandro Brancati
Quello che non viene raccontato della realtà economica in Italia
"Una piccola impresa di Lumezzane, in provincia di Brescia, ha chiuso i battenti la scorsa settimana. Tredici dipendenti, due titolari, un capannone in vendita. Settore edilizia, sub-fornitura industriale. La stampa locale le ha dedicato poche righe. La stampa nazionale non ne ha parlato. È una notizia minuscola che si ripete decine di volte al giorno in tutta Italia.
La cornice ufficiale, quella dei giornali economici e dei talk show, racconta un paese diverso. Il PIL italiano cresce dello 0,2 per cento nel primo trimestre 2026. Gli occupati toccano il record di 24,1 milioni. Lo spread è sceso a 78 punti. Le banche italiane in borsa ieri sono volate. Tutto sembra in ordine. La lettura mainstream resta semplice: l'Italia regge.
Non è così. Nel primo trimestre 2026, secondo il rapporto Cerved e i dati delle camere di commercio, le liquidazioni giudiziarie in Italia sono state 2.885. «Più ventitré virgola due per cento» sull'anno precedente. Sopra il livello pre-Covid del 2019. Significa trentadue imprese al giorno che chiudono attraverso procedure giudiziarie. Oltre alle decine che chiudono per scelta volontaria, alla cessione, al pensionamento del titolare senza ricambio.
Settori più colpiti: edilizia, commercio al dettaglio, servizi alla persona, piccola industria. Le procedure di composizione negoziata sono triplicate in tre anni. Ma sui telegiornali questo non è un titolo, perché il dato sull'occupazione record, drogato dall'aumento dei contratti part-time involontari e dei lavoratori scoraggiati, fa più audience. Il PIL +0,2% è una cifra positiva tecnica. Non riflette quello che vede chi gira sul territorio.
La piccola impresa italiana, quella sotto i quindici dipendenti, sta uscendo dal mercato a velocità record. Non perché è inefficiente. Perché la combinazione di costi energetici tre volte la Francia, accesso al credito ristretto, contratti più brevi, dazi USA imminenti, le toglie l'aria.
Questo è il paese nel 2026. Mentre la narrazione ufficiale celebra occupati record e spread basso, una piattaforma economica composta da imprese sotto i quindici dipendenti sta morendo silenziosamente. Tre imprese in più al giorno rispetto a un anno fa. Tre famiglie in più al giorno che vedono saltare il reddito principale. Il governo dovrebbe riconoscere che +23 per cento è un'emergenza nazionale, non un asterisco statistico. Non lo riconosce nessuno."
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