#Giustizia: #digitalizzazione, riqualificazione #ufficigiudiziari e #carceri: #Mef finanzia interventi strategici
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INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COME LA SOCIETA’ SI STA RIORGANIZZANDO
Tornano i saperi maledetti con la seconda puntata incentrata sul tema dell’intelligenza artificiale, cercando di approfondire come la società si stia riorganizzando intorno a questa tecnologia. Siamo partit3 anche stavolta intervistando l3 nostre collegh3 universitari3 delle materie STEM, grazie a loro siamo riuscit3 a farci strada sull’aspetto più tecnico per capire davvero di cosa parliamo quando trattiamo machine learning e AI generativa. L3 abbiamo interrogat3 anche sulla consapevolezza personale degli utilizzi bellici dell’ai riscontrando una conoscenza approssimativa e una disillusione nei confronti della loro inevitabilità. Abbiamo proseguito approfondendo sugli utilizzi specifici dall’ISIS, all’idf e alla guerra in Iran e abbiamo analizzato i report del ministero della difesa italiano riguardo proprio ai nostri utilizzi di intelligenza artificiale nella guerra e parlando di teaming uomo-macchina, teaming macchina-macchina, autonomia decisionale e le estreme problematicità e conseguenze tragiche. Abbiamo interrogato l3 nostr3 coetan3 anche sul proprio personale utilizzo di ai consumer, come chat gpt, andando a capire il rapporto tra noi e questo mezzo e in che misura intercorre una relazione di codipendenza e sfruttamento attraverso le big tech che cercano di indurci in questo. Da ciò è emersa una grande consapevolezza delle problematiche ambientali e dell’impoverimento cognitivo suscitato da un suo assiduo utilizzo. Su questi temi abbiamo intervistato il gruppo di ricerca Ippolita, che nasce a Milano nel 2005, nell’ambito degli hacklab politicizzati; fa ricerca indipendente sulle tecnologie digitali contro il conformismo cui le stesse procedure delle grandi piattaforme addestrano e utilizza la pratica dell’ hacking del sé come strumento di consapevolezza dei rapporti di forza e contro la collusività. Abbiamo poi approfondito e analizzato tramite degli studi condotti su studenti turchi nell’anno 2023-2024 l’impoverimento cognitivo. Le big tech stanno cercando di renderci dipendenti da questa tecnologia, che si presenta come il nuovo orizzonte dell’accumulazione, e forse anche l’ultimo, per estrarre valore, ma il mercato consumer dell’ai però sta evidentemente fallendo. In questo contesto, delle aziende stanno provando a rendere dipendenti direttamente gli stati garantendo supremazia bellica e sorveglianza completa della popolazione; una “globalizzazione armata”, in cui piattaforme digitali, IA e infrastrutture computazionali diventano strumenti geopolitici indispensabili in una fusione tra Big Tech e potere statale, cosicché se anche questa bolla dovesse scoppiare certe aziende come Palantir rimarrebbero intoccabili. Non si può più parlare di una distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra.https://radioblackout.org/podcast/intelligenza-artificiale-come-la-societa-si-sta-riorganizzando/

<p>Tornano i saperi maledetti con la seconda puntata incentrata sul tema dell’intelligenza artificiale, cercando di approfondire come la società si stia riorganizzando intorno a questa tecnologia.<br /> Siamo partit3 anche stavolta intervistando l3 nostre collegh3 universitari3 delle materie STEM, grazie a loro siamo riuscit3 a farci strada sull’aspetto più tecnico per capire davvero di cosa parliamo quando trattiamo machine learning e AI generativa.<br /> L3 abbiamo interrogat3 anche sulla consapevolezza personale degli utilizzi bellici dell’ai riscontrando una conoscenza approssimativa e una disillusione nei confronti della loro inevitabilità. Abbiamo proseguito approfondendo sugli utilizzi specifici dall’ISIS, all’idf e alla guerra in Iran e abbiamo analizzato i report del ministero della difesa italiano riguardo proprio ai nostri utilizzi di intelligenza artificiale nella guerra e parlando di teaming uomo-macchina, teaming macchina-macchina, autonomia decisionale e le estreme problematicità e conseguenze tragiche.<br /> Abbiamo interrogato l3 nostr3 coetan3 anche sul proprio personale utilizzo di ai consumer, come chat gpt, andando a capire il rapporto tra noi e questo mezzo e in che misura intercorre una relazione di codipendenza e sfruttamento attraverso le big tech che cercano di indurci in questo. Da ciò è emersa una grande consapevolezza delle problematiche ambientali e dell’impoverimento cognitivo suscitato da un suo assiduo utilizzo. </p> <p>Su questi temi abbiamo intervistato il gruppo di ricerca Ippolita, che nasce a Milano nel 2005, nell’ambito degli hacklab politicizzati; fa ricerca indipendente sulle tecnologie digitali contro il conformismo cui le stesse procedure delle grandi piattaforme addestrano e utilizza la pratica dell’ hacking del sé come strumento di consapevolezza dei rapporti di forza e contro la collusività.<br /> Abbiamo poi approfondito e analizzato tramite degli studi condotti su studenti turchi nell’anno 2023-2024 l’impoverimento cognitivo.<br /> Le big tech stanno cercando di renderci dipendenti da questa tecnologia, che si presenta come il nuovo orizzonte dell’accumulazione, e forse anche l’ultimo, per estrarre valore, ma il mercato consumer dell’ai però sta evidentemente fallendo.<br /> In questo contesto, delle aziende stanno provando a rendere dipendenti direttamente gli stati garantendo supremazia bellica e sorveglianza completa della popolazione; una “globalizzazione armata”, in cui piattaforme digitali, IA e infrastrutture computazionali diventano strumenti geopolitici indispensabili in una fusione tra Big Tech e potere statale, cosicché se anche questa bolla dovesse scoppiare certe aziende come Palantir rimarrebbero intoccabili.<br /> Non si può più parlare di una distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra.</p>

<p>Tornano i saperi maledetti con la seconda puntata incentrata sul tema dell’intelligenza artificiale, cercando di approfondire come la società si stia riorganizzando intorno a questa tecnologia.<br /> Siamo partit3 anche stavolta intervistando l3 nostre collegh3 universitari3 delle materie STEM, grazie a loro siamo riuscit3 a farci strada sull’aspetto più tecnico per capire davvero di cosa parliamo quando trattiamo machine learning e AI generativa.<br /> L3 abbiamo interrogat3 anche sulla consapevolezza personale degli utilizzi bellici dell’ai riscontrando una conoscenza approssimativa e una disillusione nei confronti della loro inevitabilità. Abbiamo proseguito approfondendo sugli utilizzi specifici dall’ISIS, all’idf e alla guerra in Iran e abbiamo analizzato i report del ministero della difesa italiano riguardo proprio ai nostri utilizzi di intelligenza artificiale nella guerra e parlando di teaming uomo-macchina, teaming macchina-macchina, autonomia decisionale e le estreme problematicità e conseguenze tragiche.<br /> Abbiamo interrogato l3 nostr3 coetan3 anche sul proprio personale utilizzo di ai consumer, come chat gpt, andando a capire il rapporto tra noi e questo mezzo e in che misura intercorre una relazione di codipendenza e sfruttamento attraverso le big tech che cercano di indurci in questo. Da ciò è emersa una grande consapevolezza delle problematiche ambientali e dell’impoverimento cognitivo suscitato da un suo assiduo utilizzo. </p> <p>Su questi temi abbiamo intervistato il gruppo di ricerca Ippolita, che nasce a Milano nel 2005, nell’ambito degli hacklab politicizzati; fa ricerca indipendente sulle tecnologie digitali contro il conformismo cui le stesse procedure delle grandi piattaforme addestrano e utilizza la pratica dell’ hacking del sé come strumento di consapevolezza dei rapporti di forza e contro la collusività.<br /> Abbiamo poi approfondito e analizzato tramite degli studi condotti su studenti turchi nell’anno 2023-2024 l’impoverimento cognitivo.<br /> Le big tech stanno cercando di renderci dipendenti da questa tecnologia, che si presenta come il nuovo orizzonte dell’accumulazione, e forse anche l’ultimo, per estrarre valore, ma il mercato consumer dell’ai però sta evidentemente fallendo.<br /> In questo contesto, delle aziende stanno provando a rendere dipendenti direttamente gli stati garantendo supremazia bellica e sorveglianza completa della popolazione; una “globalizzazione armata”, in cui piattaforme digitali, IA e infrastrutture computazionali diventano strumenti geopolitici indispensabili in una fusione tra Big Tech e potere statale, cosicché se anche questa bolla dovesse scoppiare certe aziende come Palantir rimarrebbero intoccabili.<br /> Non si può più parlare di una distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra.</p>

<p>Tornano i saperi maledetti con la seconda puntata incentrata sul tema dell’intelligenza artificiale, cercando di approfondire come la società si stia riorganizzando intorno a questa tecnologia.<br /> Siamo partit3 anche stavolta intervistando l3 nostre collegh3 universitari3 delle materie STEM, grazie a loro siamo riuscit3 a farci strada sull’aspetto più tecnico per capire davvero di cosa parliamo quando trattiamo machine learning e AI generativa.<br /> L3 abbiamo interrogat3 anche sulla consapevolezza personale degli utilizzi bellici dell’ai riscontrando una conoscenza approssimativa e una disillusione nei confronti della loro inevitabilità. Abbiamo proseguito approfondendo sugli utilizzi specifici dall’ISIS, all’idf e alla guerra in Iran e abbiamo analizzato i report del ministero della difesa italiano riguardo proprio ai nostri utilizzi di intelligenza artificiale nella guerra e parlando di teaming uomo-macchina, teaming macchina-macchina, autonomia decisionale e le estreme problematicità e conseguenze tragiche.<br /> Abbiamo interrogato l3 nostr3 coetan3 anche sul proprio personale utilizzo di ai consumer, come chat gpt, andando a capire il rapporto tra noi e questo mezzo e in che misura intercorre una relazione di codipendenza e sfruttamento attraverso le big tech che cercano di indurci in questo. Da ciò è emersa una grande consapevolezza delle problematiche ambientali e dell’impoverimento cognitivo suscitato da un suo assiduo utilizzo. </p> <p>Su questi temi abbiamo intervistato il gruppo di ricerca Ippolita, che nasce a Milano nel 2005, nell’ambito degli hacklab politicizzati; fa ricerca indipendente sulle tecnologie digitali contro il conformismo cui le stesse procedure delle grandi piattaforme addestrano e utilizza la pratica dell’ hacking del sé come strumento di consapevolezza dei rapporti di forza e contro la collusività.<br /> Abbiamo poi approfondito e analizzato tramite degli studi condotti su studenti turchi nell’anno 2023-2024 l’impoverimento cognitivo.<br /> Le big tech stanno cercando di renderci dipendenti da questa tecnologia, che si presenta come il nuovo orizzonte dell’accumulazione, e forse anche l’ultimo, per estrarre valore, ma il mercato consumer dell’ai però sta evidentemente fallendo.<br /> In questo contesto, delle aziende stanno provando a rendere dipendenti direttamente gli stati garantendo supremazia bellica e sorveglianza completa della popolazione; una “globalizzazione armata”, in cui piattaforme digitali, IA e infrastrutture computazionali diventano strumenti geopolitici indispensabili in una fusione tra Big Tech e potere statale, cosicché se anche questa bolla dovesse scoppiare certe aziende come Palantir rimarrebbero intoccabili.<br /> Non si può più parlare di una distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra.</p>
Sempre "entusiasmante" leggere la falla di SPID che lo Stato conosceva e non ha chiuso.
Nel 2026 puoi sapere quante foto hai su Instagram (0), quante playlist hai su Spotify(0)…ma non quanti SPID risultano attivi a tuo nome.
Digitalizzazione all’italiana.

Davide Vajani ci parla di una vulnerabilità del sistema SPID: "NoiPA introduce la doppia autenticazione dopo mesi di furti ai danni dei dipendenti pubblici. Ma il problema non era il portale: era il sistema di identità digitale, progettato per consentire più profili per persona senza che il titolare ne sapesse nulla. E i truffatori si sono già adattati".
🤟 Paperwork è la soluzione per archiviare in maniera intelligente i documenti su Windows e Linux
Trasformare il caos cartaceo in documenti digitalizzati ricercabili in un istante...
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#digitalizzazione #gestionedocumenti #linux #tool #windows #UnoLinux
Dentro e fuori i datacenter: impatto ambientale e sociale della digitalizzazione
Negli ultimi anni i data center stanno diventando aumentando sempre di più nel contesto italiano, andando a insediarsi nel vuoto lasciato dal periodo industriale. Ma cos’è un data center? Quale ruolo ha nello sviluppo dell’economia del dato e della digitalizzazione della nostra società? Dietro alla retorica green quali sono gli impatti ambientali e energetici di queste unità produttive nei territori in cui si installano e su tutta la catena del valore e estrattiva? Ne parliamo con […]1° media "ragazzi domani portatemi un PowerPoint con Google o keynote"
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#scuola #digitalizzazione #opensource
E questi dovrebbero insegnare la tecnologia ai nostri figli e magari anche l'uso dell' #ai