Lo scenario +4,4°C l'IPCC l'ha ormai accantonato, ma nel 2024 abbiamo superato +1,5°C: i numeri restano duri da sentire. Il romanzo di Bruno Arpaia, Il mondo senza inverno (Guanda), li traduce in storia: clima impazzito, chip sottocutanei, cittadini di serie A, B e C. Jacopo Mengarelli lo recensisce mostrando come la letteratura faccia quello che le tabelle non sanno fare, senza scivolare nel catastrofismo consolatorio.

Davvero il mondo resterà senza inverno?
Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione. Conosciamo gli scenari climatici che ci aspettano in funzione delle azioni di politica economica ed energetica che implementeremo. Sappiamo tutto, c’è scritto tutto in questi testi.




















