Il Tempo: Accordo Iran-Usa, Rubio: "Possibile già oggi". Teheran smentisce: "Firma non imminente"

(Adnkronos) - Un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran potrebbe concretizzarsi "oggi". "Pensavamo di avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, ma non darei troppo peso alla cosa". Queste le parole del segretario di Stato americano Marco Rubio sottolineando: "Abbiamo sul tavolo qualcosa che ritengo piuttosto solido in termini di capacità di aprire lo stretto" di Hormuz, ha detto ai giornalisti mentre lasciava Nuova Delhi, in India, dove si è recato in visita ufficiale si legge sul Times of Israel. E ha espresso fiducia sul fatto che l'Iran "avvierà un negoziato molto concreto, significativo e a tempo determinato sulla questione nucleare". Ma un accordo del genere "non si può fare in 72 ore su un tovagliolo", aveva già detto.
Gli Stati Uniti daranno dunque alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le "alternative", ha spiegato Rubio. Le sue osservazioni sono arrivate dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smorzato le aspettative su un accordo, affermando ieri di aver detto ai suoi negoziatori di non "affrettarsi". "Non ha fretta, non concluderà un cattivo accordo, e il presidente non stipulerà un cattivo accordo", ha affermato il segretario di Stato Usa riferendosi a Trump.
L'Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto "un accordo di massima", ma la sua firma "non è imminente", ha dichiarato dal canto suo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, affermando che "abbiamo raggiunto un accordo su gran parte degli argomenti discussi, questo è corretto, ma ciò non significa che la firma di un accordo sia imminente".
''L'obiettivo dei negoziati è porre fine alla guerra e, in questa fase, non stiamo discutendo i dettagli della questione nucleare'', ha aggiunto Baghaei sottolineando: "Minacce, pressioni, rappresentazioni e pubblicazioni di caricature sono parte integrante della politica in quella parte del mondo. Noi proseguiamo il nostro lavoro sul campo. Osserviamo i fatti, a prescindere dalle percezioni e dalle rappresentazioni della controparte".
Stati Uniti e Iran hanno dunque raggiunto un accordo di massima per porre fine alla guerra, ma sull'approvazione definitiva dell'intesa i tempi sono incerti. Un funzionario americano aveva delineato al New York Times e alla Cnn un quadro diverso rispetto all'accelerata data da Rubio. L'accordo - definito un memorandum d'intesa - porterebbe alla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il 20% del commercio mondiale di petrolio, e inizierebbe a chiarire destino dell'uranio iraniano arricchito al 60%. La gestione del materiale è ancora al centro di colloqui, secondo l'anonima fonte.
Le modalità di smaltimento delle scorte restano da negoziare e saranno oggetto della prossima fase delle trattative. Il presidente americano Donald Trump è convinto che gli Stati Uniti finiranno per acquisire il possesso dell'uranio, definito da Trump "polvere nucleare". L'obiettivo della Casa Bianca è essenzialmente uno: "L'Iran non può avere armi atomiche".
Da Teheran non sono arrivate informazioni sui temi che vengono discussi. Appare scontato, però, che l'intesa iniziale sarebbe una sorta di cornice nella quale andrebbero inseriti elementi più dettagliati: i negoziati approfonditi richiederanno tempo, come spiegato anche da Rubio. Nella giornata di sabato, ha ricordato il New York Times, tre funzionari iraniani hanno prospettato una finestra di 30-60 giorni per discutere il programma nucleare della Repubblica islamica. L'orizzonte temporale è confermato dal funzionario citato da Cnne NYT: l'accordo quadro concede alle parti "60 giorni per raggiungere i punti finali dell'intesa".
Solo con la firma di un accordo, ha chiarito Trump, produrrebbe la rimozione del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. Secondo la fonte, l'intesa prevede il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz "sminato e riaperto al traffico": mancano a oggi, però, i dettagli specifici sulla gestione del braccio di mare. "L'aspetto fondamentale di questa cornice è che se l'Iran non rispetta gli accordi, non riceve nulla. Niente polvere nucleare? Niente dollari. Man mano che lo Stretto si apre, il blocco navale si allenta in maniera proporzionale. È un 'fidiamoci ma verifichiamo' portato all'estremo".

Finance: Consob updates system for communication of relevant shareholdings of listed companies.

May 25 10:08 - (Agenzia Nova) - The Consob has updated the system for communicating significant holdings in companies...

#Consob #AgenziaNova

https://www.agenzianova.com/a/6a14053d6a69f7.17765164/7423248/2026-05-25/finanza-consob-aggiorna-sistema-comunicazione-partecipazioni-rilevanti-societa-quotate

Agi: A Ginza l'ombra della setta Aum

AGI - L'attacco con una sostanza tossica in un centro commerciale di Tokyo richiama alla mente gli attentati compiuti in Giappone da Aum Shinrikyo, la setta apocalittica guidata da Shoko Asahara.
Il primo attentato con il sarin 
Il primo risale al 27 giugno 1994 e fu il primo caso di attacco terroristico su vasta scala compiuto con il sarin contro i civili. Aum Shinrikyo diffuse il gas nervino in un quartiere residenziale di Matsumoto, nella prefettura di Nagano, per colpire alcuni giudici coinvolti in una causa immobiliare sfavorevole alla setta. Morirono 8 persone e centinaia rimasero intossicate.
Tra il 1994 e il 1995 Aum usò anche il VX, un agente nervino ancora più persistente del sarin, per colpire persone considerate nemiche o sospette, ma l'attacco più grave fu compiuto nella metropolitana di Tokyo il 20 marzo 1995.
Cinque membri della setta liberarono sarin su più treni della metropolitana durante l'ora di punta. Il bilancio fu di 13 morti e oltre 6.000 intossicati. Gli adepti tentarono di nuovo il 5 maggio dello stesso anno con un attacco nella stazione di Shinjuku, dove fu trovato un dispositivo con cianuro di idrogeno. Non provoco' una strage perché fu individuato e spento in tempo, ma avrebbe potuto causare un numero molto alto di vittime se il gas fosse entrato nel sistema di ventilazione.
Prima degli attacchi con sarin, Aum aveva sperimentato anche agenti biologici, tra cui botulino e antrace, con tentativi di dispersione a Tokyo nei primi anni Novanta.

Finance: Consob updates system for communication of significant shareholdings in listed companies (2)

May 25 10:08 - (Agenzia Nova) - The format for publishing notifications is also consistent with the regulations on the single access point… (Com)

#Consob #AgenziaNova

https://www.agenzianova.com/a/6a14053d6a5e66.69848984/7423249/2026-05-25/finanza-consob-aggiorna-sistema-comunicazione-partecipazioni-rilevanti-societa-quotate-2

Sicilianews24.it: L’arte rupestre svela il legame ancestrale tra l’umanità e la biodiversità.

Rappresentazioni della Biodiversità nell’Arte Rupestre Antica
La conservazione moderna considera la biodiversità un concetto scientifico, utile ma spesso astratto. In realtà, per gran parte della storia umana, la biodiversità era una realtà immediata, sacra e integrata nella vita quotidiana. L’arte rupestre antica dimostra chiaramente questo legame, poiché i petrogli e i pannelli raffigurano frequentemente animali in relazione agli esseri umani. Si tratta di un fenomeno globale, non limitato a un’espressione artistica europea.
Chiediamoci: se tante società umane nel corso della storia hanno ritenuto il mondo naturale meritevole di rappresentazione e rispetto, cosa significa per la nostra epoca osservare la rapida distruzione di queste ricchezze? Un’analisi recente ci invita a riflettere su questo interrogativo.

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Tax cuts and Tir: the government hunting for internal resources.

The government is continuing its research into resources to support the new extension of fuel excise tax cuts and the tax credit for the trucking sector, all concerning rising energy prices. The Ministry of Economy and Finance (Mef) is reportedly focusing on finding internal resources; the extent of funds available may become clearer in the next few hours. The outcome of negotiations with the EU will also be crucial, with Italy requesting to extend the safeguard mechanism, currently reserved for defense funds, to energy.

Parallel to this, the executive is also selecting the profiles for the heads of Consob (Italian securities regulator) and Antitrust. Short meetings between majority leaders have been held in recent days regarding these appointments. “The excise tax decree is ready. We convened the trucking associations, and the Council of Ministers will follow. We called them not to chat, but to implement the first measures,” explains Deputy Prime Minister and Minister of Transport Matteo Salvini.

The current decree on fuel prices expires on May 22nd, the same day as a midday Council of Ministers meeting. In the coming hours, the picture of available resources for refinancing the measure may become clearer. From March 18th, there is a cut in excise taxes that currently amounts to 20 cents per liter on diesel and 5 cents per liter on gasoline, costing approximately 120 million euros per week. The main difficulty in modulating renewals of the decree remains the uncertainty about the prospects for peace in Iran and consequently, formulating long-term forecasts.

On May 22nd, a meeting is scheduled at Palazzo Chigi between the government and trucking representatives, organized to prevent the trucking strike called for May 25th to 29th. After almost three months of conflict and resulting price increases, truckers are ready to block the distribution of goods for almost a week.

The game with the EU on energy and defense remains open. Yesterday, the Senate also debated the initial request from the government to review NATO defense spending, which caused a short circuit resolved by the government; next week, the Chamber of Deputies should not have problems presenting a motion to request a derogation from the Stability Pact. The position in the coalition is unanimous.

The general discussion on the texts to be presented began on Monday, there are texts from the opposition, but the center-right - explains one of the group leaders - will present one of its own. The government will be engaged in the wake of a letter sent by Prime Minister Giorgia Meloni to European Commission President Ursula von der Leyen. Dialogue with Brussels continues, as explained by the Economy Minister Giancarlo Giorgetti.

“I think it will be inevitable for Italy to request a derogation from the Stability and Growth Pact, asking to do for energy what we can do for defense and arms,” argues Salvini.

Meanwhile, the government is also trying to secure appointments at the authorities. Following the step back of Undersecretary at the Ministry of Economy and Finance Federico Freni, of the League, new hypotheses are being studied for the leadership of Consob. Among the names being considered are economists Donato Masciandaro and Marco Fortis, as well as the current Commissioner Federico Cornelli. For Antitrust, the strong name would be that of Saverio Valentino, formerly a member of the Agcm.

#Italy #Consob #Italian #Antitrust #first #MatteoSalvini #PalazzoChigi #Senate #theStabilityPact #GiorgiaMeloni #EuropeanCommission #UrsulavonderLeyen #Brussels #GiancarloGiorgetti #Salvini #FedericoFreni #DonatoMasciandaro #MarcoFortis #FedericoCornelli #SaverioValentino

https://www.agi.it/politica/news/2026-05-21/accise-tir-governo-37154061/

Repubblica.it: Il bluff dei Fratelli e il Mister X dei forzisti: non c’è pace sulla Consob

Dopo il passo indietro di Freni alla Commissione resta un’assurda vacatio. È un effetto dello sfarinamento della coalizione e resta un atto irresponsabile

The bluff of the Brothers and the Mister X of the market police: there's no peace at Consob.

Following Freni’s step back to the Commission leaves an absurd vacancy. It’s a consequence of the coalition crumbling and remains an irresponsible act.

#Consob #Freni #Commission

https://www.repubblica.it/economia/rubriche/circo-massimo/2026/05/18/news/il_bluff_dei_fratelli_e_il_mister_x_dei_forzisti_non_c_e_pace_sulla_consob-425347962/

Il bluff dei Fratelli e il Mister X dei forzisti: non c’è pace sulla Consob

Dopo il passo indietro di Freni alla Commissione resta un’assurda vacatio. È un effetto dello sfarinamento della coalizione e resta un atto irresponsabile…

la Repubblica

Domani: Consob e Antitrust. Tajani deve difendersi dall’attacco della Lega

FI deve smentire un retroscena del Giornale del leghista Angelucci. Il veto del vicepremier su Freni ha irrigidito il dialogo tra gli alleati

Consob and Antitrust. Tajani must defend himself from the Lega's attack.

FI must refute a Giornale background story by the Lega’s Angelucci. The vicepremier’s veto on Freni has hardened the dialogue between allies.

#Consob #Antitrust #Tajani #Giornale #Freni

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/consob-nomine-antitrust-tajani-lega-meloni-pacchetto-decisioni-n800dqmm

Consob e Antitrust. Tajani deve difendersi dall’attacco della Lega

FI deve smentire un retroscena del Giornale del leghista Angelucci. Il veto del vicepremier su Freni ha irrigidito il dialogo tra gli alleati ... Scopri di più!

Domani

Domani: Forza Italia ha perso tutte le inibizioni e si diverte a colpire la Lega

La parola d’ordine degli azzurri è «autonomia». Per differenziarsi anche in ottica elettorale. E dopo il caso della mancata nomina di Freni alla Consob è scontro su taxi e fine vita

Forza Italia has lost all inhibitions and is enjoying attacking the Lega.

The Azzurri’s keyword is “autonomy.” To differentiate themselves also in an electoral sense. And after the case of the failed nomination of Freni to Consob is a clash over taxis and end-of-life.

#ForzaItalia #Azzurri #Freni #Consob

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/forza-italia-attacco-lega-governo-sbando-ng19gs7p

Forza Italia ha perso tutte le inibizioni e si diverte a colpire la Lega

La parola d’ordine degli azzurri è «autonomia». Per differenziarsi anche in ottica elettorale. E dopo il caso della mancata nomina di Freni alla ... Scopri di più!

Domani

RaiNews: Consob, il leghista Federico Freni si sfila dalla corsa alla presidenza

Il sottosegretario al ministero dell'Economia sconta il no di Forza Italia, l'autorità di controllo su borse e mercati da oltre due mesi è senza presidente

Consob, Lega politician Federico Freni withdraws from the race for president.

The undersecretary at the Ministry of Economy is bearing the brunt of Forza Italia’s “no,” and the authority responsible for overseeing exchanges and markets has been without a president for over two months.

#Consob #FedericoFreni #ForzaItalia’s

https://www.rainews.it/articoli/2026/05/consob-il-leghista-federico-freni-si-sfila-dalla-corsa-alla-presidenza-d53efc77-00ef-4566-af2a-735714ba9527.html

Consob, il leghista Federico Freni si sfila dalla corsa alla presidenza

Il sottosegretario al ministero dell'Economia sconta il no di Forza Italia, l'autorità di controllo su borse e mercati da oltre due mesi è senza presidente

RaiNews

il manifesto: Freni si arrende ai veti, la Consob resta al buio

La storia della candidatura più lunga alla guida della Consob, l’autorità che tutela gli investitori e vigila sulla trasparenza dei mercati, si è chiusa con il ritiro dalla corsa del […]
The post Freni si arrende ai veti, la Consob resta al buio first appeared on il manifesto.

Brakes yield to the vetoes, Consob remains in the dark.

The saga of the longest race to lead Consob, the authority that protects investors and oversees market transparency, ended with […]

Frenzi bows to vetoes, Consob remains in the dark first appeared on il manifesto.

#Consob #first

https://ilmanifesto.it/freni-si-arrende-ai-veti-la-consob-resta-al-buio

Freni si arrende ai veti, la Consob resta al buio | il manifesto

(Politica) La storia della candidatura più lunga alla guida della Consob, l’autorità che tutela gli investitori e vigila sulla trasparenza dei mercati, si è chiusa con il ritiro dalla corsa del sottosegretario all’Economia Federico Freni. Era stato indicato da almeno cinque mesi alla carica. Ieri ha gettato la spugna per motivi politici rivestiti da «responsabilità istituzionale».

il manifesto

LA NOTIZIA: Destre a pezzi sulla Consob, Freni costretto al passo indietro

La vittima delle lotte interne alla maggioranza, alla fine, è Federico Freni. Il sottosegretario leghista all’Economia ha annunciato il suo passo indietro, ritirandosi così dalla corsa per la presidenza della Consob. Freni era praticamente l’unico candidato in campo, ma sul suo nome le destre si sono divise. Il problema, secondo Forza Italia, è l’appartenenza di Freni a un partito politico. Una convinzione rigettata dalla Lega, che ha ricordato come già in passato fossero stati scelti esponenti di partito per la guida dell’Authority.
Passo indietro di Freni: rinuncia alla guida della Consob
La frattura, però, non è mai stata risanata e dopo mesi di tira e molla, litigi in maggioranza, conferme e smentite, è stato lo stesso sottosegretario ad annunciare a Repubblica la sua volontà di fare “un passo indietro”. Una scelta comunicata subito al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e al leader del suo partito, Matteo Salvini. Proprio Giorgetti, a gennaio, aveva avanzato la candidatura di Freni in Consiglio dei ministri.
La nomina, allora, era stata bloccata dal leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Nel corso delle settimane, la contrarietà degli azzurri sembrava essersi attenuata, ma negli ultimi giorni si è riacceso lo scontro, con il portavoce di Fi, Raffaele Nevi, che ha ribadito la necessità di scegliere un “tecnico di alto profilo” per la guida della Consob. Così è stato Freni a prendere la decisione e a evitare che si consumasse un nuovo scontro in una maggioranza che sta già vivendo una fase delicata, con continue fratture su tutte le questioni in campo, dalla legge elettorale al fine vita. Sulla scelta di Freni ha ironizzato Giorgetti: “Sono contento così almeno rimane a lavorare con noi”, ha detto mostrando apprezzamento per il lavoro svolto al Mef dal sottosegretario.
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Turn the screws on Consob, Freni forced to step down

The victim of the internal struggles within the majority is Federico Freni. The Lega (Northern League) undersecretary for Economy announced his step down, withdrawing from the race for the presidency of Consob. Freni was practically the only candidate in the field, but the right-wing factions split over his name. The problem, according to Forza Italia, is Freni’s affiliation with a political party. A conviction rejected by the Lega, which recalled how figures from political parties had already been chosen to lead the Authority in the past.

Freni’s step down: Renunciation of the leadership of Consob

However, the rift was never healed and after months of haggling, infighting within the majority, confirmations and denials, it was the undersecretary himself who announced to Repubblica his willingness to “take a step back”. This choice was immediately communicated to the Economy Minister, Giancarlo Giorgetti, and the leader of his party, Matteo Salvini. Giorgetti himself had advanced Freni’s candidacy in the Council of Ministers in January.

The appointment was then blocked by the leader of Forza Italia, Antonio Tajani. Throughout the weeks, the opposition from the “Blues” (Forza Italia) seemed to have diminished, but in recent days the clash reignited, with Forza Italia’s spokesperson, Raffaele Nevi, who reiterated the need to choose a “high-profile technical expert” to lead Consob. Thus, it was Freni who made the decision and avoided a new confrontation in a majority that is already experiencing a delicate phase, with ongoing fractures on all issues at hand, from electoral law to the end of life. Giorgetti joked about Freni’s choice: “I’m happy like this, at least he stays to work with us,” he said, expressing appreciation for the work done by the undersecretary at the Ministry of Economy and Finance (Mef).

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#Consob #Freni #FedericoFreni #NorthernLeague #Economy #ForzaItalia #Authority #Consob #Repubblica #GiancarloGiorgetti #MatteoSalvini #Giorgetti #AntonioTajani #ForzaItalia’s #RaffaeleNevi #first #LANOTIZIA

https://www.lanotiziagiornale.it/destre-a-pezzi-sulla-consob-freni-costretto-al-passo-indietro/

Destre a pezzi sulla Consob, Freni costretto al passo indietro | LA NOTIZIA

Federico Freni fa un passo indietro e rinuncia alla candidatura alla guida della Consob. Restano le divisioni nella maggioranza.

LA NOTIZIA

Repubblica.it: Consob, Federico Freni: “Non sono un uomo di rotture. Ma fare politica non può essere un limite”

Il sottosegretario al Mef spiega a Repubblica perché si è ritirato dalla corsa all’Autorità che vigila sui mercati finanziari. “Meloni ha preso atto della mia decisione. Forza Italia vuole Cornelli? Non parlo mai di chi parla troppo di me”

Consob, Federico Freni: “I’m not a man of broken promises. But doing politics cannot be a limit.”

The undersecretary at the Ministry of Economy and Finance explains to Repubblica why he withdrew from the race for the authority that oversees financial markets. “Meloni accepted my decision. Does Forza Italia want Cornelli? I never speak of those who talk too much about me.”

#Consob #FedericoFreni #Repubblica #Meloni #ForzaItalia #Cornelli

https://www.repubblica.it/economia/2026/05/13/news/consob_federico_freni_intervista-425343085/

Consob, Federico Freni: “Non sono un uomo di rotture. Ma fare politica non può essere un limite”

Il sottosegretario al Mef spiega a Repubblica perché si è ritirato dalla corsa all’Autorità che vigila sui mercati finanziari. “Meloni ha preso atto della mia …

la Repubblica