Leonardo acquisisce la divisione difesa di Iveco.
L'Unione Europea approva l'acquisizione della divisione Difesa di Iveco da parte di Leonardo. L'Unione Europea ha dato il via libera ufficiale all'acquisizione della divisione Difesa di Iveco Group da parte del gruppo italiano dell'aerospazio e della sicurezza Leonardo.

https://scienzamagia.eu/sociale-e-collettivita/leonardo-acquisisce-la-divisione-difesa-di-iveco/

#aerospazio #commissioneeuropea #difesaeuropea #industriadifesa #IvecoDefenceVehicles #IvecoGroup #leonardo #OtoMelara

Imbarazzo in commissione UE: documento solo in Excel, senza OpenDocument
È stata costretta a intervenire rapidamente la Commissione Europea dopo la pubblicazione del modulo relativo alla consultazione sul #cyberresilienceact in coda a tanto parlare di #sovranitàdigitale uno dei documenti allegati era stato messo a disposizione esclusivamente in formato XLSX, ossia quello usato da Microsoft Execl.

@attualita #MicrosoftExcel

#opendocument #commissioneeuropea #xlsx

https://www.zeusnews.it/n.php?c=31901

Imbarazzo in Commissione UE: documento solo in Excel, senza OpenDocument

La gaffe riguarda proprio il Cyber Resilience Act, dedicato a sicurezza e interoperabilità. (ZEUS News)

ZEUS News

La Commissione europea ha presentato la direttiva "Made in Europe": nuove regole sugli appalti pubblici per favorire i prodotti europei.

#europa #madeineurope #commissioneeuropea

https://www.ilmitte.com/2026/03/direttiva-made-in-europe-commissione-europea/

Corda Molle, un caso esemplare del business dei concessionari autostradali a carico del pubblico

Dal primo marzo la bretella lunga una ventina di chilometri che nel bresciano collega la A4 e la A21 è diventata a pedaggio. I cittadini protestano, chiedendo di lasciarla libera per evitare che il traffico si riversi sulle strade comunali. L’errore, noto però da tempo, è stato trasformare una trafficata strada provinciale in autostrada (lo si sta facendo anche per la Milano-Meda). Il conto economico dei gestori privati ringrazia. E il caso è arrivato in Regione

Altreconomia
La vicepresidente della #CommissioneEuropea #TeresaRibera ha contestato la minaccia di D. #Trump di interrompere i rapporti commerciali con la #Spagna, sottolineando che il commercio estero dell' #UE viene negoziato come blocco unico.

RE: https://bsky.app/profile/did:plc:bak7f4b3jsiqlpyo6o4ejaji/post/3mg7tlzkits2v
Il capitalismo di rapina statunitense, in realtà, piace ancora tantissimo all'Unione europea

Le multinazionali Usa consolidano il proprio strapotere a colpi di fusioni accettate dalla Commissione europea. Il recente caso Google-Wiz dimostra come la presunta “distanza” tra Ue e Stati Uniti sia solo un modo per distrarre l’opinione pubblica. L'editoriale del direttore, Duccio Facchini

Altreconomia

La Commissione europea sta per decidere quale seguito dare a My Voice, My Choice, l’Iniziativa dei Cittadini Europei che ha raccolto oltre un milione di firme nell’Unione Europea per chiedere un meccanismo finanziario volontario a sostegno dell’accesso sicuro all’aborto.

Secondo il Comitato promotore, la bozza di risposta sarebbe impostata in modo negativo, con il rischio di un follow-up debole o privo di misure concrete.

È un passaggio politico rilevante: riguarda il ruolo delle Istituzioni europee, la tutela dei diritti fondamentali e la credibilità degli strumenti di democrazia partecipativa previsti dai Trattati.

Per questo è stata lanciata una petizione per chiedere alla Commissione europea un cambio di rotta prima della decisione finale.

👉 Firma ora a questo link:

https://sign.myvoice-mychoice.org/forms/european_commission_petition_eng

E contribuisci a rafforzare una risposta europea concreta sui diritti e sulla salute riproduttiva 💜

#MyVoiceMyChoice #CommissioneEuropea #DirittiRiproduttivi #UnioneEuropea #FirmaOra #volt #voltitalia

Il Digital omnibus e le influenze delle Big Tech sull'Unione europea. Articolo per articolo

A fine 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta di deregolamentazione di fatto delle tutele digitali. Una scelta a vantaggio delle grandi aziende tecnologiche, statunitensi ed europee, supportate dall'amministrazione Trump e anche dai partiti di estrema destra europei. A farne le spese saranno i cittadini che avranno più difficoltà a difendersi da profilazioni aggressive e dall'Intelligenza artificiale

Altreconomia

AI Act 2026: L'Europa apre le "Scatole Nere", ma qualcuno ha acceso la luce?
Se pensavate che il 2025 fosse stato l'anno della burocrazia digitale, allacciate le cinture. Siamo entrati ufficialmente nel rettilineo finale. Mentre noi eravamo distratti dalle feste, il calendario legislativo europeo ha continuato a scorrere inesorabile verso la data che terrorizza i dipartiment...
@tecnologia

https://short.staipa.it/5tlx8

#AIAct #CommissioneEuropea 

AI Act 2026: L’Europa apre le “Scatole Nere”, ma qualcuno ha acceso la luce?

Se pensavate che il 2025 fosse stato l’anno della burocrazia digitale, allacciate le cinture. Siamo entrati ufficialmente nel rettilineo finale. Mentre noi eravamo distratti dalle feste, il calendario legislativo europeo ha continuato a scorrere inesorabile verso la data che terrorizza i dipartimenti legali di mezza Silicon Valley: 2 Agosto 2026.

Non ci sono nuove scadenze che scattano oggi, ma l’aria che tira nelle aziende è quella della “notte prima degli esami”. Dopo i primi scaglioni attivati tra febbraio e agosto 2025 (divieti sulle pratiche inaccettabili, obblighi di alfabetizzazione e prime regole di governance), questo 2026 è l’anno della verità operativa. È l’anno della compliance, degli audit e della riscrittura dei processi interni in vista della piena applicabilità.

Sulla carta, ci stiamo preparando alla fine dell’era delle “scatole nere” deregolamentate. Nella realtà? Siamo nel mezzo di una partita a scacchi molto più complessa, dove la tecnologia corre più veloce dei timbri.

Non è magia, è burocrazia (ed è un bene)

Chiariamo subito un equivoco, prima che il marketing vi venda fumo. L’AI Act che andrà a regime ad agosto non trasformerà magicamente ChatGPT o i sistemi di recruiting in entità capaci di sedersi al tavolo e spiegarvi filosoficamente perché vi hanno scartato.

La legge non impone una “spiegabilità totale” (la cosiddetta XAI perfetta), che tecnicamente spesso è impossibile con il deep learning attuale. Impone però qualcosa di molto più pragmatico e noioso, ma vitale: accountability.

Le aziende non potranno più dire “l’ha fatto l’algoritmo, non sappiamo come”. Dovranno mostrare i log, dimostrare la qualità dei dati usati per l’addestramento, garantire che ci sia sempre un umano nel loop decisionale e, soprattutto, tracciare il rischio. Se la macchina sbaglia, deve esserci un colpevole in carne ed ossa che aveva il dovere di controllare.

Il rischio (sempreverde) dei Bias: la memoria corta del progresso

Perché questa stretta è fondamentale, nonostante le lamentele delle Big Tech sui “freni all’innovazione”? Perché, come ripeto fino allo sfinimento (e come ho approfondito in questo articolo short.staipa.it/uljf5), le Intelligenze Artificiali non sono oracoli imparziali.

Sono specchi statistici. Si nutrono di dati prodotti da noi nel corso della storia.

Se addestriamo un’IA con i dati storici delle assunzioni degli ultimi 50 anni, l’algoritmo “imparerà” che per certi ruoli dirigenziali si preferiscono gli uomini bianchi di mezza età. Non per cattiveria cibernetica, ma perché la nostra storia lo è stata e l’algoritmo si limita a replicare quei pattern. Questo è il Bias Algoritmico.

Ve ne ho parlato anche in questo video (https://youtu.be/uQEUcMX4LCc): un algoritmo senza controllo non corregge le ingiustizie sociali, le automatizza. Le nuove norme servono a costringere chi sviluppa questi sistemi a pulire quei dati prima di usarli, non a chiedere scusa dopo il danno.

La provocazione: siamo pronti o stiamo solo fingendo?

Qui arriva la nota dolente. Mentre l’Europa scrive le regole, il mercato corre. I dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano parlavano chiaro già due anni fa (con un mercato italiano che nel 2024 toccava 1,2 miliardi di euro, +58%), e il trend non si è arrestato. L’adozione è massiva, ma la consapevolezza dei rischi non corre alla stessa velocità.

C’è un divario enorme tra ciò che la legge chiede (controllo granulare dei dati) e come le moderne reti neurali funzionano (miliardi di parametri opachi). Inoltre, non prendiamoci in giro: le pressioni per ammorbidire le scadenze sui sistemi high-risk sono fortissime. Sebbene la Commissione Europea abbia ribadito la linea del “nessun rinvio” (no stop the clock), il braccio di ferro è in corso.

Il rischio concreto è che arriviamo ad agosto 2026 con norme perfette sulla carta, ma con un’applicazione frammentata dalle necessarie “eccezioni transitorie” per i prodotti complessi. Una zona grigia normativa che potrebbe durare anni, proprio nel momento in cui servirebbe più rigore.

Conclusioni: restare svegli

Tutto questo deve spaventarci? No. Ma deve tenerci svegli. L’importanza del 2026 non sta nel credere che ad agosto il mondo digitale diventerà perfetto. Sta nel fatto che, per la prima volta, la responsabilità si sposta dalla macchina all’uomo che la vende.

L’invito è sempre lo stesso: usate il pensiero critico. Non accettate il risultato di un algoritmo come una verità assoluta, ma nemmeno come una magia nera incontrollabile. È statistica, è probabilità. E da quest’anno, si spera, sarà anche un po’ più responsabilità legale.

Fonti e Approfondimenti:

#AIAct #CommissioneEuropea