Il Tempo: Usa, arrestata trafficante di armi iraniana che acquistava bombe dai Pasdaran e le spediva in Sudan
Il trafficante di armi super ricercato era una donna iraniana che viveva in California e trattava con i Pasdaran l'acquisto di bombe da inviare in Sudan. Shamim Mafi, 44 anni, è stata arrestata all'aeroporto di Los Angeles con l'accusa di traffico di armi per conto di Teheran, secondo quanto riferito dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Secondo i magistrati americani la donna "ha fatto da intermediario nella vendita di droni, bombe, spolette e milioni di proiettili fabbricati dall'Iran e venduti al Sudan". Il procuratore statunitense Bill Essayli ha scritto sul social network X che Mafi viveva nel sobborgo di Woodland Hills, a Los Angeles, e "aveva ottenuto la residenza permanente legale negli Stati Uniti nel 2016". L'iraniana ora rischia una pena massima di 20 anni di reclusione in una prigione federale in caso di condanna.
Una denuncia penale datata 12 marzo sostiene che Mafi e un complice non identificato gestivano una società in Oman, la Atlas International Business, attraverso la quale venivano trafficate armi e munizioni. La società avrebbe ricevuto pagamenti per oltre 7 milioni di dollari nel 2025. Separatamente, secondo i documenti del tribunale, Mafi e il complice hanno intermediato la vendita di 55.000 spolette per bombe al Ministero della Difesa sudanese. "In relazione alla transazione, Mafi ha presentato una lettera d'intenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) per l'acquisto di spolette per bombe destinate al Sudan", si legge nella denuncia.
Le Nazioni Unite hanno recentemente avvertito che il Sudan rischia di precipitare in una "carestia su vasta scala e nel collasso" per via della guerra tra l'esercito e le Forze di Supporto Rapido, un gruppo paramilitare. Guerra in corso da ormai quattro anni. Denise Brown, responsabile delle Nazioni Unite in Sudan, ha dichiarato giovedì che il Sudan sta affrontando la più grande crisi umanitaria al mondo e che le armi provenienti dall'estero sono in parte responsabili. L'Onu ha chiesto alle potenze straniere di smettere di alimentare la guerra, ma non hanno accusato alcuno Stato in particolare. Da un lato, l'esercito sudanese è stato sostenuto da Egitto e Arabia Saudita e ha impiegato droni di fabbricazione turca e iraniana. Mentre gli Emirati Arabi Uniti negano di aver fornito armi alle forze paramilitari.
Arrested arms trafficker Iranian who was buying bombs from the Pasdaran and sending them to Sudan.
The wanted arms dealer was an Iranian woman living in California who was brokering the purchase of bombs to be sent to Sudan for the Revolutionary Guards (Pasdaran). Shamim Mafi, 44, was arrested at Los Angeles International Airport on charges of arms trafficking on behalf of Tehran, according to the U.S. Department of Justice. According to U.S. prosecutors, the woman “served as an intermediary in the sale of drones, bombs, detonators, and millions of rounds manufactured in Iran and sold to Sudan.” U.S. prosecutor Bill Essayli wrote on the social network X that Mafi lived in the Woodland Hills suburb of Los Angeles and “obtained legal permanent residency in the United States in 2016.” The Iranian woman now risks a maximum sentence of 20 years in prison if convicted.
A criminal complaint dated March 12 alleges that Mafi and an unidentified accomplice managed an Oman-based company, Atlas International Business, through which weapons and ammunition were trafficked. The company received payments of over $7 million in 2023. Separately, according to court documents, Mafi and the accomplice facilitated the sale of 55,000 bomb detonators to the Sudanese Ministry of Defense. “In relation to the transaction, Mafi submitted a letter of intent to the Islamic Revolutionary Guard Corps’ (IRGC) Guard Corps for the purchase of bomb detonators intended for Sudan,” the complaint reads.
The United Nations recently warned that Sudan risks falling into a “large-scale famine and collapse” due to the war between the army and the Rapid Support Forces, a paramilitary group. The war has been ongoing for four years. Denise Brown, the UN’s representative in Sudan, stated on Thursday that Sudan is facing the world’s largest humanitarian crisis and that foreign arms are partly responsible. The UN has called on foreign powers to stop fueling the war, but has not accused any particular state. Egyptian and Saudi Arabian support has backed the Sudanese army, which has used Turkish and Iranian-made drones. The United Arab Emirates deny providing arms to the paramilitary forces.
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